Waiting for you

 

A Ranma ½  Fanfiction by Stiffanie Flores

- stiffanie@mailcity.com

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Nota dell’autrice: Ranma 1/2 e tutti i suoi personaggi appartengono a Rumiko

Takahashi. Questa fanfic è scritta con il solo scopo di divertimento e per propria soddisfazione

 

http://www.angelfire.com/sd/Ranmafanfic/waiting.html

 

Traduttrice: Eugenia

                 Tradotta per il sito www.manganet.it

                    

 

Capitolo 3°

 

Senza speranza

 

Se io muoio stasera

Me ne andrò senza rammarichi

Se è nelle tue braccia

saprei che sono stato benedetto

E se i tuoi occhi

Sono l'ultima cosa che vedo

Allora io conoscerò la bellezza

Il Cielo mi abbraccia

E se io lo faccio attraverso

Se io vivo per vedere il giorno

Se io sono con te

Io so solo cosa dire

La verità sia detta

Lei mi toglie il fiato

Ogni minuto, ogni ora

Ogni giorno...

--  Moments  -- WestLife

 

 

 

"La buona notizia è che sono riuscito ad identificare il veleno", stava dicendo il Dott. Tofu .

"I test confermano solamente i miei sospetti. Ha pochi giorni, una settimana al massimo. Il veleno sta agendo più velocemente di quello che mi aspettavo."

 

Erano riuniti in fondo alle scale, tutti presenti eccetto Akane e Kasumi.

La più vecchia figlia di Tendo era rimasta a casa per fare i lavori domestici, con il sollievo di tutti. Kasumi, col suo sorriso dolce e le parole gentili, era il cuore della famiglia. Non potevano immaginare come avrebbero potuto fare senza di lei. Ma c'erano momenti in cui era davvero meglio che Kasumi non ci fosse. La famiglia aveva paura che Tofu potesse perdere il controllo di fronte a lei, ed era probabile che quello rimandasse il ricupero di Akane .

Quando il Dott. Tofu era venuto su a chiamarlo per andare nel suo ufficio, dicendo che il resto della famiglia stava già aspettando in fondo alle scale, Akane era profondamente addormentata, e di questo Ranma era stato molto grato. Non voleva che Akane fosse presente alla riunione, non voleva che fosse angosciata nel sentire i risultati dei test. Per qualche ragione, voleva proteggerla dalla brutta verità della realtà.

 

"Una settimana? " Nabiki ripeté incredula.

 

Il Dott. Tofu accennò col capo malinconicamente. "Ho paura di avere notizie peggiori ", continuò.

"Nel campo medico, non è attualmente disponibile una cura per il veleno."

 

Nella piccola stanza scoppiò il caos. Ranma si alzò dalla sedia, proclamando la sua incredulità e rifiuto in un urlo di ira che fece sobbalzare il Dott. Tofu . Le labbra di Nabiki diventarono pallide, ma a parte questo, non ebbe nessuna reazione esterna. Genma era ammutolito, ed ancora sedeva sulla sua sedia guardando pensosamente al suo vecchio amico.

Soun Tendo sedette come una statua, reso immobile dall’annuncio del Dott. Tofu.

I suoi occhi rimasero asciutti, e in loro c’era una genere di calma ghiacciata, spaventosa da vedere.

 

" Sta accadendo di nuovo", parlò a bassa voce, intirizzito. "Prima la mia cara moglie, ora la mia bambina... "

 

"Stai bene, Tendo? " chiese Genma.

 

"Non può fare niente, Dott. Tofu? " Ranma chiese di nuovo.

 

"Saresti il primo a sapere se io scoprissi qualche cosa, Ranma", rispose Tofu.

"Mi dispiace, ma veramente non posso aiutarla." Aggrottò le sopracciglia. "Questo veleno è molto diverso da quelli che ho incontrato prima. E’ entrato direttamente nella circolazione sanguigna di Akane, questa è la ragione per cui si è diffuso così rapidamente."

