Waiting for you
A Ranma ½ Fanfiction by Stiffanie Flores
Nota dell’autrice: Ranma 1/2 e tutti i suoi personaggi appartengono a Rumiko
Takahashi. Questa fanfic è scritta con il solo scopo di divertimento e per propria soddisfazione
http://www.angelfire.com/sd/Ranmafanfic/waiting.html
Traduttrice: Eugenia
Tradotta per il sito www.manganet.it
Capitolo 6°
Qualcuno dal passato
Ryouga tolse un ramo basso dal suo cammino, gettando uno sguardo intorno.
"Dannazione", mormorò a se stesso. Disse un paio di parolacce, maledicendo il
suo senso dell’orientamento.
* Come farò ad arrivare da Akane in tempo? *
Un'immagine di Ranma saltò alla sua mente. Ranma, che lo fissa, la sua faccia
contorta dal dolore. Ranma, che giace nel proprio sangue, i suoi occhi pieni di
determinazione.
Aveva fatto una promessa a Ranma, e se non altro, Ryouga Hibiki onorava la sue
promesse. Doveva tornare da Akane. Dopo che si sarà assicurato che sarebbe stata
bene, darà la caccia a quel demonio che ha dato il veleno ad Akane. Metterà a
soqquadro il mondo, farà giustizia per Akane, per quello che lei ha sofferto.
Lei poi si renderà conto del suo amore per lei. Lui, Ryouga Hibiki le porterà la
sua cura, non il suo fidanzato, Ranma che l’avrebbe dovuta proteggere e
difendere. Lei comprenderà che nessuno mai l’amerà come fa Ryouga, poi, vedrà
Ranma come lo spregevole, bugiardo ingannevole che è, e poi, lei....
Una voce nella testa di Ryouga lo castigò, calpestando tutti i suoi sogni ad
occhi aperti. Ranma ama Akane.
No!
Ryouga scosse violentemente la testa, rifiutando di accettare il fatto. Come
poteva Ranma amare Akane? Ranma era un stupido arrogante che non si preoccupava
di nulla eccetto vincere tutte le battaglie stupide alle quali partecipava, e
prendersela con povere anime come lui. Poteva uno me lui avere nel suo cuore un
posto per l’amore? Ranma voleva bene solo alle arti marziali. Faceva sempre del
male ad Akane, e l'insultava. No, lui non poteva amare -
Le ultime parole di Ranma echeggiarono nella mente di Ryouga. "Per favore,
Ryouga... Prosegui senza di me.... Dannazione, Hibiki non ti perdere... "
Contro la sua volontà, ricordò lo shock che aveva sentito quando Akane era
scomparsa, dopo che aveva toccato il Kinjakan. Il suo terrore era stato nulla
comparato a quello di Ranma. Ranma era rimasto in piedi, afferrando i vestiti di
Akane nelle sue mani, e sarebbe stato ucciso dall’attacco di Saffron se Ryouga
non l'avesse tirato via.
Nonostante tutto aveva cominciato a rispettare Ranma, se non per l'uomo che era,
almeno per le sue abilità. Era il più buon combattente che Ryouga avesse mai
conosciuto. Comunque, non era così facile ammettere che la donna che amava era
andata dall'uomo che lui aveva speso metà della sua vita ad odiare.
Come poteva portargli via l’unica donna che voleva bene a Ryouga, che gli aveva
mostrato gentilezza ed era stata sua amica? L’unica donna che Ryouga aveva mai
amato, e che desiderava con tutto il suo cuore che lo potesse ricambiare?
Un brontolio riempì il silenzio, e Ryouga alzò lo sguardo.
* Cosa è stato? * pensò, guardando intorno.
Comunque, c’era abbastanza silenzio, l'unico suono era l'incresparsi dell’acqua
che veniva dal ruscello vicino. Continuò a camminare, osservando intorno a sé
attentamente, pregando che i suoi piedi scegliessero la direzione corretta e lo
conducessero presto da Akane. Akane...
La sua mente andò ad un'immagine della sua faccia sorridente. Chiaramente, lei
stava sorridendo e stava abbracciando P-Chan al suo petto nell'immagine, ma la
sua mente eliminò quella parte. Ghignò felicemente mentre la immaginava dargli
il benvenuto col suo bel sorriso.
Un uggiolare acuto forò il silenzio, scuotendolo delle sua fantasticherie. Un
ornitorinco gigante apparve, con visibile solamente la testa tra gli alberi, e
stava guardando Ryouga. Lui deglutì, gelato sul posto.
