Seasons
Estate
by Joseph Palmer
Traduttrice:
EugeniaTradotta per il sito
www.manganet.itSe volete mettere questa traduzione nel vostro sito scrivetemi, così posso comunicarlo all'autore.
Grazie.
Akane era già mezza sveglia, quando sentì la porta aprirsi e dei passi dalla stanza adiacente, che scendevano verso la sala. A giudicare dal rumore, o piuttosto dalla mancanza di rumore, molto probabilmente era Ranma. Così presto la mattina suo padre di solito sbatteva contro le cose, ed il papà di Ranma era andato a dormire come un panda, così il pavimento avrebbe fatto certamente più rumore, se fosse stato lui.
Il sole non era ancora sorto, ma la luce attraverso la finestra era quasi rossa. Akane si alzò e guardò fuori dalla finestra. Il cielo ad est era punteggiato con nubi alte ed una brezza gentile stava soffiando dal mare. Guardò verso le sue sorelle, che dormivano sui futon sul pavimento.
Kasumi sembrava un angelo. Era distesa sotto la coperta con la testa al centro del cuscino, ed i capelli, legati con un nastro, erano appoggiati sulla spalla sinistra. Non c'erano grinze sulla coperta, come se fosse stata appena appoggiata sul pavimento, invece che la notte scorsa. Aveva un piccolo sorriso modesto sul viso. Sembrava così perfettamente pacata.
Nabiki evidentemente sembrava poco angelica, aveva calciato via le sue coperte di notte e era mezza fuori della sua camicia da notte. L’espressione sulla sua faccia era... birichina. Mentre Akane la guardava, lei si rigirò in un’altra posizione, ancora più provocante. Si chiese quanto avrebbe pagato Kuno, per un paio di fotografie di lei in questo modo, e quanto Nabiki avrebbe pagato per impedire che le avesse.
La sua attenzione fu attirata di nuovo dal rumore di qualcuno che stava camminando sulle scale. È Ranma che sta tornando, pensò. Aspettò che la porta si aprisse di nuovo, invece sopraggiunse un suono di piedi, che camminavano in basso verso la spiaggia. Dalla finestra vide Ranma, che attraversava la spiaggia verso l'acqua. Si vestì silenziosamente e aprì la porta verso l’altra stanza. Suo padre ed il panda stavano russando leggermente fra i resti dell'ultimo festino notturno. Raccolse le proprie scarpe da spiaggia e aprì la porta verso il pontile. Camminò silenziosamente sulla sabbia, evitando di guardare o di pensare a Ranma, mentre lo faceva. Era un trucco che il dottor Tofu le aveva insegnato, per annullare la propria presenza agli altri.
"Se non hai il tuo soggetto nei tuoi pensieri, è più facile rimanere ignoto a lui" aveva detto Tofu.
Lo aveva usato a volte per avvicinarsi silenziosamente a Ranma, di solito con risultati comici, e per scivolare oltre Kuno, a volte. Funzionava solamente quando Kuno stava pensando alla sua "Osage no Onna" [*], che spesso era abbastanza. Arrivò al suo lato e stette in piedi vicino a lui, guardando verso dove il sole sarebbe sorto presto.
"Ohayo, Akane" [*]disse lui.
"Ohayo, Ranma." il suo trucco non aveva funzionato.
"Sarà una bella alba, sono contento che tu sia qui per vederla." Akane non era delusa che il suo trucco era fallito. Lui doveva stare pensando a lei, per averla sentita avvicinare.
"Ti va di passeggiare lungo la spiaggia?" le chiese.
"Mmm."
Camminarono lungo la spiaggia, passando le altre pensioni economiche per le vacanze ed alcuni grandi alberghi. Si fermarono a guardare un vecchio che faceva Tai-chi sulla sabbia umida, all'orlo dell'acqua. Ranma era ipnotizzato dai movimenti fluidi. Il vecchio signore finì i suoi esercizi e poi si inchinò profondamente verso l'oceano. Si girò e camminò diritto verso Ranma ed Akane. Si fermò davanti a Ranma e posò una mano nodosa sulla sua spalla.
"Il mare è un buon insegnante." disse. Sorrise ad entrambi e si allontanò per la spiaggia.
"Che cosa voleva dire?" chiese Akane.
"Non lo so, ma credo che voglia che ci pensiamo."
