Seasons

 

Inverno

by Joseph Palmer

 

     

Traduttrice: Eugenia

Tradotta per il sito www.manganet.it

Se volete mettere questa traduzione nel vostro sito scrivetemi, così posso comunicarlo all'autore.

Grazie.


Ranma aprì lentamente gli occhi e fissò i raggi di luce sul soffitto. Non li aveva mai osservati prima, ma stanotte sembravano in qualche modo diversi. Le ombre acute che passavano attraverso i pannelli normalmente erano in qualche modo più leggere, la luce un po’ più blu. Ranma sentì un piccolo brivido, era la notte più fredda che avesse sentito. Si girò sullo stomaco, e si tirò la coperta fino alle spalle. Cominciava a sentire il torace sempre più freddo, e... bagnato.

Un momento più tardi si alzò ed ispezionò il futon con le mani. Una grande macchia bagnata copriva la metà sinistra, e vicino c’era un secchio. Ranma-chan guardò suo padre, che in quel momento era un grande panda bagnato. Si fermò a pensare un momento e prendendo in considerazione gli indizi che aveva a portata di mano, formulò un'ipotesi plausibile.

Si alzò e mosse il secchio, con l’idea di colpirci suo padre. Il manico fece un piccolo cigolio, che sembrò attraversarla. Si gelò, ascoltando l'eco della dissolvenza del suono. La casa era quieta. Il mormorio continuo di Tokio in qualche modo era cessato, a parte il suono del fischio di un treno in lontananza. Ranma-chan mise giù il bollitore. Avrebbe aspettato domani per vendicarsi. Probabilmente ci sarebbe stato uno strato di ghiaccio sullo stagno.

Aprì la porta ed uscì. L'atrio era inondato da una luce leggera. La sua attenzione fu attratta dalla finestra. Fuori, fiocchi di neve, stavano scendendo lentamente, ondeggiando come stessero seguendo la complessa coreografia di un ballo. Osservò un solo fiocco e lo seguì con lo sguardo fino alla coperta bianca sopra il recinto. Affascinata, fissò verso il lampione la neve che scendeva.

Qualche minuto dopo rabbrividì, soffocò un starnuto e pensò di dover uscire dai vestiti bagnati. Da quanto tempo sono qui in piedi? Pensò. Deve essere questo corpo di ragazza che mi fa comportare così.

Silenziosamente scese i gradini ed entrò in cucina. Riempì un bollitore, lo mise sul fornello e girò la manopola per accendere la fiamma, ma non ci fu nessun rumore di gas, solo il frullo gentile del frigorifero ed il ticchettio dell'orologio. Provò il termos, ma tutto quello che ne uscì fu qualche goccia di acqua fredda. Forse il bagno sarà ancora abbastanza caldo, pensò.

La lavanderia sembrava un po' più calda, e il bagliore dalla luce serale era tutto quello di cui aveva bisogno. Ranma si tolse il pigiama bagnato e lo lanciò nel cesto del bucato, prese un grande asciugamano ed aprì la porta del bagno. Una corrente d’aria leggermente profumata passò su di lei, poi una fredda proveniente da dietro, la spinse ad accelerare la chiusura della porta. Stava per accendere la luce, quando una voce dalla vasca fermò la sua mano.

"Ranma... per favore lascia la luce spenta." disse Akane. Ranma si girò e vide Akane nella vasca, che stava ancora guardando fuori dalla finestra.

"Akane, oh, ah, mi dispiace, ritornerò più tardi." disse Ranma ed armeggiò con la porta.

"Aspetta...", disse Akane. "Va bene, non andartene."

"Ma tu sei..." Ranma-chan ingoiò. "... nella vasca."

"Entra e scaldati prima di prendere un raffreddore. Inoltre, non vorresti sbirciare un maschiaccio in ogni modo, giusto? Ah... non rispondere."

Ranma sospirò ed avanzò cautamente dall’altro lato della vasca, evitando attentamente di gettare uno sguardo verso Akane, e grato che le avesse lasciato un’uscita permettendole di non offenderla, almeno non ancora.

"Comunque, come mai sei quaggiù, Ranma?"