L’animale fece un altro strillo acuto mentre lo attaccava. Gridando, corse
veloce come potevano le sue gambe, maledicendo la sua sfortuna. Poteva sentire
il caldo alito dell'animale sulla sua schiena, e i suoi passi enormi
echeggiarono in tutto il bosco.
Una voce infastidì Ryouga, ricordandogli alcuni fatti che aveva dimenticato e
che aveva lasciato in un lato della sua mente. Ma ignorò la voce bisbetica,
l’attenzione della sua mente era concentrata sul fuggire dall'animale.
Improvvisamente sentì la terra sparire da sotto i suoi piedi, ed inciampò,
precipitando con la faccia a terra. Dagli alberi sopra, si aprì una rete,
scaricando delle pietre su di lui.
Le pietre riuscirono solamente ad assordarlo per un momento, e quando guardò su,
vide l'animale che appariva in lontananza, i suoi occhi che brillavano
malauguratamente. Il suo becco puntava la sua testa, e lui gridò, chiudendo gli
occhi mentre alzava le braccia per rendere impraticabile il suo attacco.
Non venne mai. Sentì il grugnito di dolore dell'animale, seguito dal suono del
legno che si rompeva mentre colpiva contro un osso. Cautamente, aprì gli occhi.
Attraverso la nebbia circostante, vide la forma di un giovane, che stava in
piedi accanto all’animale che era precipitato a terra, tenendo uno spazzolone
sulla sua spalla destra.
Ebbe un senso di déjà vu. Rimase a terra, ancora scioccato, tentando di
riprendere il fiato.
Il giovane avanzò, diventando visibile. Ryouga prese un respiro mentre lui si
avvicinava. L’altro uomo lo guardò.
"Cosa stai facendo qui? Questo luogo è pericoloso... "
Ryouga alzò lentamente la mano e puntò un dito contro di lui.
"Tu sei... " bisbigliò, la sua voce piena di meraviglia.
Il giovane restrinse gli occhi sospettosamente. "Chi sei? "
* * * *
"Avvelenata, dici? "
Il nonno di Shinnosuke era seduto sul suo letto, ascoltando la storia di Ryouga.
Ryouga era seduto sul pavimento, Shinnosuke davanti a lui. Il vecchio uomo
scosse la testa con rammarico. " Povera ragazza ", mormorò. "Una ragazza dolce
come Akane."
Ryouga accennò col capo. "Non preoccuparti, nonno. Io ho la cura per Akane qui",
disse, accarezzando il pacco accanto a sé. "Ranma me l' ha data per portarla ad
Akane. Tutto quello che devo fare è tornare dai Tendo in tempo." Lui fremette.
"Tale grande atto di valore, per qualcuno come me."
Il vecchio uomo si grattò la testa calva. "Ranma? Il fidanzato di Akane? Perché
non è in questo viaggio con te? " Lui osservò suo nipote che fremeva alla
menzione dell'altro uomo, ma ignorò l’eloquente reazione.
Ryouga riferì rapidamente la storia del suo viaggio con Ranma per trovare la
cura, e delle ultime parole di Ranma, che gli aveva detto di andare via.
"Hai lasciato un uomo ferito da solo? " chiese il nonno di Shinnosuke, alzando
le sopracciglia.
"Oh no", assicurò. "Mi sono preso cura delle sue ferite. Lui ha insistito che
stava bene, e siccome ero molto preoccupato per Akane, sono stato d'accordo ad
andare avanti." ghignò. "Ranma è caparbio quasi come me. Era più facile
acconsentire piuttosto che lottare tutto il giorno."
Ryouga guardò fuori dalla finestra, osservando la luna che splendeva brillante.
"Oora dovrebbe essere in viaggio verso casa", disse, soprattutto a se stesso. In
fretta, si alzò. "Io dovrei andare- "
"Perché non resti qui per la notte? " offrì il vecchio. "Sarà meglio che passare
la notte nel bosco."
"Ma, io - "
"È il minimo che possiamo fare, dopo come ci hai aiutato con Orochi l'anno
scorso. Noi insistiamo. Non è vero, Shin? "
Shinnosuke lo guardò, sembrando confuso. "Cos - "
Suo nonno scosse la testa. "Non importa. * Io * insisto. Resta per la notte."
"Bene,
se lei è sicuro... grazie."
* * * *
Una cielo blu e senza fine apparve in lontananza sopra di lui, le stelle
facevano l'occhiolino allegramente, ed la luna splendeva brillante, gettando un
bagliore fioco su di lui.