Passeggiarono finché arrivarono ad un frangi-onde, che sporgeva dalle onde. Ranma salì sopra e si sporse per aiutare Akane a scalare le pietre. Trovarono un punto dove poterono sedersi comodamente insieme. In quel momento l’estremità del sole spuntò dall’orizzonte e la luce penetrò le nuvole gettando raggi di luce attraverso il cielo.
Akane trattenne il respiro, questa era una vista che probabilmente puoi vedere solo una volta nella vita. Prese la mano di Ranma, il suo sguardo rivolto al cielo.
Il cuore di Ranma cominciò a battere nel suo torace. Di fronte a lui c’era l’antico simbolo del Giappone, lungo tutto l’orizzonte. Se ne sentì parte, orgoglioso di stare continuando le tradizionali antiche arti marzialim, in questa epoca di uomini d’affari. In quel momento seppe il suo posto nel mondo. Doveva praticare ed insegnare il musabetsu kakuto, le arti marziali illimitate, passate da generazione a generazione, da padre a...
"È... è la cosa più bella che abbia mai visto" disse Akane.
Lui si girò verso di lei. La sua faccia bruciava nella calda luce del sole, i suoi capelli ondeggiavano dolcemente nella brezza, che si stava riscaldando.
"Bello." disse lui. Poteva vedere l'alba riflessa nei suoi occhi, ora in qualche modo fieri, ma ancora calmi.
Forse... forse dovrei baciarla, pensò. Siamo qui, completamente soli, guardando una bella aurora. Questo deve essere il momento giusto. Il cuore di Ranma cominciò a battere forte. Strinse la mano di Akane, lei lo guardò.
Akane guardò negli occhi di Ranma, vide il suo orgoglio e qualche cosa d’altro. Il suo cuore mancò un battito. Grazie al cielo, finalmente lo farà! Sta davvero per baciarmi! Sorrise e si rivolse verso di lui.
Vuole davvero che la baci, pensò. Chiuse gli occhi e si mosse verso le sue labbra. In quell’istante rivisse il loro intero fidanzamento, dal primo momento in cui l’aveva vista, fino agli eventi della sera precedente.
Come era solito nelle loro vacanze al mare, avevano cenato nella loro stanza, Soun e Genma che bevevano molte birre mentre mangiavano, seguito da partite senza fine di shogi, accompagnato da giri senza fine di saké. Nabiki e Kasumi erano andate a letto presto, mentre Akane stava mostrando a Ranma le mosse più importanti del Poker. Lei vinse come al solito, ed il perdente doveva preparare i futon per i loro genitori, che stavano russando. Mentre lei aveva tolto le bottiglie e le tazze, lui aveva per metà trascinato, per metà portato i loro padri a letto.
"Esco fuori a prendere un po’ d’aria prima di andare a letto." disse Ranma. Si sedette sul primo scalino guardando la luna bassa sull'orizzonte. Il suono dei surf era avviluppato e in qualche modo mescolato con gli urli degli uccelli notturni e i rumori delle attività umane giù in spiaggia. L'aria era secca e leggermente fresca, sulle braccia e gambe nude.
Akane uscì vestita con uno degli accappatoi blu scuri dalla stanza, un altro drappeggiato sul braccio sinistro. Stava portando un piccolo vassoio rotondo. "Ecco" disse, dando l'accappatoio a Ranma.
Lui non aveva molto freddo, per lo meno non ancora. Prese l'accappatoio da Akane e se lo mise. Sul vassoio c’erano due piccole tazze ed una piccola caraffa di saké. Si sedettero sul primo scalino con il vassoio tra di loro, mentre Ranma sceglieva una tazza ed Akane vi versava il sakè caldo. Lui prese la caraffa e riempì la tazza di lei.
Tenevano le tazze in alto ed Akane bisbigliò "Banzai!"
Ranma avvicinò la tazza alle labbra. Aveva già bevuto il sakè un paio di volte, ma mai seduto così rilassato. Entrambi bevvero il sakè caldo. Akane iniziò a tossire.
"Stai bene?" chiese Ranma.
"Mmm. Mi ha solo sorpreso un po’."
"Pensavo che tu fossi abituata."
Akane bevve ancora un altro po’. "Ha un sapore strano, no?" tenne la tazza lontana davanti a se per tutta la lunghezza delle braccio indirizzandola verso una nave da carico, che passava sull'orizzonte.
