Waiting for you
A Ranma ½ Fanfiction by Stiffanie Flores
Nota dell’autrice: Ranma 1/2 e tutti i suoi personaggi appartengono a Rumiko
Takahashi. Questa fanfic è scritta con il solo scopo di divertimento e per propria soddisfazione
http://www.angelfire.com/sd/Ranmafanfic/waiting.html
Traduttrice: Eugenia
Tradotta per il sito www.manganet.it
Capitolo 4°
Il viaggio
"Io sto andando", Ranma annunciò ai Tendo. "Le istruzioni sono abbastanza chiare. Non dovrebbe essere troppo duro trovare quest’uomo."
Nabiki si inclinò di nuovo sul divano, aggrottando le sopracciglia. "Vai da solo, Ranma? Sei sicuro?"
Lui la guardò. "Ti preoccupi per me, Nabiki? " la stuzzicò.
Nabiki sbuffò indelicatamente. "Puoi prenderti cura di te stesso, grande ragazzo."
Ranma accennò col capo. "Sicuro, io posso. Inoltre, penso che qui non ci sia nessun altro che possa farlo."
"Ci sono io."
Ranma si girò al suono della voce. Ryouga stava in piedi sul patio, un sorriso arcigno sulla sua faccia. "Sarò felice di essere utile", disse. Prendendo il bagliore diffidente negli occhi di Nabiki, la guardò scusandosi. "Mi dispiace, la porta era aperta, ed io ero entrato per cercare Ak... ehm, Ranma, ed io - umh, ho sentito per caso la vostra conversazione."
Nabiki scosse la testa. "Va bene, Ryouga. Accettiamo il tuo aiuto."
Guardò Ranma. "Se potete mettere da parte la vostra rivalità per alcuni giorni."
Ranma accennò col capo. "Per me va bene."
Gettò uno sguardo al ragazzo con il fazzoletto di seta "Grazie, Ryouga."
Ryouga sbuffò. "Faccio questo per Akane, non per te."
"Lo so." Alzandosi, si girò per lasciare la stanza. "Aspetta qui", gli disse. "Vado a prendere alcuni vestiti e poi partiamo."
Ryouga si sedette, togliendosi lo zaino. La voce di Ranma tornò di nuovo a stuzzicarlo.
"Oh, ragazzo-maiale? Quando andiamo via, assicurati di tenere stretto il mio braccio così non ti perderai, ok? "
Ryouga si arrabbiò. "Ranmaaaaa! " si alzò, la sua mano andò automaticamente all’ ombrello.
Ranma rise, dando una pacca sulla schiena a Ryouga. " Stavo solo scherzando, ragazzo" disse, sorridendo ancora furbescamente.
Folgorando di nuovo Ranma, Ryouga fece un respiro profondo, lottando visibilmente per tenere il suo temperamento sotto controllo. Riprese il suo posto. * Non ucciderlo ancora, * si disse. * La tua vendetta può aspettare. Pensa ad Akane. *
"Gradisci del tè, Ryouga? " L’armoniosa voce di Kasumi risuonò vicino a lui. Ryouga aprì gli occhi e le sorrise.
"Grazie, Kasumi-san", disse mentre lei riempiva la sua tazza.
Lei scosse la testa. "Ti siamo debitori, Ryouga-kun. Grazie per aiutarci."
Ryouga diventò rosso. "È ok, davvero. Sono contento di essere utile."
"E poi", Nabiki parlò in modo lento, "aiuterebbe avere qualcuno che va con Ranma. Non è stato più se stesso ultimamente, così tanto preoccupando per Akane."
Ryouga la guardò, i suoi occhi si ombreggiarono. "Ho capito." si era alzato improvvisamente. "Scusatemi, vado a cercare Ranma."
Le sorelle lo guardarono andare via con espressioni diverse. Kasumi, con comprensione gentile; Nabiki, con un barlume calcolatore nei suoi occhi.
"Anche lui si preoccupa per lei, lo sai", disse quietamente Kasumi.
Nabiki accennò col capo. "Ragazzo senza speranza", mormorò.
"Perché, Nabiki? "
Lei pressoché sorrise. "Penso che sia ovvio di chi sia il cuore della nostra cara sorella, non è vero?"
