Waiting for you

A Ranma ½  Fanfiction by Stiffanie Flores

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Nota dell’autrice: Ranma 1/2 e tutti i suoi personaggi appartengono a Rumiko

Takahashi. Questa fanfic è scritta con il solo scopo di divertimento e per propria soddisfazione

 

http://www.angelfire.com/sd/Ranmafanfic/waiting.html

 

Traduttrice: Eugenia

                 Tradotta per il sito www.manganet.it

 

Capitolo 5°


Sacrificio



Ranma guardò fuori dal finestrino, vedendo il panorama che passava oltre di loro, una macchia colorata nei suoi occhi. La luce del treno lo rendeva assonnato e sbatté le palpebre alcune volte, per restare sveglio.
 
Girò leggermente la testa, guardando Ryouga che era seduto di fronte a lui. Ryouga grugnì quando sentì lo sguardo fisso di Ranma su di lui.
 
"Cosa c’è? " ringhiò.
 
Ranma sollevò le spalle. "Niente. Pensavo che tu fossi addormentato."
 
"Quanto durerà questo viaggio in treno? "
 
Ranma aggrottò le sopracciglia, inclinandosi di nuovo sul proprio posto. "Più di 5 ore, credo." Lo guardò. "Non siamo già stati a Ryugenzawa? Quando lottammo contro quel mostro? "
 
Ryouga sbuffò e guardò da un’altra parte. "Lo sai che ero arrivato in quel luogo per caso, dopo che mi ero perso. Non prendermi in giro."
 
"Mh. Tentavo solo di fare conversazione." Sospirò Ranma.

"Questo sarà un lungo viaggio."

Ryouga stava ancora guardando fuori dal finestrino. "Dove arriveremo con questo treno? "

 
"Dovremo camminare per alcune miglia. Quel luogo è solo alcune miglia sulla montagna, dentro la foresta." Ranma fissò fuori dal finestrino. "Penso che passeremo la notte nel bosco."
 
"Per me va bene. Ci sono abituato."
 

Ranma sorrise furbescamente. "Anch’io." si spostò per trovare una posizione comoda nel suo posto. "Meglio dormire quando possiamo."
 
Ranma si inclinò di nuovo e chiuse gli occhi, fallendo totalmente l'occhiata di ostilità che Ryouga gli aveva rivolto.
 
Il movimento leggero del treno cullava lentamente Ranma nel sonno, e dopo un po', Ryouga guardò Ranma scivolare disteso sul suo posto, un leggero russare scappava dalle sue labbra.
 
Ryouga girò la testa per gettare uno sguardo al panorama che passava. C’era silenzio nel treno, l'unico rumore era il frullio leggero delle macchine. Era uno di quei momenti in cui uno sente che tutto intorno a sé è in pace.
 
Ma Ryouga Hibiki non aveva trovato mai la pace. Il suo orribile senso dell’orientamento gli aveva negato anche quello. Ancora di più con Ranma intorno, rubando il suo pane, e dopo che lo aveva sbattuto nella fonte del maiale affogato, era cominciato l'incubo perenne che era divenuta la sua vita.
 
Ryouga si sostenne la testa col gomito e sospirò. Ranma non era dell’umore di fare conversazione, cosa che andava bene a Ryouga. Avevano parlato un po’ dei loro piani per i prossimi due giorni. Dalle previsioni di Ranma, sarebbero dovuti arrivare al luogo la mattina dopo, se avessero mantenuto un ritmo sostenuto. Ryouga aveva lasciato tutta l’organizzazione al suo rivale, sapendo che poteva portarli alla loro destinazione.
 
Sperava di trovare rapidamente la cura, e tornare presto a Nerima. Quello era il suo scopo per essere venuto insieme a Ranma, assicurarsi che tornasse in tempo. Non voleva rischiare la sicurezza di Akane.
 
Ranma si spostò nel sonno, borbottando incoerentemente. Ryouga aggrottò le sopracciglia guardando al riposo del ragazzo che sedeva davanti a lui. Questa era la persona che aveva reso la sua vita un inferno. Come poteva una persona portare così tanta devastazione nella vita di un altro uomo? Come poteva causare così tanta sofferenza, tale dolore? Perché doveva distruggere tutto quello che toccava? Ryouga, Ukyou, Akane...
 
Come poteva trattare così duramente Akane, distruggendo ogni sua felicità con dei commenti insensibili? Come poteva mettere in ridicolo tutto quello che lei faceva, non capendo quanto sforzo ci metteva?
 

La sua cucina, le sue arti marziali, la sua immagine... come poteva chiamarla "non carina", quando Ryouga stesso vedeva Ranma arrossire furiosamente quando Akane gli sorrideva allegra…
 
Aspetta un attimo... questo vuole dire...?
 
Scosse furiosamente la testa. Impossibile! Ranma non voleva bene ad Akane. Se le voleva bene, perché la insultava e la rendeva tanto infelice così spesso? Sì, è così, Ranma non ci teneva...
 
Ma se lui non ci teneva, perché era a pezzi quando Akane era infelice?
... perché continuava ad intromettersi tra Ryouga ed Akane? Rovinare tutto quello che Ryouga faceva per conquistare Akane? Rovinare qualsiasi cosa a * chiunque * tentasse di conquistare Akane?...
 
Ryouga guardò Ranma. Anche nel sonno, riusciva a provocare a Ryouga un tale dolore. Lui non aveva bisogno di * fare * niente, a lui bastava * esistere, * e le vite di tutti quelli intorno a lui venivano gettate in un continuo tumulto...
 
Prendete Ryouga, per esempio. Dal primo momento in cui aveva conosciuto Ranma, l'artista marziale dal codino, gli aveva rubato continuamente il pane, avviando delle infami lotte... lo prendeva in girò spietatamente per il suo senso dell’orientamento... aveva osato fuggire dal loro duello, dopo che Ryouga aveva tentato * così * duramente di arrivare a quel maledetto campo dietro casa sua... era scappato in Cina, non dando nessuna alternativa a Ryouga che seguirlo dal principio alla fine della Cina, per finire quel dannato duello... * aveva spinto * Ryouga in quella fonte del Maiale Affogato, rendendo la sua vita un inferno...
 
... e a Nerima, Ranma stava * ancora * tentando di rendere la vita misera per Ryouga, continuando a contrastare i tentativi di Ryouga di conquistare Akane, ed impedendogli di cercare conforto nelle sue braccia… continuava a fare del male spietatamente ad Akane con i suoi insulti, rendendo il fuoco nel cuore di Ryouga caldo e selvatico, mentre guardava la donna che amava disprezzata e gettata da parte da colui che si pensava dovesse amarla e curarla teneramente, come la sua fidanzata...
 
L'aura di Ryouga cominciò a scintillare brillantemente intorno a lui...

* Non devo pensare a questo adesso, * tentò di convincersi, costringendosi a calmarsi. Come faccio a farmi aiutare da Ranma a trovare la cura di Akane se gli rompo tutte le ossa del corpo? Tutto dovrà aspettare".
 
Ryouga guardò di nuovo Ranma con odio, come se facendolo, questo facesse sparire tutti i suoi guai. Ranma continuò solamente a dormire, un piccolo russare era l’unico suono che usciva dalle sue labbra. Ryouga sospirò di nuovo e si accomodò sul suo posto, sapendo che Ranma dormiva come un morto, e il sonno era l’unica cosa di cui Ranma non lo poteva privare.
 