"Così, ah... come mai lo hai portato?" chiese Ranma, tenendo la sua tazza davanti, anche lui guardandoci attraverso.
"Alcuni dei miei amici l'hanno provato, beh... tutti i miei amici l'hanno provato, ed io volevo sentire come era. Te ne ho portato un po’ perché..." fece una pausa e si spostò i capelli drammaticamente. ‘Una ragazza non dovrebbe bere da sola! ' Si portò la tazza alle labbra e bevve cautamente il resto.
Ranma riempì di nuovo la tazza di lei, chiedendosi come avrebbe agito dopo aver bevuto. Finirono la piccola bottiglia quietamente, ognuno versando per l'altro. I rumori dalle altre stanze sulla spiaggia si stavano abbassando, il vento spirò un po’ e Ranma fu grato per l'accappatoio.
"Così, cosa ne pensi?" chiese Ranma.
"Mi sento la testa strana, il mio stomaco è un po’ sconvolto, e mi sento la faccia bruciare." Si accarezzò le guance, col palmo delle mani. "Qui, senti." Prese la mano di Ranma e se la mise sulla fronte.
"Sei anche un po’ rossa."
"Ho avuto un'idea! Andiamo in giù, verso l’acqua." Akane si alzò e scese i quattro scalini verso la spiaggia. Si girò, ridacchiò ed indicò gli scalini. "Stai attento, è più difficile di come sembra!"
Camminarono attraverso la spiaggia, dove le onde si infrangevano sulla sabbia. Akane si tolse i sandali e camminò per lasciare che le onde le bagnassero i piedi. Ranma si sedette sulla sabbia asciutta.
"Vieni dai, è davvero calda!"
"Assolutamente no. Non penso che sia abbastanza calda per me."
"Pollo." Akane ridacchio e calciò l'acqua nella direzione di Ranma. Finì poco lontano dal suo obiettivo. Stava per dare un altro calcio, ma venne inseguita sulla spiaggia da un’onda più grande e si sedette vicino a Ranma.
"Oh! Mi sento confusa." disse.
"È solo il sakè."
"Non sono sicura che mi piaccia."
"Non c'è fretta, in ogni caso non dovremmo berlo per almeno altri tre anni. Io, in ogni modo, non devo ugualmente, a causa dell’addestramento delle arti marziali."
"Questo non sembra fermare i nostri papà, no?"
"No, quello è vero."
Stettero seduti, guardando quietamente le onde. Akane raccolse della sabbia nella mano e la versò lentamente sui piedi di Ranma.
"Cosa stai facendo?" le chiese
"Non ti muovere. Ti seppellirò nella sabbia!"
"A codesta velocità, staremo qui tutta la notte."
"E allora? Sarebbe così brutto?"
"Ah..." la risposta di Ranma gli rimase in gola. Non poteva essere seria, no?
Lui la guardò per un po’, così intenta a riempirsi le mani di sabbia, e versarli granello per granello sulle dita del suo piede. Lei lo colse a guardarla e lo irradiò con un sorriso che quasi rischiò di fermargli il cuore.
E’ veramente graziosa qualche volta, pensò. Quindi è questo ciò che le fa il saké. Il prossimo carico di sabbia cominciò a cadere sui suoi capelli.
"Cosa stai facendo?!?" gridò Ranma. Si scosse la sabbia dai capelli.
"Avevo pensato di lavorare sull'altro lato, dato che i piedi sono fatti."
"Mh." fece una pausa, considerando le sue opzioni. "Forse è meglio se continui a lavorare sul basso." indicò le dita del piede, espose dal suo scuotimento.
"Ti avevo detto di stare fermo." disse lei in rabbia finta. "Devo ricominciare tutto da capo."
"Mi dispiace."
Quindi il sakè gli fa anche questo. E’ come è sempre, solamente più, così.
"Ne, Ranma ti va di passeggiare con me sul bagnasciuga, per un po’."
"Ma," lui si alzò in piedi, "mi trasformerò in ragazza."
"E allora? Cosa c’è di sbagliato nell’essere una ragazza?"
"Nulla, nulla, è solo che..."
Akane lo guardò, stava toccando tra loro le punte delle sue dita e sembrava molto timido.
"Aha! Ho capito..! " disse.
"Capito cosa?"
"Perché vuoi restare un ragazzo."
"Oh sì? Perché?"
"Vuoi baciarmi."