Kasumi inclinò pensierosamente la testa. "Vero."
La porta anteriore della casa si aprì. Ambo le ragazze si girarono al rumore.
"Ciao? " una voce chiamò da fuori. "Ranchan? "
Kasumi si alzò per salutare il loro visitatore inaspettato, mentre Nabiki soppresse l'impulso di gemere. * Ci risiamo... *
* * * *
Ranma sedeva sul pavimento nella sua stanza, aprendo il cassetto più basso dell’armadio. Afferrate un paio di camicie cinesi, le mise nello zaino. Quando estrasse un paio di pantaloni neri, un foglio
di carta cadde sul suo grembo, lo prese, e la sua bocca si curvò in un piccolo sorriso.
Era una fotografia di Akane, l’aveva presa da Kuno insieme ad altri ritratti di Akane e della "ragazza col codino". Aveva restituito gli altri ritratti ad Akane, ma aveva tenuto questa, senza dirle nulla.
Nella fotografia, Akane indossava il suo vestito giallo preferito.
Totalmente inconsapevole di essere spiata, stava guardando lontano, il suo viso decorato da un caldo, spontaneo sorriso, i suoi occhi marroni luccicavano vitali. Il sole illuminava i suoi capelli, che ondeggiavano nella brezza gentile. Chiunque avesse preso questa candida immagine, Ranma pensò che avesse catturato il meglio di Akane sulla pellicola.
Il sorriso di Ranma si affievolì mentre fissava la sua faccia. "Ti voglio vedere così, Akane", bisbigliò, tracciando dolcemente la curva delle sue labbra con il dito. "Voglio vederti sorridere di nuovo. Farò tutto quello che posso. Lo prometto."
La porta si aprì dietro di lui, e lui nascose affrettatamente la foto nella sua camicia. "Solo un secondo, Ryouga" disse senza girarsi. "Maledizione, non essere così impaziente. Ho quasi fatto."
"Sono io, Ranchan" rispose una voce debole, sorprendendolo.
Ranma si girò lentamente. Ukyo era in piedi nella stanza, con le mani agganciate davanti, guardando in giù verso di lui.
* Oh, dio, * gemette internamente. * Non voglio trattare con questo adesso. *
Aveva parlato con lei solo una volta, il giorno dopo il matrimonio fallito.
Era di terribile umore, dopo essere stato bruciato dalle bombe di Shampoo ed Ukyo, e dopo che la Nannichuan era stata bevuta da Happosai che aveva pensato che fosse sake. Poi Ukyo era venuta, chiedendogli se lui si sarebbe davvero sposato con Akane se loro non avessero interferito. Già di cattivo umore, le aveva detto delle parole abbastanza aspre su come fosse deluso di lei e del fatto che aveva agito come normalmente agirebbe solo Shampoo, e su come lui non avrebbe più potuto avere fiducia in lei dopo quello che era successo... Ukyo l'aveva evitato dopo ciò, ed il giorno dopo, in cui Ranma era andato al suo ristorante per vederla, Konatsu l'aveva informato che Ukyou non si sentiva bene, così avevano chiuso il ristorante. E dopo Ranma era stato occupato a trovare un bel regalo per il compleanno di Akane così non si era più preoccupato di Ukyou. E dopo quello...
"Ehi, Ucchan", rispose in un tono neutro. "Cosa ci fai qui? "
"Io - um – ho sentito di Akane." Ranma guardò da un’altra parte. "Sì", borbottò, non sapendo cosa altro dire.
Ukyou gli toccò la spalla destra. "Devi farlo? " gli chiese.
Lui fremette. "Tu lo sai che lo farò, Ucchan. Akane ha bisogno di me." si alzò improvvisamente. "Adesso devo andare."
Ukyou avanzò, la preoccupazione era evidente nei suoi occhi. "Sono preoccupata, Ranchan", bisbigliò.
"Io starò bene. Ryouga viene con me. E ritornerò appena trovo la cura di Akane. "
"Sempre Akane", disse, così leggermente che Ranma quasi non lo sentì. Quasi. Lei lo guardò negli occhi. Lui distolse velocemente lo sguardo, non desiderando vedere dolore e risentimento nei suoi occhi.