Ma il giovane era dimentico a tutto questo.
Steso a terra, tutto quello che poteva vedere erano una bella giovane ragazza
con i capelli blu-neri, i suoi occhi marroni che splendono mentre gli sorrideva.
Ricordò la preoccupazione nei suoi occhi, quando pensava che lui stesse morendo.
La ricordò tenere la sua mano, la sensazione della sua pelle liscia sotto il suo
palmo.
Si scosse dai suoi pensieri quando sentì dei passi che si avvicinavano.
Presto, suo nonno si abbassò a terra accanto a lui.
"Fa freddo qui fuori, nonno" disse lui, senza guardare. "Cosa stai facendo? "
"Che cosa stai facendo * tu * qui fuori? " gli rispose suo nonno.
"Non riesco a dormire."
Il vecchio uomo replicò. "Chiaramente no. Stai pensando di nuovo a lei."
Lui si ritirò. "Di cosa stai parlando? "
Suo nonno gli diede un colpo sulla testa. "Akane, idiota. Devo urlare il suo
nome perché tu lo ammetta? "
Shinnosuke esitò prima di rispondere. "Stavo pensando solo come deve essere
terribile per lei, essendo avvelenata e il resto." Fece una pausa. "Io spero che
quel ragazzo torni in tempo."
"Perché non vai con lui per assicurartene? "
"Huh? " Girò la faccia per affrontare suo nonno.
"Mi hai sentito", rispose calmo. "Perché non vai con lui? "
Una
dozzina di emozioni contraddittorie si riflettevano sulla sua faccia, mentre
fissava suo nonno. Era preoccupato per Akane. Aveva paura che quello sciocco
sarebbe arrivato in ritardo. Avrebbe potuto vederla di nuovo. Lui ancora l’am -
No! Lei non amava lui.
Guardò da un’altra parte. "E’ meglio di no."
"Perché no, Shin? Io so che vuoi vederla."
Scosse veementemente la testa. "No"
"Shinnosuke - "
"No! " gridò. "Non posso vederla. Io devo dimenticarla! " Guardò negli occhi suo
nonno, implorandolo di capire. "Io voglia vederla. Voglio assicurarmi che stia
bene. Ma vederla vorrebbe dire amarla di nuovo. E non posso farlo. Lei non mi
ama. Non lo fa! "
"Shinnosuke." suo nonno posò una mano sulla sua spalla. "Tu ancora l'ami."
Seppellì la faccia nelle mani. "Io - "
Il vecchio sospirò. "Akane è una ragazza meravigliosa."
"Lo è", rispose, la sua voce era attutita. Si alzò, appoggiando la testa contro
il muro dietro di sé. "Ci sono dei momenti quando penso a lei, e mi pento di non
averle mai detto cosa sentivo per lei. Forse avrei potuto avere un'opportunità.
Se io glielo avessi detto, forse... " Si interruppe, scuotendo la testa. "Ma lei
ama lui. So che lei lo ama."
"Sì, io credo che lei lo ami." Suo nonno fece una pausa, guardandolo. "Anche lui
ama lei, lo sai. Ti può essere di conforto? "
Shinnosuke stette in silenzio per un po’ prima di rispondere. "Sì, credo di si,
un po’. Perché se lui non l'amasse, io lotterei fino alla fine per lei. Ma lui
l’ama. E loro sono felici."
"È buono che tu possa accettarlo, Shinnosuke. Ora rientra."
"Sì, ok."
Entrambi stettero zitti per un po’, perduti nei loro pensieri.
"Nonno
- "
"Shinnosuke - "
Si fissarono goffamente l'un l'altro. Shinnosuke sorrise debolmente. "Vai prima
tu", lui offrì.
Suo nonno accennò col capo. "Penso che dovresti andare a trovarla." Shinnosuke
aprì la bocca per dire qualche cosa, e lui alzò la mano, per dirgli di stare in
silenzio.
"Permettimi di finire", disse. "Sei preoccupato per Akane, lo so. Come me.
Dovresti andare a trovarla. Non pensare ad altro. Perché il fatto è, Shin, che
lei adesso ha bisogno di te, anche se non lo sa." Sorrise a suo nipote. "Tu sei
il solo che può portarle la sua cura in tempo, Shinnosuke. Nessun altro tranne
te."
Accarezzò la spalla di suo nipote. "Akane è una ragazza molto dolce, come ho
detto. Pensa a te come un amico. Sarebbe contenta di vederti di nuovo."