* * * *
 

Nabiki pigiò la matita contro il quaderno, mordendosi leggermente il labbro inferiore. Gettò uno sguardo alle cifre di fronte a lei, al reddito dettagliando che aveva guadagnato - dal vendere foto, distribuendo delle dicerie a scuola, vendendo delle notizie su Ranma o Akane, anche dall'affittare qualche tempo fa Ranma...
 
Guardare al suo registro normalmente la riempiva di un sentimento immenso di soddisfazione. Lei era qui, a diciassette anni, ancora al liceo... ma era già una donna d'affari accorta, che sapeva dove trovare i soldi di cui aveva bisogno, sapendo come manipolare le persone, quali bottoni spingere per far fare alla gente quello che voleva...
 
Non era orgogliosa di * tutto * quello che faceva. Come il tempo in cui aveva voluto Ranma come il suo fidanzato, si era divertita poco. E chiaramente, era riuscita a sfruttare il meglio del suo "fidanzamento." Ma quando vedeva gli occhi di Akane che bruciavano di ira gelosa alla vista di Nabiki e Ranma insieme... quando vedeva sua sorella negare freneticamente tutti i suoi sentimenti per Ranma, credendo che Nabiki fosse innamorata di lui... quando vedeva Akane e Ranma che tentavano di fare pace, ma finivano solo in * un'altra * lotta, Nabiki sentiva un piccolo dolore lancinante di... disagio. Colpa, forse? Lei si... vergognava... del fatto che si stava divertendo alle spese di sua sorella... distruggendo la sua felicità, solo per un'altra opportunità di fare denaro rapidamente.
 
Ma tutto quello che faceva, lo razionalizzava dicendosi che lo stava facendo per la sua famiglia. Come altro poteva la sua famiglia essere capace di avere un flusso continuo di denaro, se non lo faceva lei? Chi poteva pagare per il cibo e gli approvvigionamenti e le riparazioni ogni volta che Ranma o Akane distruggevano il dojo?
 
Sì, è così. Lo stava facendo per la sua famiglia, per permettere loro di avere una vita comoda. E qualche volta, aiutava spingendo Ranma ed Akane un po’ nella giusta direzione. Una piccola spinta qui, un piccola spinta leggermente di là...
 
Nabiki non si sbagliava sulla vita sentimentale di sua sorella. Akane poteva gridare e ringhiare tutto quello che voleva a Ranma, mandarlo all’inferno per essere stato fidanzato a lei, ma Nabiki poteva vedere che era solo rabbia. Bastava guardare solamente al modo in cui Akane era sempre così preoccupata per Ranma, o eccitata quando stava provando una ricetta nuova per lui...
 
Yup, la testa di sua sorella era partita per un bel ragazzo con un bel corpo, begli occhi blu-grigi, e una graziosa treccina. Eh, come sorprendersi. Solo come il resto della popolazione femminile di Nerima.
 
Nabiki sospirò internamente inclinandosi di nuovo sulla sua sedia. Quello era uno dei più grandi problemi di Ranma - attirava troppi dannati ammiratori. A parte i suoi... um, begli attributi fisici... lui aveva un naturale fascino maschile, che attraeva le donne come orsi con il miele.
 
Non sarebbe così male se loro fossero decenti, donne * normali *. Ma no, la fidanzata di Don Juan non poteva essere solo una donna - lei doveva essere * speciale. *
 
Vediamo... Shampoo era una guerriera Amazzone cui il senso di decenza era zoppicante come il suo giapponese. Ukyou era davvero abbastanza carina, se non avesse avuto la pretesa di essere la sola fidanzata di Ranma, o quando non stava lottando contro Shampoo per l'attenzione di Ranma. E Kodachi era solo pazza, con una propensione per avere bestie selvatiche come animali domestici ed attaccare le persone con rose paralizzanti.
 
Tornando a questo... poteva il pacco misterioso essere stato inviato da Kodachi? Si chiese Nabiki. Dopo tutto, lei era l'esperto locale in paralisi e anestetizzanti. Il veleno era solo il suo interesse successivo.

Inoltre, Kodachi non faceva nessun segreto nel considerare Akane un "intrusa" nella sua ricerca per conquistare l'amore di Ranma. Non era troppo duro immaginare che fosse stata lei a farlo.
 
Però non era da Kodachi starsene in disparte e stare buona fino a che Akane finalmente fosse stata uccisa dal veleno. Dopo tutto, aveva alcune viti allentate... sarebbe stato da Kodachi saltare facendo gridolini di gioia per la città sulla sua vittoria su quella "cattiva, cattiva ragazza."
 
Chiaramente, questo non eliminava qualsiasi altro sospetto. Forse Shampoo stava tentando di eliminare di nuovo Akane come un ostacolo - aveva fatto prima delle cose abbastanza terribili, annullando Ranma dalla memoria di Akane... Ukyou non era il tipo, ma Nabiki non scartava la possibilità. Tarou, forse, per provocare Ranma o Happosai? O forse era – speriamo di no, qualcuno di nuovo?
 
*Accidenti a te, Ranma * pensò acidamente. * accidenti a te e alla tua abilità illimitata di attirare i guai e mettere quelli intorno a te sempre in pericolo... *
 
Nabiki sospirò di nuovo chiudendo il suo registro. Non sarebbe riuscita a fare niente stanotte - inoltre, domani era lunedì, e doveva andare a scuola. Poi... doveva contattare le sue fonti e tentare di scoprire chi c’era dietro al veleno. Chiunque fosse, l’avrebbe pagata.
 
Così per Ranma, gli avrebbe dato il tormento quando fosse tornato a casa - se lo meritava, dopo tutti i guai che portava. No, ... dopo che Tofu avrebbe annunciato che Akane era guarita e stava bene, si sarebbe potuta rilassare, * poi * gliel’avrebbe fatta vedere.
 
Nabiki si alzò e si preparò per andare a letto. Non sarebbe potuto succedere che Ranma non tornasse indietro con la cura. Poteva essere un magnete per i guai, ma trovava sempre il modo di far tornare di nuovo le cose a posto - o almeno a posto come potevano tornare con Ranma. Non c’erano dubbi su questo, Ranma sarebbe tornato con la cura.


* * * *

Ranma camminava a fatica attraverso i boschi, con gli occhi focalizzati in avanti. Ryouga lo seguiva da vicino.
 
"Non siamo ancora arrivati? " chiese Ryouga impazientemente.
 
"Cosa pensi, stupido? " rispose Ranma senza guardarlo.
 
Ryouga si arrabbiò. "Guarda, te - "
 
Ranma sospirò. "Mi dispiace. Solo - solo seguimi, e non ti perdere, ok? Siamo quasi arrivati."
 

"Facile a dirsi", mormorò Ryouga sotto voce, troppo leggermente perché Ranma sentisse.
 
* Resisti ancora un po’, Akane, * pensò Ranma mentre i suoi occhi guardavano davanti con decisione. * Siamo quasi arrivati, ed io troverò la tua cura, e tornerò presto da te, e quando starai di nuovo bene, io ti prometto che non ti farò più arrabbiare, non voglio più lottare con te, ti dirò che ti amo, come promesso prima di partire... *

Ranma si stupì quando arrivarono in una piccola radura. Di fronte a lui, c’era un cottage, piccolo e caratteristico, come la foto di un depliant...

"Siamo arrivati? " chiese Ryouga.
 
Ranma accennò col capo. "Penso di sì. " Accelerò il ritmo, e Ryouga corse dietro di lui.
 