"B – baka [*]! Perché io..." Si fermò e colpì di nuovo le sue dita.
"Heh Heh, lo seppevo." fece una pausa. "OK"
"Ok?" chiese incredulo Ranma.
"Ho detto Ok" si alzò. "Dammi una mano."
Ranma aiutò Akane ad alzarsi piedi. Lei stava in piedi di fronte a lui, i suoi occhi che vibravano.
"Ranma..." disse dolcemente. "Io... io..." cadde tra le sue braccio.
"Akane! Akane!" lui la scosse dolcemente. E’ svenuta per il saké, pensò. Si girò e l'alzò sopra la sua schiena. Ripresero un percorso all’indietro, attraverso la spiaggia. Akane si svegliò e strinse le braccia intorno al collo di Ranma.
"Ranma, mi dispiace, deve essere stato il sakè."
"E’ O.K .. puoi camminare?"
"Mmm, Ma non ancora, Ok?" posò la testa sulla sua spalla.
Percorsero lentamente la strada di ritorno verso le scale. Lui si girò e la mise sul gradino più basso. Quando si girò di nuovo, lei gli stava sorridendo brillantemente.
"Ma tu eri... il sakè..." Lui balbettò.
"Sto bene. Mi sono solo alzata troppo velocemente."
"KA—WAI—KU—"
"Ranma!" lo guardò in cagnesco, poi sorrise. "Grazie per avermi portato." Si girò e saltellò sui gradini, facendo una pausa per raccogliere il carrello e le tazze vuote.
"—ne" [*]finì Ranma debolmente.
Lui aprì gli occhi. Akane aveva chiuso i suoi e stava aspettando. Lui prese un respiro, ed alzò il mento di lei, con la mano. Chiuse di nuovo gli occhi e sentì un po’ di freddo dalla testa ai piedi. Sentì un formicolio. Si mosse avvicinò.
"KIIIYAAAA!!!!!"
Aprì gli occhi ed vide Akane bagnata, che gocciolava.
"Ranma, non ora, siamo entrambe delle ragazze!" disse.
Guardò in giù per scoprire che ora era una ragazza. "Cosa è successo?" chiese.
"Un’onda suppongo." Akane cominciò a ridere, poi sospirò. "Oh beh, rientriamo ed asciughiamoci, almeno possiamo camminare sul bagnasciuga insieme."
Mentre scendevano in giù, Ranma si fermò e guardò verso l'orizzonte.
"Ne, Ranma cosa c’è che non va?"
"Stavo solo pensando a quello che quel vecchio ci ha detto sull'oceano, che è un buon insegnante."
"E..."
"Non sono sicuro di questo, ma mi ricorda mio padre qualche volta."
Fine
3 settembre 1995
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"Estate" 1995 Joseph Palmer
Copyright Notice
I personaggi e le storie di Ranma 1/2 sono Copyright © Rumiko Takahashi ed sono usati qui senza permesso o licenza.
Nessuna richiesta di diritti d'autore è stata fatta dall'autore di questo lavoro.
Questo lavoro è SOLAMENTE per uso non-commerciale, e è prodotto solamente per il divertimento dei fan.
Questo lavoro è l'espressione dell'autore e la raffigurazione dei personaggi di Ranma 1/2 non sono in nessun modo rappresentati per essere una parte di Ranma 1/2 come disegnato dall'autore originale e dai possessori dei diritti d'autore.
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Grazie di aver letto, questa è la terza di una serie di quattro lavori, inserendo Ranma ed Akane in ognuna delle stagioni, Inverno, Primavera, Estate, e, in arrivo tra due mesi, l’Autunno.
Grazie a Nikki per l’inspirazione, e grazie a quelli che hanno trovato il tempo per scrivermi, mi fa davvero felice trovare in vostri commenti.
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Mi piace ricevere E-mail da quelli che leggono la mia storia, se vi fa piacere, per favore inviatemi un piccolo messaggio a: jpalmer@josephpalmer.com
Nota della traduttrice: scrivete all’autore in inglese, oppure, se volete, potete scrivere a me ed io sarò felice di tradurre le e-mail e inviargliele da parte vostra. Eugenia.
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[*] Osage no onna – Ragazza col codino
Ohayo, Akane – Buongiorno Akane
Baka – stupido/a
Kawaikune – Brutta (letteralmente "non carina", detto in maniera un po’ rozza;
è il modo in cui Ranma offende sempre Akane)