 

Guardò addolorato la famiglia raggruppata, facendo in modo di non incontrare gli occhi di Ranma. "La sua reazione al veleno è perfettamente normale. Lei si sente insolitamente stanca e debole. Potrà avere turni frequenti di febbre alta, ma potremmo fare qualche cosa per stabilizzare la temperatura corporea. Sverrà varie volte, e probabilmente più tardi avrà dei problemi di respirazione, ed il suo corpo non sarà capace di accettare del cibo solido. Mi aspetto che entri in coma nei prossimi due giorni." Inarcò la testa. "Mi dispiace davvero."

 

Una mano afferrò la sua spalla, facendolo girare. Il Dott. Tofu sobbalzò, trovandosi l'oggetto dell’attenzione degli occhi blu-grigi di Ranma. Nella sua mente, si meravigliò dell'abilità di Ranma. Non aveva sentito il ragazzo arrivare dietro di lui.

 

"Non lo fare, Ranma" gli disse, recuperando la calma. "Io davvero non posso fare niente."

 

"Ma lei ha sempre trovato una soluzione prima", insisté Ranma. "Sono sicuro

che può pensare a qualche cosa. Qualsiasi cosa! "

 

"Per nessuna ragione mi fermerò qui, Ranma" lo rassicurò. "Ho intenzione di chiamare alcuni colleghi, per chiedere aiuto. Ma ora come ora, non ho trovato niente che possa aiutarci."scosse la testa. "Anche i libri del mio sensei non contengono alcuna informazione sul veleno."

"La cosa è", aggiunse, "che nessuno ha mai scoperto un antidoto al veleno. È probabile che alcuni abbiano tentato, chiaramente, ma la formula dell'antidoto deve ancora essere registrata. Il problema è che questo tipo di veleno è molto raro. Non ho avuto prova della sua esistenza fino ad ora."

 

"Perché? " chiese Nabiki, le sue sopracciglia si alzarono per scrutare.

 

"Non si suppone che tutti i veleni siano registrati, Dott. Tofu? "

 

Lui accennò col capo. "E’ vero. Comunque, anche se questo veleno è stato identificato, nessuna cura è stata mai scoperta. Non sappiamo abbastanza sulla natura del veleno, e senza di quello, è difficile formulare un antidoto."

Scosse la testa. "Ho paura che siamo abbastanza indifesi. Non posso tentare di formulare nessun tipo di antidoto, finché non conosciamo tutte le caratteristiche del veleno. Se sbagliamo, potrebbe essere fatale. Non voglio rischiare."

 

" Vuole dire che non possiamo fare niente? "chiese Ranma .

 

"Finché non posso trovare qualcuno che può aiutarci, ho paura di no". tentò di sorridere al ragazzo. "Chiamerò subito alcuni colleghi", rassicurò la famiglia. "Vi farò sapere quando trovo qualcosa."

 

Ranma non sentì le sue ultime parole. Il terrore riempiva il suo cuore, corse fuori della stanza. Improvvisamente, era guidato da un desiderio opprimente di vederla, di stare con lei - anche se non poteva fare niente per aiutarla, doveva vederla, solo per alleviare il dolore palpitante del suo animo... Aprì la porta della stanza di Akane. Lei alzò lo sguardo, rilassandosi vedendo che era lui.

 

"Sei qui", disse leggermente.

 

Lui prese un respiro profondo, tentando di calmare i nervi. Sperò che il rumore del suo cuore, che batteva all'impazzata, non fosse abbastanza forte da essere sentito da Akane.

 

"Come ti senti, Akane? " camminò attraverso la stanza, guardandola da vicino.

 

"Alcune notizie dal Dott. Tofu, Ranma? " chiese Akane .

 

* Maledizione, * pensò. * Lei deve solo tenersi su. *

"Ha identificato il veleno con la spilla. Questo è un buon inizio."

 

"E? " lei pungolò, quando Ranma fece una pausa, la sua voce oscillava.