Ranma si fermò alla porta del cottage, e sbatté le nocche contro la porta di legno. "Hei? " disse. "C’è nessuno? "
 
Passarono alcuni momenti di silenzio. "Sembra che non ci sia nessuno qui", mormorò Ranma. Cominciò a colpire più forte alla porta. "C’è nessuno? "
 
Ryouga si guardò pensosamente intorno. "Cosa facciamo ora, Ranma? "
 
Ranma aggrottò le sopracciglia. "Dannazione se adesso abbandono, non dopo essere arrivato fin qui." Picchiò più forte. "C’è nessuno? "

Improvvisamente la porta si aprì, e Ranma fece una pausa, il suo pugno ancora elevato in aria. Un vecchio uomo stava in piedi di fronte a lui, vestito in un gi marrone pallido. I suoi capelli grigi, rigati con linee bianche, erano pettinati all’indietro, ed i suoi occhi - un'ombra sorprendente di blu profondo mare, aveva notato Ranma - erano ristretti mentre li guardava.
 
"Così impazienti, voi giovincelli", disse il vecchio spazientito. "Chi siete, e cosa state facendo a casa mia? "
 
Ranma si imbarazzò. "Sensei", disse leggermente, inchinandosi. "Il mio nome è Ranma Saotome, e questo è il mio amico, Ryouga Hibiki."
 
Il vecchio li guardò. "Quindi? "
 
"Veniamo da Nerima, Tokyo, signore. Abbiamo saputo che lei potrebbe aiutarci. Per favore - "
 

"Per favore ci aiuti! " Ryouga interruppe. "Per favore ci aiuti a salvare Akane! "
 
"Non mi avete ancora detto perché siete qui".
 
"È per il veleno Chueh Wang, sensei."
 
Questo attirò l'attenzione del vecchio. "Cosa sai del veleno? "
 
Ranma abbassò gli occhi. "La mia fidanzata è in un letto di ospedale che sta morendo per colpa sua."

Lui fece una pausa. "Entrate", disse loro, spostandosi da parte per farli entrare.
 
Ranma esitò un secondo prima di entrare. Ryouga lo seguì.
 

Il vecchio li condussero ad una vecchia tavola di legno, in mezzo alla stanza.
 
"Per favore, prendete una sedia", disse loro, sedendosi su uno sgabello. "Ditemi di più." Sorrise leggermente. "Dove sono le mie maniere? Ho dimenticato di presentarmi. Il mio nome è Takanari."
 
Ranma accennò col capo. "Takanari-sensei, la mia fidanzata ha il veleno che fluisce nelle sue vene", cominciò. "Morirà tra tre giorni se non verrà curata."
 
"Come si è avvelenata, ragazzo? " chiese Takanari.
 
Ranma scosse la testa. "Non lo sappiamo. La mia preoccupazione principale è ottenere l’antidoto per lei. Tutte le altre cose possono aspettare fino a che sta bene."
 
"Perché sei venuto da me? "
 
Ranma prese un foglio di carta dal suo zaino. Lo mise sulla tavola per darlo a Takanari. "Abbiamo Ricevuto questa nota che ci ha detto cosa fare."
 
Takanari restrinse gli occhi analizzando la corta nota. "Strano", mormorò. "Chi è stato "?

"Come ha potuto sapere che lei ha l'antidoto, sensei? " chiese Ranma.
 
Ryouga folgorò il suo concorrente. "Questo non è importante adesso", disse spazientito. "L’importante è trovare la cura per Akane! "
 
"Mi riporta così tanti ricordi", Takanari mormorò, quasi a se stesso.
 
Ranma aggrottò le sopracciglia. "Sensei? "
 
Takanari scosse la testa. "Ho viaggiato attraverso il Giappone quando ero giovane." ridacchiò. "Ero selvatico ed impulsivo. Partii coi miei libri e i miei esemplari per cercare gli antidoti ad alcune malattie ignote e ai veleni. Mi sono avventurato fino in Cina nella mia ricerca. La Cina ha molte erbe e piante delle quali noi non abbiamo sentito mai parlare prima. Ero ansioso di fare delle scoperte nuove così mi sono nascosto nella stiva di una nave per arrivare in Cina."
 
Ryouga aprì la bocca per interrompere, l’impazienza mordeva i suoi nervi. Ranma gli gettò un'occhiata acuta, per farlo tacere.

 
"Cosa è successo, sensei? " Ranma incitò.
 
"Ho passato un anno viaggiando attraverso le terre, conoscendo persone, trovando delle erbe nuove. Ma non avevo scoperto niente di molto importante. E poi, la conobbi."
 
La sua faccia rigata fu riempita da un sorriso. "Mei Lin. Lei era la più bella donna che avessi mai visto. La sua bellezza, sia esteriore che interiore, mi attraeva a lei. Noi dividevamo la stessa passione per le piante e le erbe.

Lei aveva una conoscenza estesa sulle piante, a tal punto che ero in timore riverenziale con lei. Era forte e bella, ed intelligente, e affidabile.

Ogni giorno passavamo ore scrutando la terra per erbe speciali, sperimentando esemplari di piante. Ed io mi innamorai di lei."
 
Il suo sorriso svanì. " Non doveva essere. Lei aveva delle leggi che impedivano di amarmi, leggi che mi impedirono di proporle di sposarmi".
 
Si mise la faccia tra le mani. "Sua nonna la fece seguire un giorno, quando lei uscì di nascosto per incontrarmi. Minacciò Mei Lin con l’esilio. Mei Lin stava in piedi di fronte a me e confessò il nostro amore, e disse alla nonna che sarebbe stata con me qualunque cosa fosse successa. Prima che io potessi fare qualsiasi cosa, sua nonna colpì il suo collo, e lei precipitò a terra, inconscia. Poi fece la stessa cosa a me. Non avevo nessuna opportunità contro di lei."
 
"La sola cosa che ricordo dopo era la nonna di Mei Lin di fronte a me. Mi disse che avrebbe salvato la mia vita e mi avrebbe permesso di andare se avessi lasciato Mei Lin e avessi giurato di non vederla mai più. In tutte le settimane che l’avevo conosciuta, mi aveva parlato della sua famiglia, dei suoi amici, e della sua lealtà verso il suo popolo. Non potevo, io, essere la causa per cui avrebbe perso tutte quelle cose. La mattina dopo, partii per il Giappone. Non l’ho mai più vista."
 
"Questo cosa ha a che fare col veleno, sensei? "
 
Takanari prese un respiro profondo. "L'antidoto al veleno Chueh Wang è una delle cose che noi abbiamo scoperto insieme."
 
Ranma sentì la stanza chiudere intorno a lui. Il suo battito cardiaco tuonò nei suoi orecchi. "Quindi lei ha l'antidoto, sensei? "
 
Lui accennò col capo. " La sua gente possedeva il veleno da anni. Ma l’antidoto non era mai stato trovato, prima di Mei Lin. Mi disse che veniva usato per punire chi trasgrediva alle leggi della tribù. Quando sono tornato in Giappone, ho vissuto con la mia famiglia per un po' di tempo, prima di stabilirmi qui. Era la nostra scoperta, di Mei Lin e me. Non posso prendere il merito da solo. Non ho detto a nessuno di lui. Nessuno mi ha mai chiesto di lui, fino a voi."
 