"Cosa su di me? " disse quasi in lacrime.
"Ucchan... " Ranma lottò per trovare le parole corrette. "Lei è la mia fidanzata."
"Cosa su di me? " lei ripeté. "Anche io sono la tua fidanzata! Perché devo sempre essere la seconda? "
"Ucchan, ora non è il - "
"È vero, no? " lei insistette. " Anche io sono la tua fidanzata, proprio come lei. Ma * lei * ha sempre la precedenza su di me. Io non ti colpisco o ti insulto come fa * lei *, ma quando è il momento, tu scegli * lei * invece di me."
Lui si allontanò per afferrare il suo zaino. "Te l’ho già detto, il matrimonio non era una nostra idea. Non l’ho saputo fino a che è stato troppo tardi! "
"Ma perché eri così arrabbiato quando abbiamo tentato di impedirti di sposarla? "
Lui si girò ad affrontarla. "Perché, è una * mia * scelta! Nessuno può dirmi cosa devo fare. E’ ancora la * mia * vita, ed devo decidere io cosa voglio farne! "
I suoi occhi si cominciarono a riempire di lacrime. "Ma tu ti stavi davvero per sposare con lei", disse leggermente. Alzò gli occhi verso di lui. "Perché lei, Ranchan? " bisbigliò. "Perché Akane? Perché non io? "
Ranma si irrigidì al risentimento nella voce di Ukyou, mentre diceva il nome di Akane. La guardò un momento prima di rispondere. "Cosa c’è di sbagliato con Akane, Ucchan? " chiese quietamente. "Almeno lei non ricorre a delle pozioni e alla magia per obbligarmi a sposarla. Almeno lei non ha mai provato ad uccidermi, o a ricattarmi, o a vendermi a qualcuno."
Le girò le spalle, abbassandosi per afferrare lo zaino. Con più cura che la cosa richiedesse, se lo legò lentamente alle spalle. Ukyou gli si avvicinò lentamente, fissandolo, la sua bocca era aperta.
Lui si voltò, guardandola fissa. "Lo sai che lei aveva accettato di sposarmi perchè suo padre mi desse la Nannichuan, così che sarei potuto guarire? " Ranma la guardò scuotere la testa. Una parte della sua mente gli disse di stare zitto, che aveva detto abbastanza. Ma guardando la faccia colpita di Ukyou fece ancora più certa la sua decisione. Lui aveva deciso. Aveva scelto Akane. Diamine, era sempre stata Akane, sin dal primo giorno in cui l’aveva vista, quando lei offrì la sua amicizia ad una ragazza rossa ed imbarazzata, spaventata, che aveva bisogno di un amico più di qualsiasi altra cosa. Era stato il primo atto di gentilezza che Ranma aveva ricevuto da tanto tempo, e lui l’aveva portava nella sua memoria fino ad adesso. Quella era la vera Akane, lui lo sapeva. Non il goffo maschiaccio, ma una giovane generosa e affettuosa, nascosta sotto tutta quell’energia violenta. La realizzazione che era davvero disposto a lasciare che il mondo sapesse la sua decisione lo riempì di una gioia immensa. Non c'era vergogna nell’ammettere che amava Akane. Aveva tentato di negarlo già troppo a lungo, riuscendo a fare male a così tante persone nel frattempo...
"Ranchan? " Disse leggermente Ukyou. "Tu... tu pensi tu davvero... " Il tremore nella sua voce tradì la sua ansia.
... inclusa una delle persone che lui considerava tra le più care della sua vita, che era in piedi di fronte a lui adesso...
Ranma mise una mano sulla sua spalla. "Perché non torni a casa, quando ritorno, ne parleremo, Ucchan? " suggerì dolcemente. "Io davvero non - "
Lei afferrò il suo braccio. "Tu non la ami, tu ami * me *, non è vero, Ranchan? " implorò, sembrando non avere sentito le sue parole. "Sono stata gentile con te, tu lo sai. E tu hai detto che ero graziosa, e... "
Lui la guardò in silenzio, tentando di non tradire il dolore che stava sentendo. * Mi dispiace, Ucchan, * pensò. * tu sei il mio migliore amico, ed io odio farti male così... * La sua mano si mosse per coprire quella di lei, spremendola leggermente, prima di allontanarla dal suo braccio. La guardò negli occhi, e - Lei avanzò, avvolgendo entrambe le braccio intorno a lui. Ranma si irrigidì.