Shinnosuke sorrise ansiosamente. "Sì, lei lo sarà." Gettò uno sguardo a suo
nonno. "Stavo per dire che ho deciso di andare via domani con Ryouga."
"Huh? "
Sorrise leggermente all'espressione stupita di suo nonno. " Solo diciamo che
adesso sto mettendo il benessere di Akane sopra tutto il resto."
I suoi occhi oscurarono. "Non importa se non mi ama. La cosa più importante è
che stia bene. Voglio assicurarmi che stia bene."
Si rivolse a suo nonno. "Cosa farai tu? "
Il vecchio sventolò la mano. "Io starò bene, non ti preoccupare. E mi prenderò
cura di tutto mentre tu sarai via." sorrise a suo nipote. "Sono contento che tu
abbia preso la decisione corretta, Shinnosuke."
"Sei sicuro che starai bene, nonno? "
"Chiaramente starò bene. Non ti preoccupare."
* * * *
Ryouga si inchinò. "Grazie per la vostra ospitalità", disse formalmente. "Ma ora
devo andare via ".
Si girò per andarsene, ma la voce di Shinnosuke lo fermò. "Aspetta. Verrò con
te."
Ryouga lo fissò incredulo. "Perché? "
Shinnosuke ricambiò il suo sguardo fisso. "Nessuna offesa, ma voglio essere
sicuro che tu arrivi da Akane in tempo."
Ryouga
soffocò un'onda di rabbia irrazionale. * Ha ragione, * disse a se stesso. * Hai
bisogno del suo aiuto. Non tornerai mai in dietro in tempo da solo. *
Ricordò il poco tempo che aveva passato qualche tempo fa a Ryugenzawa.
Non erano ricordi molto belli, aveva passato quasi tutto il tempo preoccupandosi
se Akane si stesse innamorando dell'altro ragazzo. Ora guardando Shinnosuke,
Ryouga si chiese se lui ancora amasse Akane.
Allontanò quei pensieri ed accennò col capo. "Grazie. Accetto il tuo aiuto."
Shinnosuke si rivolse a suo nonno. "Tornerò appena posso", promise.
Il vecchio accennò col capo. "Non preoccuparti per me, Shin" gli disse. "Solo
affrettatevi ad andare a Tokyo, e assicurati che Akane abbia il suo antidoto. Io
starò bene qui."
Shinnosuke prese il suo zaino. "Andiamo? " chiese a Ryouga.
"Sicuro." Ryouga si avviò a camminare per il percorso.
"Uh... Ryouga? Il villaggio è da * questa * parte", urlò Shinnosuke.
Ryouga arrossì, e si girò nella direzione corretta. "Forse dovresti condurre tu?
" suggerì timidamente.
Il nonno di Shinnosuke guardò i due giovani uomini scomparire lungo il percorso.
"Sii accurato, ragazzo mio ", disse a bassa voce.
* * * *
I Tendo, più Genma erano raggruppati nella stanza di Akane, guardando
ansiosamente l'un l'altro.
"Oh mio Dio", disse Kasumi. "Perché non sono ancora qui? Perché, sta cominciando
a diventare buio fuori, e... "
"... e se loro non tornano in tempo, io li farò pentire per il resto delle loro
vite", finì Nabiki, aggrottando le sopracciglia.
Genma si sedette su una sedia, incrociò le braccio davanti al suo torace. "Quel
mio figlio ingrato ", disse acidamente. "Quando torna a casa, io... "
Nabiki sospirò. "Andrò di sotto a controllare se il Dott. Tofu ha qualche
notizia", annunciò, precipitandosi fuori della stanza.
Incontrò Tofu che saliva dalle scale. "Dott. Tofu! Cosa faremo? Sta diventando
tardi, e... "
Improvvisamente lei guardò oltre, fissando un giovane poco familiare che stava
arrivando dietro a Tofu. "Mi dispiace, ma - "
Solo dopo, Ryouga apparve dietro all'estraneo. Gli occhi di Nabiki si
restrinsero. "Tu! Come mai ci hai messo così tanto, tu - "
Tofu alzò la mano camminandole velocemente oltre. "Non c’è tempo per questo,
Nabiki. Hanno portato la formula per l'antidoto, e devo portare subito Akane
nella stanza degli esami. "
Nabiki guardò Tofu allontanarsi e girare l'angolo verso la stanza di Akane. Si
girò a guardare Ryouga ed il suo compagno, focalizzando il suo sguardo fisso
sull'estraneo. "E lei è... "
"Il mio nome è Shinnosuke", rispose lui. "Io - "
"Shinnosuke! " Nabiki esclamò. "Da Ryugenzawa? "
Lui aggrottò le sopracciglia. "Eh... La conosco? "
Nabiki scosse la testa. "Akane non stava scherzando, eh? " Sorrise. "Io sono
Nabiki, la sorella di Akane."