 

"E noi cominceremo a cercare la cura. Non ti preoccupare, Akane", si affrettò quando vide la sua espressione preoccupata, " il Dott. Tofu è sicuro che saremo capaci di trovare l'antidoto."

 

Lei si morse il labbro, distogliendo lo sguardo. "Bene", mormorò.

* Bugiardo, * pensò. * Non può dissimularlo bene. Posso vedere bene attraverso di te, stupido. *

 

Ranma la guardò ansiosamente. "Akane? "

 

Lei accennò col capo debolmente. "Sto bene. Non ti preoccupare."

 

Ranma si sedette accanto a lei. "Sei sicura? Posso andare di sotto a chiamare il Dott. Tofu - "

 

"Perché sei così carino con me, Ranma? " chiese lei  leggermente.

 

Lui sbatté le palpebre. "Uh... " Da dove veniva quel pensiero?

 

"Non so più cosa pensare di te ", cominciò, "Tu sei qui, sembrando così dispiaciuto e preoccupato. Ogni volta che mi sveglio, ti vedo seduto accanto a me, vegliando su di me. Sei stato così carino con me, Ranma, e - " Ranma la fissò, ammutolito.

 

Akane spostò lo sguardo, guardando lontano. "Le cose tra noi sono sempre così confuse", disse, quasi a se stessa. "Ogni giorno, è la stessa routine, gli stessi insulti, le stesse lotte stupide. Anche se tentiamo di risolverle, le cose sembrano andare sempre peggio."

"Ranma", disse, rivolgendosi a lui, "sarà sempre così tra noi? " Una lacrima rotolò in giù sulla sua guancia. "Saprò mai? "

 

Lui rimase senza fiato. "Akane - " disse, avvolgendo entrambe le mani intorno a quelle di lei.

 

Lei lo vide tremare leggermente, vide i suoi occhi annuvolarsi per il dolore. "Non parlare così", implorò. "Per favore, Akane. Non mollare".

"Noi troveremo la cura", insistette. "Credimi, Akane. troveremo l'antidoto, e tu starai di nuovo bene. E - " Lui fece una pausa, prendendo un respiro tremante. "Non mollare", aveva bisbigliato raucamente, con la voce piena di emozione. "Per favore."

 

"Ranma - "

 

Lui sentì le sue dita che toccano il suo mento, e mai così dolcemente, lei alzò

la faccia e soddisfece il suo sguardo fisso.

Akane era seduta sul letto, la testa era inclinata contro la tastata del letto.

Tentò di sorridere attraverso le lacrime, ignorando il dolore acuto che sentiva nel corpo dopo il movimento improvviso. "Non mollerò. Lo prometto."

 

Le afferrò più strettamente la mano. "Troverò la tua cura, Akane, ok? Credimi. Non lascerò che ti succeda niente."

 

Lei accennò col capo debolmente. "Lo so."

 

Ranma tentò di sorridere per rassicurarla, afferrando più strettamente la sua mano.

Improvvisamente, aggrottò le sopracciglia. "Perché la tua mano è così fredda? "

 

Lei rabbrividì leggermente. Vedendola, Ranma le tirò su le coperte fino al mento. "Ancora freddo? " chiese quietamente. "Maschiaccio stupido, perché non hai detto niente? " Lui fremette. "Uh... "

 

Troppo debole per discutere, chiuse gli occhi, tirando più vicino le coperte al suo corpo. "Non cominciare, Ranma", disse leggermente, le sue labbra vibrarono.

 

"Uh... mi dispiace." Si sedette sul letto accanto a lei, coprendo le sue dita con la mano.

 

"La tua mano è così calda, Ranma", Akane bisbigliò, la sua voce era appena udibile.

 

Senza un'altra parola, Ranma tolse la mano, lasciando le dita di Akane che si contorcevano nervosamente alla perdita. Esitante, le mise il braccio intorno alle spalle, permettendo alla sua testa di rimanere contro la sua spalla. Si avvicinò, mettendo le gambe sul letto.