Ranma tirò sopra pensiero la sua treccina. "Sto diventando sempre più diffidente. Chi avrebbe potuto spedire questa nota, e come faceva a sapere di Takanari-sensei? "
 
"Pensi che sia la stessa persona che ha avvelenato Akane? " chiese Ryouga.
 
Ranma scosse la testa. "Nah. Se avessero voluto la morte di Akane, non ci avrebbero dato questo indizio."
 
Ryouga guardò su. "Potrebbe aiutarci, sensei? "
 
Takanari alzò gli occhi. "Perché dovrei aiutarvi? "
 
Ranma si alzò. "Sensei! " urlò. "Lei deve aiutarci! Se lei non lo fa, Akane... lei... lei morirà! "
 
"Akane? " Takanari spostò il suo sguardo fisso da Ryouga a Ranma. "La tua fidanzata? " Lui guardò di nuovo verso Ryouga. "O la tua? "
 

Ryouga guardò Ranma per un momento, poi guardò in giù alle sue mani.
 
"La mia", disse leggermente Ranma.
 

Takanari guardò fisso intensamente a Ranma. " La ami "? "
 
Ryouga impallidì alzando la testa, a guardare Ranma.
 
Ranma chiuse gli occhi, prendendo un respiro profondo. "Lei è la persona più importante al mondo per me. Ed io... io l'amo", bisbigliò. "Moltissimo."
 
Un silenzio lungo, goffo, riempì l'aria, così palpabile che Ryouga poteva quasi arrivare a toccarlo. Era rimasto di pietra, sul suo posto, la disperazione e l'incredulità gelate sulla sua faccia.
 
Il vecchio finalmente ruppe il silenzio. "Vederti ragazzo mi ricorda la mia gioventù, quando ero così ansioso di conquistare il mondo. Volevo stare con lei. Non la volevo lasciare. Ma quando mi dissero le conseguenze, feci la mia scelta. Lei non meritava di essere espulsa, o di morire. L'amavo troppo per lasciare che quello accadesse a lei."
 
"Akane... lei è quasi morta una volta", bisbigliò Ranma. Afferrò l’orlo della tavola con entrambe le mani. "Fece la cosa più stupida, solo per aiutarmi, e stava quasi per morire. La tenni tra le mie braccia, non respirava, ed io ero così spaventato, pensavo che fosse morta. Pensavo di essere arrivato in ritardo per salvarla, e che fosse morta senza sapere che io... "
 
Guardò implorante a Takanari. "Sensei, lei deve aiutarci! Se lei non lo fa, Akane... " ingoiò dolorosamente. "Lei morirà, ed io non so cosa farò se lei muore."
 
Takanari sospirò. "Questa è una domanda alla quale speriamo di non avere mai una risposta, figliolo." si alzò e lasciò la stanza, lasciando Ranma solo coi suoi pensieri.
 
Ranma si toccò la testa, le sue dita che stringevano il foglio di carta che teneva in una mano. Ryouga girò lentamente la testa, guardando Ranma.
 
"Cosa - pensi? " chiese esitante. "Ci aiuterà? "
 

Ranma non rispose. Le sue spalle scesero, e mise la testa sulla tavola.
 
Ryouga guardò da un’altra parte, concentrando invece il suo sguardo contro il muro vuoto davanti a sé.
 
Takanari ritornò nella stanza, portando con una mano una teiera e delle tazze su un vassoio. Posò il vassoio sulla tavola e si sedette, raccolse la teiera e riempì ogni tazza in silenzio.
 
"Qui", disse, mettendo una tazza fumante di fronte a Ranma. "Prendi qualche cosa per scaldarti."
 
Ranma lo guardò. "Sensei - " cominciò.
 
Takanari alzò una mano, facendo tacere Ranma. Mise una mano nel suo gi ed estrasse un foglio di carta. Lo mise sulla tavola di fronte a Ranma. "Ecco."
 
Ranma lo prese ed analizzò affrettatamente l'elenco di ingredienti. "È questo - "
 
Takanari accennò col capo. "La formula per l'antidoto. Ho fatto delle copie dei miei studi negli anni."
 
"Sensei... " Ranma respirò, afferrando ermeticamente la carta. Si alzò ed si inchinò profondamente. "Grazie, sensei" bisbigliò. "Grazie."
 
Takanari gli sventolò una mano. "Figurati. Forse è il momento di fare buon uso di questa scoperta. Io non so chi vi abbia mandato da me, ma è mio obbligo aiutare."
 
"No, non è", disse Ranma. "Lei avrebbe potuto mandarci via, sensei senza ascoltarci."
 
"Vero." Takanari sorrise. "Non dovreste andare ora? Domani è il terzo giorno. Non avete molto tempo."

 
Ranma guardò fuori dalla finestra il sole del pomeriggio. "Ha ragione. Dobbiamo andare." Dette una pacca sulla spalla di Ryouga. "Ehi, Ryouga! Andiamo."
 
Ryouga si alzò. "Mi dispiace per la mia disattenzione, sensei. Grazie per averci aiutato."
 
Takanari guardò i due. "Sono curioso. È un tuo amico o un tuo nemico? " chiese a Ranma.
 
Ranma sorrise. "Entrambi." Si abbassò per afferrare lo zaino.
 
Takanari li condusse alla porta. "Siate cauti quando camminate attraverso i boschi", li avvertì. "Ci sono dei banditi che si nascondono qui nelle foreste, aspettando delle prede."
 
"Sì, sensei. La ringrazio, per tutto" disse Ranma.
 
"Per un vecchio è già una ricompensa l’essere d’aiuto." sorrise. "Lei deve essere una giovane molto speciale."
 
Ranma accennò col capo, arrossendo leggermente. "Lo è." Piegò attentamente il foglio in una tasca laterale dello zaino. "Dobbiamo andare, sensei."
 

Takanari li spinse via. "Andate. E state attenti a seguire scrupolosamente le istruzioni sulla nota."
 
"Lo faremo", promise Ranma. "Grazie."
 
"Grazie", Ryouga echeggiò, affrettandosi a seguire Ranma.
 

Takanari guardò i due scomparire nella foresta, e sorridendo, entrò di nuovo in casa.


* * * *

"E’ stato facile", commentò Ranma mentre camminava a fatica in giù per la montagna. "Non mi aspettavo che fosse così facile."
 
"Cosa ti aspettavi? "
 
Ranma alzò le spalle. "Non lo so. Della riluttanza, forse. Una piccola pungolata. Forse un dono o un favore o qualche cosa." Si girò sorridendo a Ryouga. "Possiamo camminare tutta la notte e arriveremo a casa domani presto. Va bene? "
 

Prima che Ryouga potesse rispondere, Ranma ridacchiò accelerando il ritmo. "Non mi importa. Ti trascinerò se lo devo fare, ma noi dobbiamo tornare presto."
 
Ryouga seguì pochi passi dietro, osservando come Ranma cominciò a canterellare una canzone, mentre camminava. Non che potesse biasimare Ranma per essere felice. Anche lui lo era, ora che avevano la formula per l’antidoto di Akane. Potevano salvare Akane. Questa era l’unica cosa importante.
 
* Sì, questo è giusto, * si disse Ryouga. * Dimentica quello che Ranma ha detto a Takanari-sensei. Dimentica che sia mai accaduto. Questo non è importante adesso. L’unica cosa che importa è Akane. *
 
"Ehi", Ranma alzò la voce. "Ryouga? Grazie per essere venuto con me."
 

Ryouga sbuffò. "Non l’ho fatto per te."
 