Shinnosuke accennò col capo. "Lieto di conoscerla."
"Perdonami se te lo chiedo, ma cosa stai facendo qui? "
Ryouga si schiarì la gola. "E’ una storia lunga", Nabiki-san. "Forse - "
"K-K-Kasumi! "
Nabiki si ritirò al suono. "Oh dio, ho dimenticato! " gemette.
Voltandosi, fece una volata verso la stanza di Akane. Ryouga e Shinnosuke la
seguirono.
Guardò gli occhiali annebbiati di Tofu, afferrò il suo braccio e lo trascinò
fuori dalla stanza. "Venga, Dottore", disse.
Nabiki guardò Shinnosuke. "Tu! Prendi Akane e seguici di sotto."
Shinnosuke accennò col capo ed avanzò più vicino al letto di Akane. Guardò in
giù alla sua figura pallida, esanime e si ritirò internamente. "Akane... "
"Shinnosuke! " Nabiki urlò impaziente.
Alzò lo sguardo. "Mi dispiace! " Prese delicatamente Akane tra le sue braccia, e
seguì Nabiki fuori dalla stanza.
Gli occhi di Tofu cominciarono a chiarire a metà strada lungo i gradini.
"Nabiki! Cosa - "
Nabiki accennò col capo dietro. "Stiamo portando Akane di sotto, Dott. Tofu.
Forse lei potrebbe continuare il suo esame là? "
Tofu accennò col capo. Come loro giunsero al primo piano, lui li condusse nella
stanza degli esami, ed indicò il letto nel mezzo della stanza.
"Metti qui Akane e aspettami fuori", disse, tornando in se stesso.
Shinnosuke posò dolcemente Akane sul letto, e stette per un po’ in piedi
guardando verso di lei, il suo cuore che doleva a come pallida e tirata lei
appariva, totalmente diversa dalla dolce, ragazza coraggiosa che lui amava...
Sentì una mano sulla sua spalla e guardò su. "Starà bene, ora che hai portato
l'antidoto", Tofu lo rassicurò.
Shinnosuke accennò col capo. Si voltò per lasciare la stanza. "E’ meglio che
aspetti fuori... "
Tofu sorrise. "Bene, Shinnosuke." Così, accompagnò fuori Shinnosuke, e chiuse le
tende, schermandoli dal vedere.
Shinnosuke entrò nella sala d’attesa e vide Nabiki che sedeva su un divano. Si
avvicinò e si sedette davanti a lei.
"Quindi", Nabiki disse nel momento in cui lui si era seduto. "Cosa ti porta qui?
"
Shinnosuke chiuse gli occhi. "Il vostro amico Ryouga si era perso e vagava
vicino alla nostra casa. L’ho trovato e l’ho portato a casa con me. Ci ha
raccontato di quello che era accaduto, ed io... ho deciso di venire ed aiutarlo
a tornare qui in tempo."
Nabiki sospirò. "Avevo intuito che fosse così." aggrottò le sopracciglia. "Ma...
cosa è successo a Ranma? "
Lui scosse la testa. "Dovresti chiedere a Ryouga. Tutti quello che so è che lui
è stato ferito, e - "
Il cipiglio di Nabiki si approfondì. Poco dopo, Ryouga entrò nella stanza,
guardando confusamente intorno a lui. Nabiki sospirò. "Siamo qui, Ryouga" lo
chiamò.
Ryouga la guardò, sollevato. "Finalmente vi ho trovati! " Si sedette in un posto
accanto a Nabiki sul divano lungo. "Non hai idea di quanto tempo sono stato - "
Nabiki sbuffò. "Conoscendoti, credo di saperlo."
Ryouga aggrottò le sopracciglia. "Tu assomigli troppo a Ranma per i miei gusti."
Nabiki sorrise. "Parlando di Ranma", parlò in modo lento, "mi dici cosa è
successo in quella montagna? Perché non è ritornato con te? "
"Sì, ragazzo", Genma alzò la voce, entrando nella stanza dietro a Soun. "Dove è
mio figlio? "
Ryouga accennò col capo, ed aspettò finché Soun e Genma si fossero seduti prima
di cominciare. Poi, disse loro tutto, senza tralasciare un solo dettaglio.