"... Io ti amo, Ranchan."
Lui fremette internamente. * Ucchan... *
"Non hai niente da dirmi, Ranchan? " chiese ansiosamente.
Lui chiuse gli occhi. * Lo farò. * "Sì, Ucchan, lo farò. Ma adesso sono davvero di fretta", le spiegò. "Io - io ti vedrò per prima quando ritorno, ok? "
"Davvero, Ranchan? "
"Sì, sicuramente." Si liberò dolcemente dal suo abbraccio, avviandosi verso la porta...
"Lo stai facendo di nuovo, lo vedi? " disse leggermente. "Andando prima da lei che... "
"Cosa vuoi che faccia, sedermi e guardarla morire? " urlò senza riuscire a controllarsi.
Lei lo guardò, sorpresa. "No", bisbigliò. Poi scosse la testa. "No", disse fermamente. "Mi dispiace, Ranchan. Non volevo dire quello."
Lui accennò col capo. "Dispiace anche a me. Io non volevo dire... "
Lei scosse la testa. "Va bene, Ranchan."
Lui sorrise passandole oltre, verso la porta. Come lui mise la mano sulla porta scorrevole, si voltò a guardarla di nuovo. Ukyou stava in piedi, fissandolo, con le mani agganciate di fronte. Era carina nella sua maglia color crema e nei suoi pantaloni scuri, i suoi capelli castani legati in una coda di cavallo. Era un'amica speciale - ma anche più di questo, lei era parte dei dolci ricordi della sua infanzia - una parte della sua vita che lui non voleva mai dimenticare. I brillanti sorrisi e la risata allegra che lei gli riservava risollevava il suo spirito e lo faceva sentire... voluto. Speciale. Amato. Lui sapeva che lei l'avrebbe amato incondizionatamente, qualunque cosa lui avesse fatto.
La sua relazione turbolenta con Akane non aveva mai tali garanzie. Non era mai sicuro di cosa lei sentiva per lui. Un minuto, lei gli sorrideva in quel modo speciale che gli faceva tremare il cuore nel torace, ed il minuto dopo, lo colpiva sulla testa per la più piccola cosa. Lei riusciva a provocare in lui una larga gamma di emozioni, ciascuna più forte dell’altra.
Ma lui l'amava. Mentre Ukyou lo faceva sentire amato, con Akane lui era - felice. Più felice di quanto fosse mai stato con chiunque altro. Qualunque cosa lei facesse o dicesse, stare con lei l'aveva sempre riempito di un profondo senso di appagamento - sapendo che questa bella, orgogliosa, caparbia ragazza era la sua, e che lui l'amava.
Ed Ukyou - le voleva bene, a modo suo. Non nello stesso modo in cui amava Akane, non nel modo in cui Ukyou voleva che lui l'amasse, ma ancora...
Gli occhi di Ranma si ammorbidirono. Desiderava che ci fosse un modo di dirglielo senza farle male... avrebbe voluto essere in qualche parte dove potessero stare da soli, senza interruzioni, per poterle dire tutto... in qualche parte dove nessuno sarebbe stato nei dintorni a sentire le sue parole adirate e le sue lacrime angosciate dopo che lei avrebbe sentito quello che le doveva dire...
* Vorrei che tu trovassi qualcun altro, Ucchan, * pensò malinconicamente.
* Qualcuno che ti amasse e ti curasse teneramente per sempre, come meriti... non amarmi, Ucchan io non lo merito... tu sei speciale per me, Ucchan, ti voglio bene come una sorella. Ma non più di questo. Mai più di questo... *
Ma ora non c’era tempo per questo...
Le toccò la spalla. "Grazie per essere mia amica, Ucchan", disse semplicemente.
La guardò mentre lottava per mantenere il sorriso. "Sono sempre qui per te, Ranchan. Sempre."
