Seasons

 

Primavera

by Joseph Palmer

 

 

Traduttrice: Eugenia

Tradotta per il sito www.manganet.it

Se volete mettere questa traduzione nel vostro sito scrivetemi, così posso comunicarlo all'autore.

Grazie.


La campanellina tintinnò leggermente. Akane l'osservò, nonostante il rumore della cena. Parte di lei era là con gli altri, un'altra parte stava guardando come un estranea, osservando le piccole cose, a cui si era tanto abituata.

Non era stata calda questa primavera, e per la prima volta, quest’anno, i Tendo e i Saotome cenavano con le porte aperte. Sembrava quasi una festa. Kasumi aveva veramente superato se stessa, non perché ci fosse qualche piatto speciale sulla tavola, ma tutto era presentato perfettamente. La tavola sembrava una fotografia di qualche elegante libro di cucina.

Akane era seduta sui talloni vicina a Ranma gettando, di quando in quando, qualche sguardo verso di lui, quando questi non la vedeva. Ascoltò la sua voce per un po’, stava dicendo qualche cosa su una nuova tecnica di addestramento e suo padre stava ribattendo con la sua voce profonda. Qualche volta Ranma parlava sottovoce, con le labbra che si muovevano appena. Faceva così quando voleva evitare una risposta, aveva sentito prima quel tono di voce.

Sono felice, pensò. Solo felice. Ranma ultimamente è stato piuttosto sopportabile, non avevano avuto un vero litigio da mesi, e a lei davvero piacevano le piccole prese in giro tra loro. Sospettava che anche a Ranma piacessero, lui di sicuro ci partecipava con grande entusiasmo.

L'introspezione di Akane venne interrotta quando Kasumi chiese "Akane, mi aiuti a lavare i piatti?"

"Hai"[*] rispose, si alzò e cominciò a sparecchiare. Uno alla volta gli altri si scusarono, i padri per un’altra partita di shogi, Nabiki per andare disopra, e Ranma ringraziò Kasumi ed uscì fuori nel giardino.

Quando arrivarono in cucina Kasumi urlò, "Ho dimenticato il dessert!"

Akane seguì il suo sguardo verso una pila di piccole scatole rosse di sakura mochi.

"Li ho presi apposta per oggi. Penso che posso portarli a tutti quando abbiamo finito coi piatti." Kasumi riempì il lavandino, mentre Akane riponeva le salse e le spezie.

Akane la guardò, mentre la sorella lavava accuratamente i piatti, sembrava così assorbita nell'attività, così fluida e ancora precisa, come Ranma quando faceva i suoi esercizi di riscaldamento. Rapidamente la cucina fu pulita, e tutto era ritornato a posto. Akane amava sempre la cucina così, profumava di pulito e sembrava linda ed invitante.

"Siamo veramente fortunati ad avere una cucina così grande!" disse Kasumi. "Alcuni dei miei amici hanno appartamenti così piccoli ed anche piccolissime cucine."

"Come è grande la cucina della clinica del dottor Tofu?" chiese Akane.

"Anche quella è grande, hanno molti pazienti che stanno là, così hanno fatto una grande cucina per preparargli i pasti, in questi giorni quasi nessuno ha bisogno di restare durante la notte."

Kasumi riempì un grande bollitore, lo mise sul fornello e prese un grande carrello, ci mise dei piccoli piatti sopra, e 4 delle scatole.

"Questo dovrebbe bastare per tutti." disse. "Io andrò a cercare Nabiki, tu trova Ranma."

"Hai."

Akane lasciò la cucina dalla porta posteriore, cercando Ranma nel dojo. Non era là, né in cima alla casetta degli uccelli, né lottando con suo padre. Trovò gli altri intorno alla tavola, Kasumi che serviva il tè, e apriva le scatole.

"Ranma wa?" [*]chiese.

"Non è disopra." rispose Nabiki.

"Non l'ho visto fin dalla cena." rispose Soun, "Non è da lui perdersi una festa come questa, eh Soutome-kun?"

"No Tendou-kun, e se non arriverà penso che prenderò la sua parte." Genma si avvicinò all'ultima scatola non aperta.

"Anche il mio è lì " protestò Akane, e prese abilmente la scatola.