Tutti stettero in silenzio per un po’ dopo che Ryouga ebbe finito la sua storia.
Alla fine, Genma urlò. "Quindi - tu l’hai lasciato lassù? Da solo? " La sua voce
salì sull’ultima parola.
Ryouga si ritirò. "Me l’ha detto lui", disse difensivamente. "E lo dovete
ammettere, non avevamo nessun altra alternativa. Non saremmo arrivati in tempo",
aggiunse, gesticolando verso se stesso e Shinnosuke.
"L’avresti almeno dovuto aiutare a trovare aiuto prima di lasciato, Ryouga"
disse Nabiki. Lei si inclinò e sospirò. "Chi sa dov’è lui? "
"Non ti preoccupare, Nabiki-san", disse Ryouga. "Era seduto e stava parlando
quando l’ho lasciato. Sarebbe dovuto essere in grado di arrivare da qualcuno per
trovare aiuto."
"Però", disse Shinnosuke, partecipando alla discussione per la prima volta, "è
abbastanza lontano dal villaggio. E se lui era ferito... "
Nabiki sorrise. "Probabilmente sta bene, Shinnosuke. Ho visto Ranma prendere un
brutto colpo da Kunou una volta, e ancora era capace di alzarsi e camminare come
se niente fosse successo."
Aggrottò le sopracciglia. "Comunque è meglio se qualcuno va a cercarlo. Solo per
essere sicuri... "
Tutti gli occhi si rivolsero a Genma che cedette sotto gli sguardo multipli che
lo fissavano. "Cosa? "
"E’ suo figlio", disse Ryouga. "Lei dovrebbe andare."
"Ehi!
Tu sei quello che lo ha abbandonato! "
Ryouga lo guardò male, ma prima che potesse rispondergli, Nabiki lo precedette.
"Zio Genma, se Ryouga andasse a cercarlo, si perderebbe e ci provocherebbe
ancora più guai. Noi poi avremmo * due * piccoli ragazzi perduti da cercare."
Ryouga le lanciò uno sguardo arrabbiato, al quale Nabiki rispose con un piccolo
sorriso.
Soun
schiaffeggiò la schiena del suo amico. "È meglio se vai tu, Genma", disse.
"Pensa a quello che direbbe Nodoka se tu rifiutassi", gli suggerì.
Genma impallidì alla menzione di sua moglie che era in visita ad un’amica per
alcuni giorni. "Va bene", disse rassegnato. "Andrò via domani mattina."
"Oh, ed un'altra cosa", disse Nabiki, "nessuno dica ad Akane di questo, ok? "
Gettò uno sguardo alla stanza. "Non dobbiamo farla preoccupare per lui adesso."
Tutti
accennarono col capo in accordo. Subito dopo, Tofu entrò nella stanza. "Mi
dispiace, ve lo avrei dovuto dire prima", disse. "Ci vorrà ancora del tempo, e
forse potete andare a casa a cenare, e ritornare dopo. Avrò i risultati pronti
per voi."
Nabiki accennò col capo e si alzò. "Grazie, Dott. Tofu." Guardò al resto degli
occupanti della stanza. "Bene, venite", disse loro. "Sto morendo di fame."
Soun accennò col capo a Ryouga e Shinnosuke e sorrise. "Voi due ragazzi siete i
benvenuti a cenare con noi. Ci farebbe piacere avervi con noi."
Aggrottò le sopracciglia. "E poi, non avete un posto dove andare per la notte,
vero? "
Ambo i ragazzi scossero la testa. Soun accennò col capo. "Allora siamo
d’accordo. Potete stare a casa mia. "
"Papà", Nabiki si intromise, "non abbiamo più stanze nella casa." Sorrise ai due
ragazzi. "Potete stare nel dojo forse, se non è un problema."
Shinnosuke cominciò a scuotere la testa. "No, non sarebbe gentile imporsi... "
Soun lo fece tacere con un'occhiata. "No, ragazzo, non sarebbe gentile rifiutare
la nostra offerta. È il minimo che possiamo fare, dopo tutto quello che avete
fatto per aiutare mia figlia Akane." Scosse la testa. "Siamo d’accordo. Starete
nel nostro dojo."
Senza un'altra parola, Soun li oltrepassò, il suo buon spirito era ripristinato
dopo essersi assicurato del ricupero di Akane. Cominciò a scherzare -
naturalmente con Genma, invitandolo ad un altra partita di shogi prima che
partisse la mattina dopo per cercare Ranma. Ryouga e Shinnosuke erano rimasti
indietro guardandosi l'un l'altro indecisi.