"Lo so", Ranma rispose quietamente. Fece una pausa e guardò Ryouga. "Ancora, grazie. Lo penso davvero."
 
"Sì. Va bene." Ryouga gli passò oltre senza gettargli uno sguardo.
 

Ranma ghignò. "Che c’è? Stavo solo cercando di fare conversazione."
 
"Sei sempre così desideroso di compagnia? "
 
Ranma alzò le spalle. "Ho passato la maggior parte della mia vita sulla strada. Il mio vecchio non era molto di conversazione. Dopo aver fatto l’addestramento, mi lasciava fondamentalmente a me stesso." Sorrise. "È più divertente avere compagnia, lo sai. Avere qualcuno con cui parlare mentre si attraversano i boschi, come adesso - "
 
Ryouga aggrottò le sopracciglia. "Non saprei. Ho passato più tempo perso che a casa a dormire nel mio letto. Poi sei venuto tu, e ti ho seguito in Cina."
 
Ranma moderò. "Mi dispiace. Questa mancanza di senso dell’orientamento deve essere dura per te."
 
"Tu non hai idea." Ryouga fissò davanti a sé. "Non capisci cosa sia essere messo in ridicolo perché non riesci ad arrivare al bagno senza perderti. Tu non hai idea di quello che sia vagare continuamente per tutta la tua vita, con la sola fiera determinazione che ti costringe ad andare verso la tua destinazione."
 
"Lo so. Tutti abbiamo i nostri problemi."
 
Ryouga si girò. "Problemi? Come puoi avere problemi, quando tu hai tutto quello che vuoi su un piatto d’argento? La tua abilità, la tua velocità, la tua famiglia, i tuoi amici e quelle ragazze... "

Una rabbia familiare scintillò in Ranma. "Io sono così ammalato e stanco delle persone che pensano che la mia vita sia un giorno di vacanza sulla spiaggia", urlò. "Tutto quello che ho, ho lavorato duro per averlo. Hai un’idea delle bravate stupide che il mio vecchio mi a fatto per addestrarmi? Sono stato punto da api ed artigliato e morso da gatti, solo per imparare una stupida tecnica? Lo sai cosa significa lottare per mantenere la cena sul proprio piatto ogni sera e chiamarlo addestramento? Ogni volta che Obaba mi insegna una tecnica nuova, non pensi che mi fa passare attraverso un inferno prima che io la apprenda? "
 
Ranma sospirò, e visibilmente tentò di calmarsi. "Io non sono diverso da te, Ryouga. Ho passato tutta la mia vita sulla strada, non avevo nessun amico, finché non sono arrivata dai Tendo. Non avevo una famiglia. Solamente il mio vecchio. Ho passato mesi nascondendomi da mia madre terrorizzato che lei mi uccidesse quando avesse scoperto la mia maledizione."
 
"Hai ancora quelle ragazze", Ryouga mormorò. "E sono sicuro che ci sono duecento ragazze che sbavano dietro di te quando cammini."
 
Ranma guardò lontano. "Sono sicuro che tutti lo pensano." Fece un sospiro. "All’inizio, era - gratificante", cominciò lui esitante.
 

"Finalmente, avevo trovato un modo per fare amicizia. A loro piacevo, nonostante la maledizione. Finalmente avevo almeno una sembianza della vita che volevo."
 
Si passò una mano tra i capelli indisciplinati. "Quelle ragazze sono mie amiche. Persone che mi accettano nonostante ogni cosa stupida faccia. Mi piacciono per quello. Ma io non volevo che nessuna di quelle ragazze mi volesse, Ryouga. Se io avessi potuto fare in modo che Shampoo non abbia più interesse per me, lo avrei fatto da tempo. Non è facile. Lei ha quella vecchia mummia astuta come bisnonna, lo sai. Farei qualsiasi cosa perché Kodachi mi lasciasse in pace. Ed Ukyou - lei è mia amica. E questo è tutto. Glielo avrei dovuto dire tempo fa." fece una pausa. "Vorrei che ci fosse un modo per rifiutarle ed essere ancora amici. Loro sono amiche così buone. Non voglio perdere quello."
 
Ci fu silenzio per un po’ di tempo, l'unico suono era lo sgretolamento delle foglie sotto i loro passi mentre camminavano. Ryouga gettò uno sguardo a Ranma, lo vide fissare davanti a se mentre camminava in avanti. Sbuffò all'espressione seria sulla faccia di Ranma.
 
"Tu prendi tutte le buone cose nella tua vita per concesse", mormorò acidamente. "Vivendo con i Tendo, avendo così molti amici e una famiglia. Anche quando sei venuto a Jyusenkyo, ti sei solo trasformato in una ragazza. Tu non hai idea di che genere di vita conduco negli ultimi due anni a causa di questa maledizione. Tu non vaghi accidentalmente come un anima affamata un giorno sì e uno no e finisci quasi in pentola cucinato come carne di maiale ."

Lo guardò. "E anche questo è colpa tua, Ranma! "
 
Ranma stette in silenzio per un po’, Ryouga pensava che non l'avesse sentito. Ma poi Ranma disse. "Sono sicuro che tu abbia dei problemi con la tua maledizione, Ryouga. Ma non pensare che solo perché io resto umano sia un gran divertimento. Molte cose non mi sarebbero successe se non avessi avuto questa maledizione. Non avrei avuto Shampoo che all’inizio mi voleva uccidere. Non sarei stato così dannatamente impaurito della mia propria madre. Non avrei Nabiki che vende fotografie della mia forma femminile." La sua voce abbassò, e Ryouga doveva tendersi per sentirlo. "Avrei incontrato Akane nella mia forma maschile dal primo giorno se non fosse stato per la maledizione."
 
Guardò Ryouga. "Mi dispiace tanto di averti fatto cadere in quella fonte. Ma devi smettere di biasimarmi per quello." I suoi occhi si rannuvolato. "E’ successo dieci minuti dopo che ero caduto nella Nyannichuan. Ero così spaventato, e così adirato con mio padre. Lo inseguii per ore. Penso che sia in quel momento che io - io ti ho spinto nella fonte. Non lo ricordo chiaramente. "
 
"Tu non mi faciliti le cose, lo sai", Ranma proseguì. "Strisciando nel letto di Akane. Pensi che mi piaccia avere un altro ragazzo che dorme nel letto della mia fidanzata? "
 
"Cosa è questo, una sessione de 'la pietà di Ranma'? " Disse Ryouga. "Come mai sei diventato così serio all'improvviso? "
 
"Tu non hai idea di quanto io sia cambiato ultimamente", rispose Ranma quietamente. "Ci ho pensato per molto tempo. Non voglio più approfittare delle buone cose nella vita, Ryouga. Voglio prendere responsabilità. E desidero - " Si allontanò, allungando la testa di lato.
 
"Cosa? " Ryouga disse impaziente quando Ranma non parlò.
 
Ranma scosse la testa e alzò una mano, gesticolando per il silenzio. Si guardò cautamente intorno, i suoi occhi si restrinsero per la concentrazione.
 
"Cosa c’è? "
 
Ranma lo folgorò. "Stai zitto, stupido." Si rivolse davanti a se, camminando velocemente.
 
Ryouga si arrabbiò. "Chi stai chiamando stupido? " vedendo Ranma che si allontana senza di lui, si affrettò a seguirlo, aggrottando le sopracciglia.
 