"Da quello che posso intuire, papà ha sentito un po' freddo nel mezzo della notte e ha deciso che sarebbe stato più caldo come panda umido. Nel farlo è riuscito a spargere mezzo secchio d’acqua sul mio futon. Sono sceso a cercare dell'acqua calda per poter tornare normale."

"Perché volevi tornare normale? Non ti potevi solo asciugare e cambiare di sopra?"

"Sì, ma divento così freddo nel mio corpo di ragazza." Ranma fece una pausa, "Non l’ho mai detto a nessuno."

"Sarà un nostro segreto."

"Cosa ci fai alzata così tardi, e nel bagno?"

"E con il mio fidanzato?" terminò Akane. Guardò fissa fuori dalla finestra. "Mi piace guardare la neve. Una volta, quando ero la piccola, mamma mi portò nella vasca durante una tempesta di neve, ci sedemmo qui e la guardammo insieme. Sin da allora mi piace strisciare di notte, qua giù, quando nevica, specialmente la prima neve dell'anno, come stanotte. Penso ad alcune cose, penso alla mamma qualche volta. Nessuno lo sa..." fece una pausa e guardò Ranma. "... tranne te."

Ranma guardò timidamente Akane. Akane sorrise.

"Non dovresti tornare normale più velocemente?"

"Ci vuole più tempo quando l'acqua non è veramente calda."

"Mi piace calda così, posso starci più a lungo quando non è troppo calda." disse Akane.

"Mi dispiace di metterci tanto, ho provato prima in cucina, non riuscivo ad accendere il fornello, sembrava che non ci fosse più gas, ed il termos era vuoto."

"E’ strano," disse Akane "Kasumi ha scaldato molta acqua per il tè stasera, Nabiki era fuori con i suoi amici, ed i nostri padri stavano bevendo il sakè da tutta la sera. Ce ne sarebbe dovuta essere un po’ nel termos, ed in ogni modo il fornello dovrebbe funzionare."

Ranma sentì l'arrivo del cambiamento, un formicolio spiacevole in tutto il corpo, seguito da un qualche cosa come se stesse flettendo i muscoli, ma accadeva involontariamente. Aveva tentato più volte di rallentare il processo, senza effetto. Era come tentare di calmare un singhiozzo o uno starnuto. La sua taglia aumentata causò una piccola onda che attraversò la vasca, che schizzò il mento di Akane e fece straripare un po’ d’acqua verso la fognatura.

Akane rise. "Finalmente! Cominciavo a pensare che ti trovassi di nuovo bloccato così!"

Ranma era improvvisamente ed acutamente consapevole della presenza di Akane. La cadenza della sua voce gli fece saltare un battito del cuore, e riconobbe improvvisamente che il profumo che era nell'aria era del suo shampoo, o di qualche cos’altro che usava lei. Fu quasi colto dal panico, lei era solo dall’altro lato della vasca rispetto a lui, ed il bagliore proveniente da fuori la rendeva così... così... graziosa.

"Farei meglio ad andare prima che ci becchino insieme." disse.

"Non ti preoccupare, con tutto il sakè che i nostri genitori hanno bevuto, c'è una piccolissima opportunità che uno di loro si alzi prima della tarda mattina, e Nabiki sarà tardi a casa, e Kasumi..." Akane fece una pausa e sembrò perplessa.

Ranma aveva riguadagnato la maggior parte del suo controllo, e per una volta senza litigare. "Cosa è successo a Kasumi?" chiese.

"Si stava comportando stranamente, quando sono entrata ha spento la Tivù, ha trovato una scusa strana ed è corsa in cucina. E quando sono andata a letto l’ho vista scivolare nella sua stanza con un secchio..."

"Non penserai che abbia bagnato il mio futon e fatto in modo che la colpa ricadesse su papà, vero? Ed io che non vedevo l'ora di scaricarlo nello stagno domani."

 

"Perché devi sempre lottare con tuo padre?"

"Ma io non..." protestò Ranma, poi si fermò, pensando che non voleva cominciare una discussione. "Non lo so, soprattutto per addestramento, qualche volta mi fa arrabbiare apposta, qualche volta mi arrabbio per alcuni di quei guai in cui mi coinvolge."

"Come..." indagò Akane.

"Come il viaggio in Cina, l'accordo con mia madre, e qualsiasi cosa che ha a che fare con Happosai."

"Cosa ne pensi dell’accordo con mio padre?"