"Kirei"[*] disse Kasumi ad alta voce. "Che bel tramonto!."

Akane guardò verso il cielo un momento, poi capì. Si alzò dalla tavola con la sua scatola ancora in mano e corse verso la cucina.

"Akane, non mangi con noi?" chiese Kasumi.

"Um, penso di sapere dove è Ranma."

Una volta in cucina, Akane prese un piccolo vassoio e una teiera dall'armadio a muro e fece lentamente ed attentamente il tè. Era piuttosto orgogliosa della sua abilità nel fare tè, ed ora gli altri non potevano distinguere il suo tè da quello di Kasumi. Mise la scatola, un paio di tazze ed un piccolo bricco sul carrello e andò disopra. Sorpassò la stanza di Ranma, le stanze delle sue sorelle e la propria ed uscì nel terrazzo del bucato. Salì lentamente sul tetto, non senza rischiare per due volte di lasciar cadere il vassoio.

Ranma stava disteso nel suo solito posto con la testa appoggiata sulle mani.

"Un bel tramonto." disse Akane, mettendo il vassoio sul tetto e sedendosi vicino a lui.

"Mmm" disse Ranma, e finalmente guardò verso di lei. "Che cos’è?"

"Sakura Mochi! Fatti freschi oggi!"

Ranma ebbe improvvisamente un'occhiata cauta sulla sua faccia, ed ogni muscolo sembrò tendersi.

"Kasumi li ha comprati...."

Ranma si rilassò.

"Da un vecchio uomo cinese..."

Ranma gelò.

"Sto scherzando! Sto scherzando!"

Ranma si rilassò di nuovo. "Cavolo, non mi spaventare così!"

Akane versò il tè, aprì la scatola, e prese due dei dolcetti. Ne diede uno a Ranma. Invece di mangiarlo immediatamente, lui guardò la foglia per un po’, poi inalò la sua fragranza. Il profumo particolare assalì i suoi sensi, provocando un'inondazione di ricordi. Alzò lo sguardo verso Akane che lo stava fissando. Aveva visto prima quello sguardo.

"Pensavo che tu avessi detto che li ha comprati Kasumi." disse.

"Sì, è così."

"Allora perché stai guardando per un X?"

"Una X?" Akane sembrò confuso, "Oh non è per quello, avevi solo un’espressione felice sulla faccia. Perché?"

"La foglia di ciliegio, mi piace questo profumo!"

Akane annusò cautamente la sua foglia, profumava come le altre foglie di ciliegio, e qualche cosa d’altro, molto familiare, ma non riusciva a capire cosa.

"Sì, è bello" disse, "Ma mi ricorda qualche cosa d’altro."

"Anche a me, penso che assomigli un po’ al tabacco per la pipa."

"Sì, è vero, ma non quella roba che fuma Happosai."

"E mi ricorda alcune delle piste di montagna, che io e papà abbiamo attraversato durante i viaggi di addestramento. Di primavera alcune piante profumano così."

Akane staccò la foglia dalla cima, ma la ripiegò sul fondo per non toccare con le dita il dolce di riso appiccicoso. Si chiese della seconda foglia per un momento, quelli fatti in casa non hanno una foglia in cima. Deve essere per fare in modo che non si appiccichino alla scatola, pensò. Morse il riso molle ed appiccicoso esterno e la pasta di fagiolo dolce interna. Le arrivò un gusto leggero di ciliegia insieme alla torta di fagiolo, o forse era solo il profumo delle foglie.

"Sono meglio di quelli che ho fatto io." disse.

"Forse avevi dei cattivi ingredienti..." rispose Ranma, non desiderando davvero discutere sull’argomento.

Stettero seduti insieme e guardarono il sole scendere dietro agli edifici. Il cielo divenne di un rosso profondo, ma qualche nube alta rimase sul sole. Finirono i loro dolci e presero il tè in silenzio, mentre il cielo si scuriva lentamente.

Ranma si distese di nuovo sul tetto e si appoggiò sulle mani. "Questo è il momento del giorno che preferisco." disse.

"Mmm?" Akane guardò in giù, verso Ranma.

"Quando papà ed io eravamo in viaggio di addestramento in estate, mi piaceva allontanarmi di nascosto, al crepuscolo, per avere un piccolo momento per me. Mi piace la brezza fresca della sera."