Lui sorrise. "Lo so." Voltandosi, aprì la porta - e si trovò faccia-a-faccia con Ryouga.
Il suo concorrente lo fissò di nuovo, la sua espressione era illeggibile. "Stavo venendo a cercarti", gli disse Ranma. "Pronto per andare? "
Lui accennò col capo senza parlare. Ranma lo oltrepasso, parlandogli sopra le spalle, "Dobbiamo andare. Devo fare una rapida fermata alla clinica."
Gli occhi di Ryouga incontrarono Ukyou per un breve momento, prima che abbandonasse il suo sguardo fisso, ed si affrettò a seguire Ranma.
* * * *
"Stai andando via ? "
Ranma stava in piedi nella stanza di Akane, guardando in basso verso di lei, mentre lei era
sdraiata sotto le lenzuola, i suoi grandi occhi pieni di preoccupazione.
Ogni volta che la lasciava per intraprendere un viaggio, poteva sentire i suoi occhi ansiosi che si concentravano su di lui, implorandolo di restare. Non la poteva biasimare. Dopo tutte le lotte pericolose in cui era passato - Herb, Saffron - e scampando tutte le volte alla morte, lei aveva delle buone ragioni di temere per la sua sicurezza.
Tentò di fare un sorriso per lei. "Mi sono solo fermato per salutarti. Ryouga sta aspettando fuori."
La guardò, vedendo l'incertezza, la preoccupazione, il terrore irragionevole nei suoi occhi. Volendo riassicurarla, si mise in ginocchio, prendendo ermeticamente la sua mano.
"Tornerò, Akane", le disse. "Promettimi che mi aspetterai."
Lui strinse con forza la sua mano. "Faresti meglio a tenerti su finché non ritorno", la avvertì, lottando per mantenere il suo ghigno. "Altrimenti... "
Lei lo fissò, i suoi occhi pieni di preoccupazione. "Stai attento", bisbigliò.
"Lo farò", promise. Diede alla sua mano un'ultima stretta rassicurante. "Devo andare", bisbigliò.
Akane lo guardò mentre si alzava, mentre si aggiustava lo zaino sulle spalle.
Contro la sua volontà, ricordò il tempo in cui Ranma era andato in Cina con Plum, per recuperare la mappa di Jyusenkyo e liberare Shampoo.
Non poteva salutarlo, perché era... impaurita.
Perché aveva un presentimento che qualche cosa di terribile sarebbe successa durante questo viaggio, e lui non sarebbe tornato vivo...
Ed ora, la stessa premonizione terribile stava tornando a tormentarla di nuovo.
Strinse le sue mani. * Per favore non andare, Ranma. Va tutto bene, noi possiamo trovare un altro antidoto. Se non ce né nessuno, poi... va bene ugualmente. A me non importa. Ma per favore non andare. Ho paura. Non posso stare qui ad aspettarti da sola, non sapendo se sei vivo o morto...
Ranma, non lasciarmi, per favore - *
Akane si morse le labbra, costringendosi a calmarsi. * Lui non mi ascolterà mai, in ogni modo, lo stupido caparbio, * tentò di convincersi.
Tentò di chiamare in causa la solita irritazione che sentiva quando era arrabbiata con Ranma, ma una voce più forte nella sua mente rifiutò di permetterle di fare così.
*Ma io devo dirglielo, * la voce insistette. * Per lo meno, devo tentare, almeno... non voglio che gli succeda qualcosa, non voglio che lui... *
"Ranma? " disse con esitazione. Aspettò che si voltasse, i suoi occhi erano larghi, pieni di paura.
* Non ti preoccupare per me. Io starò bene. Ma non fare questo viaggio, per favore? Forse troveremo un altro modo... *
Ranma si girò al suono della sua voce. La fissò, vedendo la dichiarazione silenziosa di stare con lei nei suoi occhi . * E' preoccupata per me, * comprese. Stette in piedi immobile per un momento, tenendo il suo sguardo fisso attraverso la stanza.
* Lo devo fare, * pensò, la sua mano che stringeva il pomello.
* Io non posso permetterti di morire. Io... io ti amo. *
Stava ancora in piedi, afferrando così ermeticamente il pomello di metallo freddo nella sua mano. Le parole echeggiarono all'infinito nella sua mente. * Ti amo... *
Le parole erano venute dal suo cuore, senza preavviso, senza preamboli.