Avvolgendo l’altro braccio intorno alla sua vita magra, la tirò più vicino a sé, sentendo il suo peso leggero che si inclina contro il suo corpo.

Akane si spostò contro di lui, girando la testa, così che la sua faccia rimaneva sulla sua spalla. Un leggero sospiro di piacere le scappò dalle labbra, come il calore dal suo corpo alleviò il freddo. Il tatto inebriante della sua vicinanza, insieme al calore che veniva dal suo corpo, drogò i suoi sensi, e un sorriso leggero le sfiorò le labbra.

 

"E’ bello, Ranma", bisbigliò, il suo alito caldo sul collo.

 

"Bene", rispose, un piccolo rossore sulle guance. Poteva sentire l'aumento gentile e la caduta del suo torace, mentre si inclinava contro di lui, e lui si rilassò.

 

"Akane", cominciò goffamente, "volevo dirti, che mi dispiace - per tutte le cose maleducate che ho detto io... "

 

"Non lasciarmi, Ranma" disse, come se non lo avesse sentito.

"Io non ho paura, quando sei qui." afferrò la mano di Ranma, che era sulla sua vita. "Per favore resta... "

 

"Resterò qui", promise, stringendole la mano. "Non ti preoccupare."

 

" Grazie... "

 

Ci fu un silenzio goffo per un po’. Ranma, da parte sua guardava nervosamente la porta. Doveva alzarsi ed andare via, lo sapeva. Se qualcuno fosse entrato adesso nella stanza e l’avesse visto steso con Akane, si sarebbe trovato certamente in un grande guaio. Specialmente se risultasse essere Kunou o Ryouga. O Nabiki con la sua macchina fotografica.

Ranma soppresse un brivido. Lo avrebbe prosciugato, sangue e tutto.

 

"Ranma? "

 

Ranma guardò in giù verso di lei. "Hmm? "

 

Era immobile contro di lui, i suoi occhi chiusi, lunghe linee scure in contrasto con la sua pelle pallida, la bocca aperta leggermente. Se non l’avesse sentita parlare, avrebbe pensato che fosse addormentata.

 

"È... bello, stare con te... così", bisbigliò. "Noi due da soli, senza nessuno che si intromette... "

 

Ranma sorrise. "Siamo stati insieme da soli molte volte, Akane", le disse.

 

"Sì... Ma mai così."

 

"Così come? "

 

Ranma vide le sue guance diventare rosse. "Con te che mi abbracci, stupido", disse, ma senza la solita forza dietro agli insulti.

 

Ranma guardò fisso in aria per un po’ di tempo, ricordando quando aveva steso la mano, quando era stato in piedi, vibrando nell’incertezza, aspettando la reazione di Akane. Con suo sollievo e sorpresa, lei aveva preso la sua mano, e l'aveva afferrata vivamente, e lui non era mai stato felice e contento come in quel momento...

 

Nessun rivale che tentava di ucciderlo, o alcuna delle sue altre fidanzate lottando l'una contro l'altra per la sua attenzione... Il momento era perfetto, e lui avrebbe voluto così tanto dirle cosa sentiva per lei, e aveva tentato così profondamente, desiderando che per una volta, potesse farle sapere...

 

"Sei arrabbiata, Akane? Sulle altre ragazze? " disse tutto d'un fiato. Poi, sbatté le palpebre, sorpreso dalla propria domanda.

 

Lei si irrigidì contro di lui. "Perché me lo stai chiedendo? "

 

Lui rise brevemente. " A dire la verità, non lo so. Mi sono sorpreso anch'io di aver fatto questa domanda. Ma sto pensando a questo da molto tempo, Akane e - tu sembri sempre così arrabbiata su ciò".

 

Lei esitò prima di rispondere. "Ho capito... questo ha importanza? "

 

Lui tentò di sorridere. "Chi ha mai detto che voglio essere lo sfogo della tua rabbia, Akane? " tentò di scherzare.