Come si avvicinò a lui, si rese conto della ragione per cui Ranma si era improvvisamente allontanato. Si fermò accanto a Ranma, aggrottando le sopracciglia.
 

A pochi passi da loro, Ryouga vide tre uomini, alti e molto muscolosi, intorno a due giovani ragazze. Una delle ragazze aprì la bocca per urlare, venne afferrata, l'uomo che stava in piedi sulla destra si era inclinato in giù e aveva stretto la mano sulla sua bocca. Lui scosse la testa, ghignando con malignità mentre lei impallidiva, ed i suoi occhi si riempivano di lacrime.
 
"State buone, e noi non vi faremo del male", lui suggerì, abbassandosi di fronte alla ragazza che singhiozzava.
 
"Per favore, lasciateci andare", l'altra ragazza implorò. "Dobbiamo tornare al villaggio per dare a nostro padre la sua medicina. Per favore! "
 
L'uomo alla sinistra rise. "Non si può fare, ragazza." Le afferrò il braccio. "Non ti preoccupare, ti farò divertire."
 
Ryouga vide il corpo di Ranma tendere, mentre si preparava a saltare fuori. La sua mano afferrò la spalla di Ranma. "Cosa stai facendo? " sibilò.
 
"Non posso stare qui a sedere e non fare niente! " disse arrabbiato.
 
"Ma - cosa su Akane? "
 
Ranma lo allontanò. "E’ già andato via molto tempo. Questo prenderà solo un minuto."
 
"Dannazione, Ranma... "
 
Ranma lo guardò arrabbiato. "Se pensi che me ne andrò e lascerò quelle due ragazze da sole non mi conosci affatto. E se pensi che Akane vorrebbe che io abbandonassi altre persone che hanno bisogno per le sue necessità, allora non la conosci! "
  
Senza un'altra parola, si girò e saltò fuori dai cespugli, lanciandosi verso i tre uomini. Ryouga trattenne il respiro saltando fuori dopo Ranma.
 
I tre uomini rimasero sorpresi quando Ranma e Ryouga discesero su di loro. Ranma attaccò l'uomo sulla sinistra, dandogli un calcio rapido sul lato della faccia, mentre il suo gomito sbatteva sull'uomo che stava in piedi nel mezzo. Il primo uomo barcollò, lasciando andare il braccio della ragazza. Ranma gli prese il braccio e gli diede un pugno, facendolo cadere a terra, in modo scomposto, alcuni metri più lontano.
 

Lui si guardò intorno per vedere Ryouga dare un pugno all'altro uomo.
 
"Grazie, P-Chan" disse.
 
"Non chiamarmi così", gridò Ryouga.
 
Ranma non rispose, vedendo i tre uomini che si rialzavano, avvicinandosi minacciosamente a loro. Si girò a guardare le due ragazze che stavano in piedi abbracciate l'una a l'altra.
 
"Fuggite, ora. Noi ci prenderemo cura di loro." Gli fece un sorriso rassicurante.
 
La prima ragazza accennò col capo timidamente. "Grazie", bisbigliò.
 

Afferrò il braccio dell'altra ragazza e si allontanò rapidamente.
 
Ryouga si avvicinò a Ranma che stava guardando i tre uomini. "Rinunciateci, ragazzi", disse Ranma. "Io ho fretta."
 
Uno degli uomini sbuffò. "Non avreste dovuto intromettervi."
 
Estrasse un coltello a serramanico e fece un affondo su Ranma.
 
Ranma lo schivò facilmente, e gli diede un colpo sul retro del collo. L’uomo precipitò a terra, gemendo dal dolore.
 
"Cosa facciamo ora, Hiruma? " chiese l'uomo sulla sinistra, attirando l’attenzione di Ranma su di lui.
 
"Bene", disse Hiruma. "Questo sarà divertente, penso." Così fece un affondo su Ranma. Gli altri uomini saltarono su Ryouga.
 
"Dannazione", mormorò Ranma, mentre piegava le braccia per parare un colpo. "Perché non posso scegliere banditi all'ordine del giorno per battermi? Chi altro studia arti marziali ora? "
 
Ryouga si levò un paio di fazzoletti di seta dalla testa e li gettò al suo oppositore che agilmente li scansò. "Dannazione, Ranma! Questa è tutta colpa tua! "
 
"Zitto, ragazzo-maiale. " Ranma fece un salto per dare un calcio a mezz’aria alla faccia di Hiruma. "Ho fretta, così non badare se finisco questo rapidamente."
 
Hiruma si alzò ed asciugò il sangue che gli usciva dal labbro rotto con la manica della camicia. "Mi sto sono scaldando." sorrise furbescamente, poi fece un passo in avanti. Ranma avanzò di nuovo.
 
Per i minuti successivi, Ranma parò i colpi di Hiruma, ottenendo un buon colpo o due di quando in quando. Il cipiglio di Ranma si approfondiva ogni minuto di più.
 

* E’ bravo, * pensò. * Non è veloce come me, ma la sua difesa è buona. * Grugnì quando un pugno lo prese nello stomaco. Recuperò rapidamente ed avanzò. * Non c’è abbastanza forza dietro ai suoi pugni, tuttavia. Ho subito peggio da Ryouga. *
 
Hiruma sferrò un pugno, e Ranma alzò il braccio, afferrando il suo pugno a mezz’aria. Strinse la presa sul braccio di Hiruma e lo torse un poco a destra. Hiruma grugnì per il dolore, ed alzò il braccio libero, contro la faccia di Ranma.
 
Anticipando il movimento, Ranma lasciò andare il braccio di Hiruma all'ultimo minuto, e gli diede un colpo rapido mentre le difese dell'uomo erano abbassate. Hiruma inciampò di nuovo, respirando pesantemente.
 
Ranma stette in piedi nella sua posizione pronta. "Abbandoni?" chiese.
 
Hiruma sorrise furbescamente. "Non così insanguinato." tette in piedi e si mise in una posizione di battaglia.
 
I suoi occhi restrinsero, e Ranma tese, sentendo una presenza dietro di lui. Il suo braccio si alzò improvvisamente, torcendo la spalla destra in un angolo incomodo.
 

Ranma guardò al proprio braccio, apparentemente gelato in aria. Grugnì frustrato mentre tentava di muoverlo, ma inutilmente.
 
Il terzo uomo, che Ranma aveva colpito prima, gli era arrivato da dietro, ed gli aveva afferrato l’altro braccio, torcendolo dietro di lui.
 
Hiruma rise. "Non puoi muovere il braccio, eh? " tirò fuori il coltello dalla cintura, avvicinandosi.
 
"Stai ricorrendo a sporchi trucchi per vincere la lotta, Hiruma" Ranma ringhiò.
 
"Quello che importa è vincere la lotta." Hiruma ghignò fermandosi di fronte a Ranma, muovendo il coltello tra le dita. Poi, la sua mano si sollevò, e mise la lama contro la guancia di Ranma. "Cosa? Non sei d'accordo? "
 
Ranma lo folgorò. "Questo non è un modo onorevole di vincere una lotta. Un oppositore che striscia dietro di me, immobilizzando le mie braccia... "
 
"Non ha importanza. Noi abbiamo imparato a modificare le regole per noi."
 
Ranma sorrise furbescamente. "Oh, ma c'è qualche cosa su cui hai bisogno di lavorare."
 
Hiruma aprì la bocca per parlare. Prima che potesse emettere una parola, vide un colpo di vento di energia bianca esplodere dietro a Ranma, e il suo compare lanciò un grido di dolore mentre cadeva.
 