Lui la guardò, il suo cuore batteva selvaggiamente. "Ti amo", bisbigliò leggermente, inconsapevole che lo aveva detto ad alta voce.
Akane lo fissò, lottando inutilmente contro le parole.
Aveva paura di dirgli perché... perché lei sapeva che lui non sarebbe stato d'accordo.
Perché lei sapeva che lui non avrebbe rinunciato al suo viaggio, il suo onore e il senso di dovere avevano la priorità su tutte le sue proteste...
Lo vide aprire la bocca, vedendo l'espressione sbalordita sulla sua faccia, e la sua bocca si mosse a formare delle parole che lei non poteva sentire. Le sue labbra tremarono, mentre lei continuava a lottare dentro se stessa.
* Oh Ranma, * pensò indifesa. * Non voglio che tu vada. Ho
paura... *
Ranma si scosse del suo stupore. * Ho una missione, * pensò deciso.
*Lo devo fare. * La guardò, una luce tenera nei suoi occhi.
"Per favore non essere così triste", le disse. "Lo sto facendo per te."
In quel momento, guardando alla sua faccia impaurita, lui si decise.
* Glielo dirò, * decise. * Appena ritorno, le dirò che l'amo, * promise a se stesso.
Lei accennò col capo debolmente, i suoi occhi erano pieni di lacrime.
La sua risoluzione cominciò a sbriciolarsi vedendo i suoi occhi.
Si schiaffeggiò mentalmente, girando la manopola nella sua mano, la guardò di nuovo un'ultima volta. "Ciao, Akane" disse leggermente, andandosene.
Akane lo fissò, la sua mano contenne una dichiarazione silenziosa. La porta si chiuse dietro Ranma, ed Akane inarcò la testa, mordendosi il labbro per non piangere.
"Ranma... " bisbigliò leggermente, seppellendo la faccia nelle mani.
Ranma asciugò affrettatamente le lacrime, scendendo con decisione le scale, verso l’ufficio del Dott. Tofu, dove Ryouga lo stava aspettando. Era dietro alla porta chiusa, quando le lacrime cominciarono a precipitare.
* * * *
"Ricordatevi solo di tornare entro dopodomani con l’antidoto", stava dicendo il Dott. Tofu. "Tieni un occhio su Ranma. Voi giovani ragazzi vi mettete nei guai insieme." Tofu sorrise. "Questo va bene gli altri giorni, ma non adesso. E’ il tempo di stare calmi."
Nabiki accennò col capo. "Non si preoccupi, dottore. Ryouga non ha problemi a seguire le istruzioni. Finché non ha qualsiasi cosa a chefare con il dover arrivare dove sta andando." sogghignò. "Ma noi abbiamo Ranma che va con lui ad impedirgli di perdersi, così va tutto bene."
Ryouga aggrottò le sopracciglia, folgorando Nabiki. "Non è divertente", borbottò.
Nabiki sorrise furbescamente. Dopo poco, Ranma entrò nella stanza, strofinandosi gli occhi.
Nabiki aggrottò le sopracciglia. "Cosa c’è che non va? "
Ranma scosse la testa. "Nulla. Sto solo tentando di tenermi sveglio", borbottò. "Ragazzi, sono stanco."
"Puoi dormire sul treno", disse Nabiki, alzandosi. "Ricordati, vai a trovare quell’uomo, e torna il più presto possibile. E niente combattimenti per la strada. Sono gli ordini del dottore." Lei sorrise.
Ranma accennò col capo. "Faremmo meglio ad andare." si rivolse a Tofu. "Dottore? Lei può - "
Tofu sorrise. "mi prenderò cura di Akane. Non ti preoccupare."
Lui accennò col capo di nuovo. "Grazie." Voltandosi, guardò Ryouga. "Forza, andiamo."
Nabiki guardò Ranma uscire dalla clinica. "Sarai nei guai se torni a mani vuote, Saotome", urlò.
Ranma si girò e sogghignò. "Ho mai fallito? "
Nabiki aprì la bocca per rispondere, e Ranma aggrottò le sopracciglia. "Dimentica che l’abbia chiesto."