 

"Non sono adirata con te, Ranma. Beh, almeno non sempre. La maggior parte del tempo, sono solo adirata con le altre ragazze che sono sempre a combinarci dei guai, rovinando la casa, o portando guai con loro quando i loro nemici le attaccano e noi siamo coinvolti... "

Lei sospirò. "Sono stanca, Ranma. È stato un allenamento divertente e grande e tutto il resto, ma sono stanca. Vorrei che le cose si stabilizzassero di nuovo. Vorrei poter andare a scuola senza stare in guardia dall’attacco a sorpresa dell'Amazzone dai capelli viola... "

Lei si allontanò, ed entrambi stettero zitti per un po’.

 

"Mi... dispiace, Akane", cominciò Ranma esitante. "Io dovrei avere... io - "

Lui rise brevemente. " Non è solo questo, vero? C'è Ryouga e Mousse e Kunou che mi attaccano ogni giorno. E ci sono quegli strani principi e mostri che escono dal nulla per sfidarmi,

e... " Si passò una mano trai capelli. "Dannazione. Mi dispiace, Akane. Per tutto i guai che porto. Sei stata attaccata e rapita e quasi uccisa, ed è tutta colpa mia. Scommetto che anche questa volta che sei stata avvelenata, in qualche modo è colpa mia."

 

"Ranma... " lei prese la sua mano e la strinse. Ranma chiuse gli occhi e si girò dall’altra parte.

 

"Ranma, guardami", gli comandò con una voce leggera.

 

Con esitazione , Ranma guardò in giù, verso di lei. Le sue labbra vibrarono con un sorriso tremulo. "Io non ho mai, _mai_ biasimato te per il caos nelle nostre vite, Ranma. Per favore non pensare questo."

 

"Akane... "

 

Lei aggrottò le sopracciglia. "Ok, è probabile che ti abbia biasimato una volta o due. L’ho dimenticato. Ma voglio che tu lo sappia adesso, non ti ritengo responsabile di niente. Tu sei un magnete per i guai, Ranma così come attiri l’acqua."

Sorrise, e diede alla sua mano un'altra calda stretta. "Anche se tutto fosse in qualche modo colpa tua, ogni qualvolta sono nei guai, tu sei sempre il primo a venire a liberarmi. Questo vuole dire molto. Davvero."

 

Il cuore di Ranma tremò nel suo torace. Lei era qui, distesa in un letto d’ospedale, camminando con passo malfermo verso la morte, ed ancora lei che tentava di confortarlo, di calmare la sua coscienza colpevole. Anche se, come entrambi sapevano, doveva essere un nemico di Ranma - qualcuno che lui aveva insultato, o vinto, o offeso - che aveva avvelenato Akane, ancora lei cercava di farlo sentire meglio, anche se era lei ad essere nella condizione peggiore...

 

* Oddio, Akane * pensò, mentre la fissava nei suoi grandi occhi marroni, * perché mi rendi così dannatamente _facile_ amarti? *

 

* * * *

 

Nabiki era seduta di nuovo sul divano, sfogliando distrattamente le pagine del suo periodico. Si stava imbrogliando, lo sapeva. Non c’era nessun modo che lei potesse concentrarsi sulle ultimissime della borsa quando sua sorella aveva solamente alcuni giorni di vita...

Aggrottò le sopracciglia. Ritornando a questo... Chi aveva avvelenato Akane? Perché fare questa cosa subdola? Se chiunque la voleva morta, perché non l’aveva uccisa usando una tattica più diretta? Era tentata di pensare che fosse una delle altre fidanzate di Ranma. Dopo tutto, Kuno o Ryouga non danneggerebbero mai Akane. Mousse? Aggrottò le sopracciglia.

Mousse era una possibilità. Dopo tutto, una volta non aveva tentato di trasformare Akane in un'anatra? Ma poi di nuovo, la morte di Akane avrebbe voluto dire eliminare un ostacolo per ottenere Ranma, e questo sembrava più lo stile di Shampoo piuttosto che quello di Mousse...