Akane chiuse gli occhi. C'era una leggera brezza, l'aria fresca mescolata col calore che veniva dal tetto. Bess stava abbaiando a niente in particolare, ed altri cani stavano rispondendo. Poteva sentire i treni ed il lontano rumore del traffico. Una folata di vento portò il profumo dolce di alcuni fiori, che fioriscono la sera. Si stirò le braccia sulla testa e inspirò l'aria fragrante.

"Ah, è così bello qua su!" disse. Quando abbassò le braccia colpì l'angolo del vassoio. La teiera scivolò pericolosamente da un lato e portò il vassoio a scivolare via, lontano da lei. Ranma allargò tranquillamente la mano destra e fermò il vassoio. Akane si girò per prendere il vassoio, e perduto il suo appiglio, cominciò a scivolare rapidamente in giù, lungo il tetto.

"Kiyaaaaaaaaa!" gridò.

"AKANE!"

Ranma rotolò di lato tenendo la mano destra sulla gamba del vassoio, ed avvolse il braccio sinistro intorno alla vita di Akane, mentre lei scivolava. Si fermarono, la testa di lei appoggiata comodamente sul braccio destro di lui, che era ancora occupato con la gamba del vassoio.

"Stai bene?" Ranma chiese.

"Mmm, sì, grazie Ranma. Mi dispiace di essere così goffa"

Lei stette ancora ferma per un po’, godendosi quel fortuito abbraccio, che stava ricevendo. Guardò Ranma. Stava ancora respirando a fatica ed il suo cuore batteva forte. Chiuse gli occhi e prese un respiro profondo, poi lo rilasciò fuori lentamente. Quando tornò a guardarla notò improvvisamente che aveva il braccio intorno a lei, lo rimosse rapidamente e lo posò di nuovo sopra il tetto.

"Mi dispiace!" le disse.

Non c’era bisogno che mi lasciasse andare così presto, pensò lei. Oh, va bene.

Stessero silenziosamente insieme sul tetto. Lei pensò a come era sembrato scosso Ranma, quando era scivolata. Il suo cuore stava davvero correndo, era davvero così impaurito dal fatto che lei sarebbe potuta cadere dal tetto? O era qualche cos’altro? Lui sembrava sempre così colto dal panico ogni volta che si toccavano, anche se si stavano solo allenando. Lei non si era affatto spaventata, Ranma la salvava sempre, in qualche modo. Sorrise a se stessa ricordando quante volte l'aveva salvata, era davvero molto protettivo con lei, e le piaceva, anche se avvolte poteva diventare un po' geloso.

La mente di Akane saltò da un soggetto al prossimo. La sua amica Sayuri aveva cominciato ad uscire con un ragazzo di prima C, e raccontava tutti i dettagli ogni giorno a pranzo. Akane parlava raramente di Ranma a pranzo, le sue amiche avevano sentito abbastanza storie sulle loro lotte, e non c'erano molti succosi pettegolezzi da dividere.

La brezza portò il profumo di un barbecue dal cortile posteriore, che le ricordò il campeggio. Pensò ai viaggi di addestramento di Ranma con suo padre. I viaggi ai quali lei aveva partecipato non erano stati molto divertenti, infatti erano soprattutto dei disastri, ma almeno aveva imparato come cucinare un curry abbastanza decente, che Ranma avrebbe potuto mangiare.

Prese un respiro profondo e guardò gli uccelli che passavano su di loro. Fu quasi spaventata dalla vista, aveva dimenticato completamente che era fuori sul tetto. Qualche cosa, nel giorno che finiva, rendeva così facile per lei perdersi nei suoi pensieri. Guardò Ranma, aveva le gambe incrociate, una caviglia sull'altro ginocchio, il piede che si muoveva, a volte, come la coda di un gatto. I suoi occhi erano focalizzati lontano nello spazio. E’ per questo che viene qua su.

"Ne, Ranma, a cosa stai pensando?"

"Oh, nulla."

"Davvero, a cosa stavi pensando ora?"

"Stavo pensando al fatto che alcuni dei miei amici stanno cercando dei lavori per l’estate. Pensavo che forse potrei prendere alcuni studenti per il dojo, quest’estate."