Sorridendo furbescamente, Nabiki guardò i due ragazzi uscire, Ranma che cominciava a
stuzzicare Ryouga per il suo senso dell’orientamento, facendolo arrabbiare facilmente. Con l’angolo dell’occhio, vide Tofu che le si avvicinava.
" Ritorneranno in tempo", disse Tofu. "Non ti preoccupare."
"Sì", Nabiki rispose, sorridendo leggermente. "Se c'è una cosa in cui Ranma è bravo, è salvare Akane ".
* * * *
Akane si stropicciò impazientemente gli occhi, asciugando le lacrime.
* Stupido, * pensò, ma senza alcuna vera rabbia. * Io non volevo che tu andassi! *
Dopo poco, echeggiò una bussata sulla sua porta, ed Akane si asciugò in fretta la faccia con in dorso della mano, come Nabiki aprì la porta per entrare nella stanza.
Gli occhi di Nabiki si restrinsero quando vide gli occhi e il naso di Akane arrossati dal piangere. "Cosa c’è che non va? "
Akane scosse la testa. "Nulla."
Tofu entrò dietro a Nabiki. "Se senti qualche dolore, Akane, devi dirmelo. Potrei darti qualche cosa per - "
"No", disse leggermente Akane. "Sto bene. Davvero. Sono solo... preoccupata"
Nabiki aggrottò le ciglia. "Per cosa? "
stropicciò nervosamente le lenzuola. "Sul messaggio? Cosa – cosa ne pensa? "
"Per dire la verità, non lo so", ammise Tofu. "Devo ancora chiamare alcuni colleghi. Possiamo sapere presto qualche cosa. Ma ora come ora, la nota è la migliore cosa che abbiamo." Tofu le sorrise per rassicurarla. "Non ti preoccupare", le disse. "Ritornerà. "
"Lo credo... "
Tofu spremette la sua spalla. "Se non mi credi, almeno abbi più fiducia nel tuo fidanzato, Akane. Lui non ci deluderà. "
Akane gli gettò uno sguardo. "Non lo pensi, dottore", disse. "Lei ha già fatto tanto per aiutarci. Sono solo preoccupata per Ranma... " disse.
"Ritornerà", disse Nabiki. "Ranma è bravo a mantenere la parola."
Akane si morse il labbro. "Tu non capisci Ranma, sorellina", bisbigliò. "Lui è troppo impaziente e caparbio ed arrogante. Si tuffa in tutte le situazioni senza alcuna cura per la propria sicurezza. Lui - "
"Ah... così è Ranma per cui sei preoccupata", Nabiki parlò in modo lento. "Interessante."
Akane si imbarazzò. "Quello stupido", mormorò, senza nessuna vera rabbia.
Tofu sorrise. "Ranma ha un'abilità innaturale di mettersi nei guai. Ma non ho mai conosciuto nessuno del valore di Ranma, e lui è sempre stato capace di tirarsi fuori dai guai. Questa volta non sarà diverso, Akane, perché non sta lottando solo per se stesso. Non lascerà che ti succeda niente, e sarà doppiamente accurato di tornare salvo da te. "
Lei si morse il labbro. "Lo pensa davvero? "
"Certo", Nabiki rispose allegramente. " Pensa solo cosa farebbe papà a Ranma se fallisse. Ranma non avrà un'opportunità."
"Non è divertente."
Nabiki si sedette accanto ad Akane. "Beh, potresti usare un po’ di buon umore, sorella. Tutta questa preoccupazione non ti farà bene."
Akane tirò le coperte più strette a se. "Ho paura veramente", bisbigliò leggermente.
Gli occhi di Nabiki si ammorbidirono. "starà bene", la rassicurò.
"E’ uno stupido maschilista, te lo ricordi? Gli stupidi maschilisti stanno sempre bene", scherzò.
Akane accennò col capo leggermente. "Penso di sì." Ma questo non alleviava la paura nel suo cuore.
* Ranma, * pensò. * Ritorna presto. Per favore. Io non voglio… perderti... *
Ma, come sempre, le parole le vennero troppo tardi.