 

La porta della clinica si aprì improvvisamente. "Papà! Papà, guarda questo. L’ho trovato nella posta di oggi! "

 

Nabiki alzò lo sguardo, spaventata, mentre Kasumi si precipitava nella stanza, sventolando un foglio di carta in mano. Gocce di sudore le scendevano dal collo, il suo viso era rosso, e stava respirando affannosamente, indicando che aveva corso da casa a lì. Alcuni capelli le scappavano dalla coda di cavallo, scendendole sulla faccia. La vista della sua faccia scioccata era abbastanza per fare che tutti fossero colti dal panico. Soun, seduto accanto a Nabiki, prese il foglio di carta dalle mani di Kasumi, i suoi occhi analizzarono rapidamente le poche parole scarabocchiate sulla pagina. I suoi occhi si allargarono, e cominciò a tremare.

 

"Cosa c’è, papà? " Senza aspettare una risposta, Nabiki afferrò il pezzo di carta dalle mani di suo padre. "Che diavolo….? " gridò dopo un minuto.

 

Il veleno è chiamato "Chueh wang " (disperazione).

C'è un certo uomo in Giappone che è stato capace di formulare l'antidoto. Questo uomo vive nelle montagne alcune miglia a nord di Ryugenzawa. La mappa mostra l'ubicazione esatta.

Tendo Akane morirà tra tre giorni senza il trattamento corretto.

 

La nota non era firmata.

 

Nabiki aggrottò le sopracciglia. Era troppo diffidente. Akane che viene improvvisamente avvelena, poi questa lettera misteriosa. Chi l'avrebbe potuta spedire? E più importante, chiunque fosse il mittente, diceva la verità?

 

"Questa è una buona notizia, Tendo" disse Genma, schiaffeggiando il suo amico.

 

"Dovremmo mostrare questo al Dott. Tofu", suggerì Kasumi . "È probabile che sappia qualche cosa sul veleno, ora che è stato identificato."

 

"Per cosa è questa agitazione? " Tofu entrò nella sala d’attesa, e ci fu un sospiro collettivo d’esasperazione. Kasumi alzò lo sguardo, un sorriso apparve sulla sua faccia.

 

Era piuttosto prevedibile, veramente. Tofu gettò uno sguardo a Kasumi, e saltò come se fosse stato fulminato. Un ghigno sciocco apparve sulla sua faccia.

"K - K-Kasumi! " guaì. "Che coincidenza sorprendente vederti qui, di tutti i posti! "

 

"Rapidamente! " Nabiki sibilò a Genma, come Tofu cominciò a ridere scioccamente e istericamente. "Prenda Kasumi e vada via! "

 

Genma accennò col capo e si alzò. "Kasumi, cara, sto cominciando a diventare affamato. Pensi che potresti prendermi un po’ dell’avanzo di quel sukiyaki che abbiamo mangiato per pranzo? Era piuttosto gustoso, ed io ho ancora fame ".

 

Kasumi gettò uno sguardo incerto a Genma. "Certo, signor Genma. Ma - "

 

"Noi ci prenderemo cura di tutto qui, sorellina" disse Nabiki.

Gettò uno sguardo a suo padre, che era seduto silenziosamente accanto a lei. "Anche papà deve avere piuttosto fame. Non ha mangiato molto a pranzo. Perché non vai a casa con Kasumi, papà? " gli diede una piccola spinta.

 

Genma afferrò il gomito di Soun e tirò il suo amico vicino a sé. "Vieni Tendo. Posso sfidarti ad una partita a shogi? Devi ancora battermi, lo sai... "

 

Genma trascinò Soun fuori dalla porta, e Kasumi li seguì, dopo avere guardato ansiosamente Nabiki.

 

Nabiki li spinse via. "Non preoccuparti, sorellina."