Ranma si gelò. "Quello è..." diventò rosso scuro. "Quello è OK." Stettero seduti per molto tempo in silenzio. Il vento smise un po', e la neve diminuì, ma il risultato era che tutto fuori era bianco. Da qualche parte nella casa un’asse cigolò e li spaventò entrambi.

"Stavo solo pensando..." Akane ruppe il silenzio. "di dividere un giorno o l'altro questo con mia figlia."

"O figlio." aggiunse Ranma, come se fosse in trance. Si guardarono l’un l’altra per molto tempo.

Alla fine Akane disse, "Noi dovremo.. ritornare di sopra"

"OK, probabilmente dovrei andare per primo" Ranma si alzò mettendosi un asciugamano intorno alla vita. Uscì della vasca e si avvicinò alla porta.

"Ranma..." Akane si era girata nella vasca e lo stava guardando con il mento sul braccio, appoggiato sull'orlo della vasca. "... buona notte."

"Buona notte Akane." Ranma chiuse la porta, si asciugò ed indossò alcuni vestiti che prima aveva scordato di portare di sopra.

Cominciò a salire le scale e si fermò in cima per guardare fuori, sopra il recinto. La neve si era fermata, lasciando una coperta che luccicava sopra tutti i recinti e i tetti, lontano come si poteva vedere. Era come un pacco regalo, in poche ore la città si sarebbe svegliata e come un bambino impaziente avrebbe lacerato la confezione, senza notarla.

"Bello, non è vero!" bisbigliò Akane.

Ranma saltò quasi fuori dai suoi vestiti. "Come – da quanto tempo sei lì?" ansò.

"Solo un minuto o due." Diede una stretta alla mano di Ranma, e si alzò in punta di piedi per bisbigliare nel suo orecchio, "Buona notte di nuovo."

Mentre gli passava oltre, lui era di nuovo consapevole della sua vicinanza, il suo profumo, il calore del suo respiro sulla guancia. Ranma guardò Akane mentre camminava fino in fondo al corridoio e con movimenti lenti apriva silenziosamente la sua porta. Si girò verso di lui e gli fece un sorriso ed un piccolo inchino, poi sparì, la porta che si chiudeva silenziosamente dietro di lei. Da quanto tempo era là, si chiese. Forse c’è qualcosa di più, che solo il mio corpo di ragazza dopo tutto.

Ranma entrò nella sua stanza e si distese lentamente sul futon. Il soffitto sembrava lo stesso di sempre, gli stessi modelli distinti di ombra e luce. Almeno qualche cosa era normale, pensò. Posò la testa sulle mani incrociate, ripensando agli eventi della sera. Si girò sopra lo stomaco, iniziò a sentire il torace freddo, ed una sensazione di formicolio cominciò....

FINE

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Copyright Notice

I personaggi e le storie di Ranma 1/2 sono Copyright © Rumiko Takahashi ed sono usati qui senza permesso o licenza.

Nessuna richiesta di diritti d'autore è stata fatta dall'autore di questo lavoro.

Questo lavoro è SOLAMENTE per uso non-commerciale, e è prodotto solamente per il divertimento dei fan.

Questo lavoro è l'espressione dell'autore e la raffigurazione dei personaggi di Ranma 1/2 non sono in nessun modo rappresentati per essere una parte di Ranma 1/2 come disegnato dall'autore originale e dai possessori dei diritti d'autore.

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Nota dell’autore:

Questa storia è nata dal nulla. Spero che vi sia piaciuta, come potete vedere, preferisco il lato romantico della storia di Ranma e Akane. Ho guardato tutta la serie di Tivù (in giapponese), i film, gli OAV e ho collezionato tutto il manga e la mia parte preferita è il lento costruirsi della storia d’amore tra di loro.

Non fedele all'originale, io sostengo la teoria che Kasumi capisca molto, molto più di quello che lasci vedere.

Mi piace ricevere E-mail da quelli che leggono la mia storia, se vi fa piacere, per favore lasciatemi una piccola nota a: jpalmer@josephpalmer.com

Nota della traduttrice: scrivete all’autore in inglese, oppure, se volete potete scrivere a me ed io sarò felice di tradurre le e-mail e inviargliele da parte vostra. Eugenia.

            


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