"Cosa pensi? " chiese Shinnosuke.
Ryouga alzò le spalle. "Pensò che vada bene. Dopo tutto, Ranma e suo papà sono
ospiti in casa loro da più di un anno, e sono sicuro che sono abituati ad avere
visitatori." sorrise. "Inoltre, è meglio che accamparsi di nuovo fuori nel
parco. " Fece una smorfia. "Quello sarebbe, se io potessi trovare la strada per
il parco da solo. "
Shinnosuke accennò col capo. "Ho capito." guardò Nabiki che lo schiaffeggiò
sulla spalla quando camminò oltre di lui.
"Sbrigatevi se non volete lasciarvi sfuggire la cena", disse. Sorridendo,
chiese, "Non hai ancora provato la cucina di Kasumi, vero? "
Scosse la testa mentre lui e Ryouga si affrettarono a seguirla. "È buona come la
cucina di Akane ? " chiese, sorridendo alla memoria.
Nabiki
si fermò e lo fissò. "La cucina di Akane? * Buona *? "
Shinnosuke accennò col capo. "Beh, sì. La sua zuppa di miso era deliziosa." Poi,
aggrottò le sopracciglia. " C'erano poi, quegli spuntini che aveva preparato per
il nostro viaggio, e loro erano terribili. Ma diventò così agitata dopo ciò, ed
io ho pensato che forse c’era qualcosa di sbagliato in * me *... "
Nabiki rise. " La cucina di Akane è sempre terribile, Shinnosuke. Così tanto che
solo Ranma è capace di digerirla senza morire."
"Ma allora la zuppa di miso? "
Sollevò le spalle. "Probabilmente era una di quelle rare volte in cui * non *
aveva rovinato la ricetta. È accaduto una volta o due. Infatti", aggiunse, "
riuscì a cucinare un pasto abbastanza decente di riso al curry prima che andasse
via per venire a Ryugenzawa, e ognuno rifiutò di mangiarlo, e noi tutti pensammo
che fosse fuggita per questo." Sorrise. "Ma chiaramente avevamo torto. Lei venne
a Ryugenzawa per cercarti."
Lui
aggrottò le sopracciglia. "Non capisco."
Nabiki alzò due dita di fronte a lui. "2000 yen, e te lo dirò."
Shinnosuke la guardò confuso, quando la risata di Ryouga rimbombò accanto a lui.
* * * *
Shinnosuke era seduto sul divano, tentando di giocare a poker con Ryouga e
Nabiki, quando Tofu entrò nella stanza, sorridendo.
"Buone notizie", annunciò. "Akane è sveglia, e con un paio di giorni di riposo a
letto, mi aspetto che stia bene".
Shinnosuke esalò il respiro che non si era reso conto di trattenere, e guardò
agli altri occupanti della stanza. Un'espressione di sollievo passò sul volto di
Ryouga, e Nabiki fece solamente un sorriso debole. Il padre di Akane, Shinnosuke
notò, stava cominciando a piangere incontrollabilmente, mentre Genma inutilmente
tentava di calmarlo.
"Possiamo vederla? " chiese Nabiki.
Tofu accennò col capo. "Ma solamente per un poco ", avvertì. "Voglio che si
riposi molto."
Nabiki si rivolse a suo padre. "Papà, o smetti di piangere ora o non ti è
permesso di venire su nella stanza di Akane, " minacciò.
Soun tirò su col naso ed si asciugò gli occhi con le mani. "Va bene."
"Noi andiamo per primi, e tu e zio Genma potete entrare dopo di noi", gli disse
Nabiki. Si girò e fece segno a Shinnosuke. "Vieni", lo invitò. "Andiamo a vedere
Akane."
* * * *
La prima cosa che Shinnosuke notò era la pallidezza della sua carnagione. Era
distesa silenziosa ed ancora nel suo letto, ma la sua respirazione era leggera e
regolare, e lui si rilassò un po’.
"Akane? " Disse leggermente Nabiki. "Siamo qui. Puoi sentirmi? "
Shinnosuke guardò come i suoi occhi si aprirono lentamente, ed un sorriso debole
toccò le sue labbra pallide mentre guardava sua sorella. "Nabiki", disse
leggermente.
Nabiki sorrise. "Sono felice che ti ricordi di me", le disse aridamente, una
traccia del suo umorismo era ritornata normale. "Possiamo definitivamente
eliminare l’amnesia come un effetto collaterale".