 

"Guarda, Betty-chan, Kasumi è venuta a trovarci di nuovo... " Tofu chiacchierava irragionevolmente.

 

Nabiki sospirò e si alzò. Schiaffeggiò il dorso della sua mano contro la faccia di Tofu. "Torni in sé, doc" gli ordinò.

 

Tofu la guardò. "Nabiki! Cosa ci fai qui? Non dirmi che anche tu stai male? Perché, con Ranma intorno, sembra che tutti... "

 

"Dottore! " Nabiki urlò, picchiando più forte la sua faccia. "Ho qualche cosa da mostrarle! "

 

Gli occhi di Tofu cominciarono a schiarirsi. Il ghigno lasciò la sua faccia e la guardò seriamente. "Cosa c’è, Nabiki? "

 

Lei gli diede il pezzo di carta. Tofu lo guardò brevemente, poi ritornò il suo sguardo fisso su Nabiki.

 

"Cosa pensa, dottore? " chiese quietamente Nabiki.

 

Gli occhi di Tofu erano pensierosi. "È il più buon indizio che abbiamo. Dobbiamo tentare." Lui le sorrise. "Diciamolo a Ranma e Akane! "

 

Nabiki accennò col capo. "Andiamo."

 

* * * *

 

Ranma la stava fissando così intensamente, che Akane si sentiva come se potesse affogare nella profondità blu-grigia dei suoi occhi. Non riusciva a respirare, e cominciò ad alzare una mano per toccare la sua faccia...

La porta cigolò e si aprì, ed tutti e due saltarono nervosamente, le teste si girarono in perfetta sincronia.

 

Nabiki e Tofu erano di fronte alla via d'accesso aperta. Sua sorella, Akane notò, stava sorridendo furbescamente, i suoi occhi brillavano. Tofu li fissò semplicemente impassibile, a parte un piccolo sorriso sulle labbra. Ranma si alzò e si allontanò, balbettando. "Non è come pensate! Noi stavamo solo... io voglio dire, uh... "

 

Nabiki ghignò. "Rilassati, Ranma. Abbiamo qualche cosa per voi." lo guardò. "Possiamo parlare di questa... situazione compromettente più tardi."

 

"Nabiki! " Akane urlò.

 

Sua sorella rise. "Dannazione, Akane, non accetti un scherzo? "

 

Akane gettò uno sguardo a Ranma che, uscito dal suo letto, si stava muovendo incomodo sui piedi. "Evidentemente, lui non può. "

 

Nabiki lo guardò, e disse. "Ok, lasciamo perdere gli affari. Ho qualche cosa da mostrarti." diede un pezzo di carta a Ranma. "Dimmi cosa pensi di questo."

 

Gli occhi di Ranma volarono sul piccolo foglio. Guardò Nabiki. "Perché non me lo hai dato prima?"

 

Nabiki sorrise furbescamente. "Perché prima ti volevo vedere contorcerti per un po’."

 

"Cosa è? " chiese Akane.

 

Ranma le diede la nota. "Possiamo fidarci di questo? " chiese a Nabiki.

 

Lei sollevò le spalle. "Non lo so. Cosa ne pensi? "

 

Ranma prese un respiro profondo. "Dobbiamo tentare", disse risoluto. Gettò uno sguardo alla sua fidanzata. "Akane? "

 

Lei alzò lo sguardo, e Ranma fu sorpreso nel vedere che i suoi occhi brillavano pieni di lacrime. "Cosa c’è? " chiese pensosamente, sedendosi accanto a lei.

 

Le sue labbra tremarono. "Te ne vai ?" bisbigliò.

 

Lui accennò col capo. "Chiaramente devo. Chi altro può salvarti, stupida? " la stuzzicò.

 

Akane tirò su col naso e non disse niente. Nabiki accennò col capo. "Quale è il tuo piano? " chiese.

 

Ranma sollevò lo sguardo. "Devo andare a casa e prendere alcune cose. Poi partirò."

 


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