Ranma spostò in avanti il braccio libero, ancora sorridendo a Hiruma. "Hai seriamente sottovalutato il tuo oppositore. Questo potrebbe costarti la vittoria."
 
Torse il suo altro polso, finché il palmo si girò verso lo spazio aperto dietro di lui. Hiruma fu sorpreso come il palmo di Ranma cominciò ad ardere, ed una piccola palla di energia blu si formò. Con un colpo secco del suo polso, Ranma spedì la palla di energia volante, sbattendo contro gli alberi dietro a lui. Un ramo spesso si spezzò, precipitando a terra con un forte rumore.
 
Il colpo di vento di energia face il suo lavoro. Ranma fletté l'altro braccio, esercitando i muscoli dolenti. "Quello era un trucco sporco, usando una sottile, trasparente corda di nailon per allacciare il mio braccio a quell'albero, prevenendo i miei movimenti. Questo poteva funzionare con un principiante, ma non contro qualcuno come me."
 
Recuperando dal colpo, Hiruma alzò il braccio, gettando il coltello alla faccia di Ranma. Ranma spostò la testa da una parte, e la lama passò al lato della sua testa, fallendo il suo orecchio di pochi centimetri.
 
"Dovresti fare meglio di questo", disse. Gli occhi di Hiruma restrinsero come lui gettò uno sguardo a qualche cosa dietro a Ranma...
 ... nel momento in cui Ranma sentì un suono di un clic leggero venuto da dietro di sé, e il tempo sembrò passare lento mentre si voltava, i suoi muscoli tesero per saltare...
 
Ci fu un'esplosione forte, come un tuono che echeggia nel silenzio della notte. Un dolore fortissimo attraversò il suo corpo, e Ranma si mosse di nuovo, inciampando sui propri piedi, la sua mano si spostò automaticamente a coprire una macchia sul suo addome...
 
Del sangue sprizzò da una ferita aperta sul suo stomaco, bagnando di rosso la sua camicia. Lentamente, alzò la mano e fissò le macchie di liquido rosso sulle sue dita.
 
"Ranma! " Ryouga gridò poco lontano da lui. Vagamente, Ranma sentì l’urlo di Ryouga di "Bakusai Tenketsu", seguito dal suono di legno che si rompe.
 
Era abbastanza per scuoterlo fuori dal suo stupore. Un fiotto di adrenalina pompò nelle sue vene, e si alzò, lanciandosi contro il compare di Hiruma. L’uomo sembrò colpito quando vide il salto di Ranma su di sè, e le sue mani armeggiarono sulla pistola, le dita che si mossero per premere il grilletto.
 
L’uomo emise un guaito di sorpresa come Ranma calciò via la pistola dalle sue mani. L'arma cadde a terra, e l’uomo indietreggiò alcuni passi, tremando. Ranma guardò l'uomo furiosamente, alzando il suo braccio per colpire.
 

"Kacchu Tenshin Amaguriken! "
 

Non seppe cosa lo colpì. Il primo colpo lo rese inconscio, e per un tempo, il suo corpo rimase sospeso nell'aria, mentre Ranma gli dava colpi multipli. Poi, Ranma ripiegò il braccio, ed il suo corpo precipitò a terra con un tonfo.
 
Ranma si abbassò, respirando pesantemente. Il suo lato destro bruciava come l’inferno, la ferita si era lacerata quando era saltato a calciare il partner di Hiruma. Pigiò il palmo contro la ferita, fremendo per il dolore. Quei bastardi...
 
Ranma si guardò intorno, ricordando improvvisamente che Hiruma era dietro di lui. Nello stesso tempo, sentì le grida di dolore di Hiruma, mentre il suo corpo veniva sbattuto contro il tronco spesso di un albero. Scivolò a terra, inconscio.
 
Ryouga gettò uno sguardo ansiosamente a Ranma. "Ranma? "
 
Ranma fece un passo barcollante in avanti. Senza preavviso, le sue ginocchia cedettero, e lui cadde per terra, con la faccia in avanti. Gemette toccandosi il lato destro, aghi di dolore sparati dalla ferita invasero tutto il suo corpo.
 
* Akane... *
 
Lacrime di dolore e di frustrazione scesero dai suoi occhi, mentre si metteva entrambe le mani ai lati, rotolando il corpo per stare sulla schiena. Chiuse gli occhi, le lacrime scendevano in giù sulla sua faccia.
 
* Dio, oh dio sono veramente nei guai, sono così stupido, come ho potuto fare questo ad Akane, devo tornare, lei ha bisogno di me, dannazione cosa... *
 
"Ranma! "
 
Gli occhi di Ranma si aprirono. Il mondo nuotò di fronte ai suoi occhi, e lui sbatté le palpebre, tentando di chiarirsi la vista.
 
Ryouga si inginocchiò di fronte a lui, i suoi occhi frenetici guardavano Ranma. Rimase senza fiato quando vide il suo rivale, che giaceva per terra, con il sangue che creava una pozza sotto di lui.
 
"Dannazione, Ranma. Come gli hai permesso di farti questo? " bisbigliò.
 
Ranma scosse la testa. "Troppo lento. Sono stato dannatamente troppo lento."
 
"Va bene. Fasciamo quella ferita prima." Ryouga prese una benda dal suo zaino.
 
Ryouga gli porse il braccio, e Ranma lo afferrò ermeticamente, permettendo a Ryouga di tirarlo ad una posizione seduta. Ryouga fremette quando vide la pozza di sangue raggruppata sulla terra accanto a Ranma. Altro sangue sgorgava dalla ferita aperta, facendo aderire la camicia di Ranma al suo corpo.
 
Ryouga avvolse ermeticamente in fretta la benda intorno all'addome di Ranma, ignorando i suoi grugniti di dolore. Appena finì, anche la benda era intrisa di sangue. Ryouga aggrottò le sopracciglia mentre afferrava un asciugamano spesso, pigiandolo ermeticamente contro lo stomaco di Ranma.
 
"Stai perdendo troppo sangue", mormorò. "Dobbiamo fermarlo."
 
Una mano afferrò il braccio di Ryouga. Ryouga guardò in giù a Ranma che lo stava guardava con occhi pesanti. Ryouga lo fissò, sorpreso.
 

"Ritorna.", Ranma bisbigliò. "Per favore. Ritorna da Akane."
 
Ryouga scosse la testa. "No. Non posso lasciarti, Ranma."
 
Gli occhi di Ranma si aprirono di più, guardando Ryouga. "Fallo! " gridò, mordendosi le labbra come il dolore lo pugnalò di nuovo e di nuovo.
 
Ryouga caparbiamente ritornò il suo sguardo. "Non ti lascerò qui, Ranma. Tu l’hai promesso ai Tendo, e non stai mantenendo la parola. Noi torneremo insieme anche se dovessi trasportarti per tutto il viaggio." Prese il braccio di Ranma, tentando di tirarlo su.

Ranma schiaffeggiò via la mano.
 
"Non sto rompendo la mia maledetta parola." la sua voce era debole come un bisbiglio, e Ryouga dovette avvicinarsi per sentire le sue parole.


"Ryouga, ascoltami. Posso prendermi cura di me stesso. Per favore, vai avanti senza di me. Entrambi sappiamo che ti rallenterei."
 
"Ma Ranma - "
 
"Questo non è nulla. Starò bene appena la ferita smetterà di sanguinare. Credimi, sono stato ferito prima."
 