"Um." Akane si girò verso la luna che sorgeva sulla città. "Avremo bisogno di un’insegna per la scuola di arti marziali indiscriminate Saotome."

"Un’insegna?" Ranma si girò per guardare Akane.

"Beh, se vuoi insegnare alla scuola, dovremmo avere un’insegna, così la gente lo saprà. Come ‘La Scuola Saotome al Tendou Dojo’. Più o meno è come quella che ha avuto papà quando ha cominciato ad insegnare qui."

"Ehi? Io pensavo che questo fosse sempre stato il Tendou Dojo, non era di tuo nonno?"

"Di mio nonno, ma dal lato di mia madre. Quando mio padre cominciò ad insegnare qui era il Takahashi dojo, non cambiarono il nome finché papà non si sposò la mamma e cominciò ad insegnare."

"Mi sono sempre chiesto come tuo padre si fosse potuto permettere di comprare questo grande luogo, ed allevare una famiglia, ed ancora sprecare tutto il tempo con mio padre. Come ha incontrato tua madre?"

"Era un matrimonio combinato." Akane ridacchiò. "Credo che sia un vizio di famiglia."

Entrambi sospirarono. Ranma parlò per un po’ dei suoi piani per il dojo, ed Akane ricominciò ad osservarlo, non ascoltando molto le parole, ma ascoltando la sua voce e sentendo la sua eccitazione sul prendere degli studenti, la sua preoccupazione in quale ordine insegnare le tecniche, quando dare le lezioni, dove trovare gli studenti. In alcuni momenti sembrava un po’ preoccupato, ma dopo aver parlato un po’ dell’argomento, ritrovava sempre la fiducia. Lei accennava col capo e assentiva quando occorreva, ma le piacque soprattutto essere da sola con lui, e sentirlo parlare di qualche cosa che realmente amava.

Presto le prime stelle furono visibili ed il cielo era quasi blu-nero. Le calde onde provenienti dal tetto si erano fermate e c'era un po' di un freddo nell'aria. Ranma aveva finito di parlare dei suoi progetti, e così avevano parlato di altri argomenti, poi entrambi si erano zittiti. Akane guardava il cielo per vedere delle stelle cadenti, ma non ne vide nessuna.

"Penso che sia tempo di rientrare." ruppe il silenzio Ranma.

"Ma è così bello qua su " protestò Akane.

"È come molte sere, ed, in ogni modo, potresti prendere il carrello? il mio braccio è addormentato."

Akane si girò verso sinistra e per la prima volta notò che Ranma stava ancora tenendo il carrello, e che lei stava usando il suo braccio come un cuscino.

Fine

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"Primavera" 1996 Joseph Palmer

Copyright:

I personaggi e le storie di Ranma 1/2 sono © Rumiko Takahashi, e sono usati qui senza permesso o licenza.

Questo lavoro è solamente per uso non-commerciale, ed è prodotto solamente per il divertimento dei fans.

Questo lavoro è l'espressione dell'autore e la rappresentazione dei personaggi di Ranma 1/2 non è fatta in nessun modo per essere una parte di Ranma 1/2 come rappresentato dall'autore originale e detentori dei diritti d'autore).

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Vi ringrazio di aver letto, e ringrazio quelli che mi hanno scritto sulla mia prima storia, Inverno. Questa storia è nata dopo che un’amica mi portò dei sakura mochi freschi dal Giappone. Mi disse che si trovavano solo per alcune settimane in primavera, così è nata la storia. Qui in California ci sono delle strade sull’oceano, con delle piante che profumano come la foglia usata sui sakura mochi, e sono sicuro che possiate indovinare il mio momento favorito del giorno. Non sono sicuro su quello che metterò nella prossima storia, Estate, ma ci sto pensando.

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Mi piace ricevere E-mail da quelli che leggono la mia storia, se vi fa piacere, per favore inviatemi un piccolo messaggio a: jpalmer@josephpalmer.com

Nota della traduttrice: scrivete all’autore in inglese, oppure, se volete, potete scrivere a me ed io sarò felice di tradurre le e-mail e inviargliele da parte vostra. Eugenia.

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[*] Hai – Sì

       Ranma wa? – Dove è Ranma?

       Kirei – Bello

            


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