Ryouga lo guardò. "Da pallottole? "
 
Ranma sorrise debolmente. "No. Ma è più o meno la stessa cosa." disse. "Ryouga, per favore. Viaggerai più veloce da solo. Io - io ho paura che siamo in ritardo."
 
"Non sarebbe successo se tu non avessi insistito per lottare contro quei banditi, Ranma", disse Ryouga.
 
"Non potevo lasciare quelle ragazze da sole, e tu lo sai. Avresti fatto lo stesso." Guardò Ryouga. "Forza, stupido vai avanti! Io starò bene."
 
"Ma come tornerai? "
 
"Permettimi di riposare solo per un po’", mormorò a Ranma.

"Lo prometto, andrò via appena posso." Fissò il cielo. "Rapidamente, Ryouga, mentre c’è ancora luce. Prendi l'elenco delle istruzioni dal mio pacco. Vai subito alla clinica del Dott. Tofu. Lui saprà cosa fare."
 

Ryouga continuò a fissare Ranma, i suoi occhi si rannuvolarono di apprensione. Ranma tentò un sorriso debole. "Potrei pensare che tu sia quasi preoccupato per me, P-chan" mormorò.
 
Ryouga lo guardò male. "Non mi preoccupo di un bastardo come te", disse indignato.
 
"Bene." Ranma spinse da parte il braccio di Ryouga, e si pigiò la mano contro la ferita, stringendo i denti per il dolore. Ryouga lo guardava con pietà. Ranma lo fissò implorante, i suoi occhi blu-grigi erano pieni di dolore. "Per favore, Ryouga. Akane morirà in pochi giorni se tu non arrivi là presto."
 
Ryouga finalmente accennò col capo. "Sto facendo questo per Akane", disse a Ranma. "E tu faresti meglio a venire presto."
 
"Dì ad Akane di non preoccuparsi", disse leggermente Ranma. "Dille... dille... "
 
"Le dico che l’ami? " Ryouga finì quietamente.
 
Ranma lo fissò. Non rispose, ma Ryouga lo sapeva, e poteva vedere negli occhi di Ranma, quale era la sua risposta. Quella che era sempre stata.
 
Ryouga inarcò la testa, alzandosi. Prese l'elenco degli ingredienti per l'antidoto dallo zaino di Ranma, gettandogli brevemente uno sguardo, prima di metterlo nella sua borsa. Si stava mettendo lo zaino sulle spalle quando Ranma chiamò il suo nome.
 
Ryouga non si girò a guardarlo quando Ranma parlò. "Per una volta nella tua dannata vita, Hibiki, non ti perdere", disse adiratamente. "Dammi la tua parola."
 
Rabbia familiare si agitò attraverso Ryouga. "Sì, tu sei meglio, Ranma", disse arrabbiato. "Almeno io farò del mio meglio per tornare da Akane in tempo. Almeno io non sto mollando." andò via adirato.
 
Ranma guardò Ryouga finché lui scomparve. * Sì, io sto mollando, * pensò amaramente. * Sto rinunciando alla cosa migliore che ho mai avuto in tutta la mia vita. * Lottò contro l'assalto furioso del dolore, chiudendo gli occhi.
 
Cauto, si sdraiò sulla sua schiena, cercando di non sbattere il braccio contro la ferita. La sua mano scivolò nella sua camicia, afferrando la fotografia di Akane che aveva portato. Non aveva bisogno di guardarla, tuttavia.
 
Nonostante il dolore tormentoso che lacerava tutto il suo corpo, un sorriso apparve sulle sue labbra mentre pesava a lei. Ricordò l'ultima volta che l'aveva vista, alla clinica del Dott. Tofu, la sua faccia pallida e malaticcia, lo spirito caparbio che lui amava tanto in lei andato via dai suoi occhi, ma ancora, era il più bel viso che avesse mai visto.
 
La sua mano strinse la fotografia. Non voleva vederla in quella maniera. Invece, la sua mente si fece un'immagine di Akane come nella fotografia. Quello era il ricordo di Akane, così felice e vibrante e piena di vita, che lui voleva portare con se, da qui all’eternità.
 
* Mi dispiace, Akane, * pensò. * Avrei dovuto dirti che ti amo quando ne avevo l'opportunità. Ora è tardi. Mi dispiace. *
 
Nonostante la sua risoluzione, la faccia di lei striata di lacrime apparve alla sua mente, il dolore nel suo cuore quasi eclissava il dolore fisico lacerando il suo corpo. "Lo avevi promesso, Ranma", la sua voce urlò, piena di opprimente disperazione. "Avevi promesso di tornare."
 
Lacrime riempirono i suoi occhi, e Ranma prese un respiro profondo, il suo torace si alzò e abbassò pesantemente. * Akane... *
 
Stava rompendo la sua promessa a lei. Era impensabile per lui, sporcare il suo onore non mantenendo fede ad una promessa che aveva fatto. * Ma io non voglio che tu muoia, * pianse silenziosamente. * So che non lo farò, che sto mollando... Oh, dio, Akane non sai quanto fa male rinunciare a te, ma - qualsiasi cosa per te, Akane. Solo perché tu possa vivere. Qualsiasi cosa... *
 
Ranma poteva ancora sentire la voce di Akane nella sua testa mentre stava cominciando a perdere la battaglia con l’oblio. "Stai sveglio, Ranma! Dannazione, non lasciarmi."
 
Ranma chiuse gli occhi, facendo scendere le lacrime lungo le guance. Il suono della voce di Akane continuava ad echeggiare nella sua testa. Poteva sentire le lacrime di lei, l'angoscia nella sua voce. Tentò di concentrarsi su la sua immagine per tenersi sveglio, ma era troppo duro. Il suo corpo era intirizzito. Era così stanco.
 
"Akane", sospirò. "Mi dispiace così tanto... "
 
* L’ho fatto per te, Akane. Per favore non odiarmi per questo. Io ti amo... *
 
Ranma scivolò lentamente nell'oscurità, la sua mente piena di immagini di una Akane addolorata, i suoi occhi pieni di lacrime. * Mi dispiace, Akane. Per favore perdonami. *
 


* * * *
 
Nabiki era seduta accanto al letto di Akane, la sua testa si girò mentre scarabocchiava qualche cosa nel suo quaderno.
 

"Nnnnah... Rraaa... "
 
Le gettò uno sguardo, sorpresa. Akane si muoveva inquieta nel sonno, mentre borbottava parole incoerenti. Perline di sudore si stavano formando sulla sua fronte.
 
* Sta avendo un vero incubo, * pensò Nabiki, aggrottando le sopracciglia.
 
Avvicinò la sedia, per aggiustare le lenzuola sul corpo di Akane. Presto, cominciò a calmarsi, mentre la sua respirazione stava cominciando a tornare ad un ritmo normale.
 
Fuori, una raffica improvvisa di vento soffiò, facendo frusciare leggermente le foglie di un albero, e le tende nella stanza di Akane cominciarono ad ondeggiare. Nabiki si alzò in piedi per chiudere la finestra, e dopo un altro sguardo ad Akane, recuperò la sua cartella e lasciò la stanza per andare a casa.
 
Akane continuò a dormire, e questa volta, nessun incubo venne a disturbarla. Era distesa, quieta e serena, i suoi capelli scuri sopra il bianco del cuscino.
 
Più tardi, Tofu avrebbe annunciato che Akane era entrata in un coma.

 


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