Il suo sguardo fisso andò leggermente attraverso la stanza con lentezza
tormentosa, fino a che finalmente fissò Shinnosuke. Lui tentò di costringere il
suo viso intirizzito a sorridere come vide lo sguardo di lei fisso su di lui.
"Shin- " bisbigliò. "Shinno... "
"Si", disse. "Sono io, Akane."
"Shinnosuke è venuto con Ryouga insieme alla tua cura, Akane" disse Nabiki.
Akane non sembrò sentirla, come il suo sguardo fisso continuò ad analizzare la
stanza ansiosamente. Alla fine, si girò guardare a Nabiki. " Ra... nma? "
"Non ti preoccupare di lui, sorellina" le disse. "Preoccupati solo di stare
bene, e prima che tu immagini, noi ti riporteremo a casa... "
"Ranma? " insistette, il sua voce tremava.
"Ranma... è un poco in ritardo", Shinnosuke improvvisò, tentando di sorridere in
maniera rassicurante ad Akane. "Lui... "
"Lui si doveva prendere cura di alcune cose, così a chiesto a me di andare
avanti", aggiunse Ryouga. "Poi... "
"Poi Ryouga si è incontrato con me, ed io l’ho accompagnato di nuovo qui a
Tokyo", finì Shinnosuke.
Nabiki sospirò e guardò Akane. "Dovrebbe ritornare in un paio di giorni,
Akane", le disse. "zio Genma andrà via stasera per portare a casa Ranma. "
Akane era quieta, e Nabiki tentò di fare un commento intelligente. " Dopo tutto,
Akane, tu non vuoi che lui ti veda così debole, no?" scherzò. "In alcuni giorni
ritornerai come prima, e poi gli farai vedere chi è il capo."
"Io * non * sono preoccupata per quello stupido."
"Bene", disse Nabiki. "Lui può prendersi cura di se stesso. Presto sarà qui
soddisfatto e fiducioso e tu ti pentirai di aver chiesto che lui tornasse".
Lei chiuse gli occhi e sospirò, la sua voce che diventava più debole e più
debole. "Ma io voglio... che torni... indietro... "
Shinnosuke distolse lo sguardo, tentando di mascherare l'angoscia che la sua
voce richiamava in lui. Era stato un errore venire qui, lo sapeva. Lo sapeva
dall’inizio, ma doveva assicurarsi che lei stesse bene davvero, anche se avrebbe
dovuto andare via nel momento in cui aveva portato in salvo Ryouga, nella
clinica del dottore...
"Si è addormentata", disse leggermente Nabiki. "Bene. Non andava bene farla
preoccupare per lui adesso... "
* E’ giusto, * pensò Shinnosuke. * Non mi devo preoccupare di lei ora. Ho fatto
il mio lavoro, lei è guarita, posso andare a casa e posso riprendere la mia vita
dove l’ho lasciata, lottando contro animali giganti per proteggere il
villaggio... *
Tentò di ignorare la sensazione di vuoto nel suo torace e seguì silenziosamente
Nabiki e Ryouga fuori dalla stanza.
* * * *
"Cosa stai facendo? "
Shinnosuke si girò a guardare Ryouga che stava in piedi dietro di lui, mentre lo
guardava confuso.
"Sto andando a casa", rispose, comprimendo rapidamente le sue cose nel suo
zaino. "Ho fatto quello che dovevo fare, e devo andare a casa. Il nonno mi sta
aspettando... "
"Certamente puoi stare un po’ di più", disse Ryouga. " Non c'è fretta che tu
torni... "
"Shinnosuke."
Entrambi i ragazzi si girarono alla debole, voce femminile. Kasumi stava in
piedi nella via d'accesso del dojo, fissandoli intensamente. Shinnosuke si alzò
dalla suo posizione, e guardò mentre Kasumi camminava verso di lui.
"Perché stai andando via così presto? " gli chiese.
"Ho lasciato mio nonno nella foresta da solo, Kasumi-san, ed ho promesso che
sarei tornato... "
"Quella è l'unica ragione? "
"Mi sono imposto abbastanza a lungo alla vostra ospitalità", borbottò guardato
da un’altra parte. Poteva dirgli che amava ancora sua sorella ed il modo in cui
lei stava languendo per un altro uomo lo riduceva in pezzi, poteva?
"Bene." Shinnosuke alzò lo sguardo quando Kasumi parlò. "Se quella è l'unica
ragione, devo insistere perché tu stia ancora un po'."
"Ma - "
Gli sorrise dolcemente. "Noi dobbiamo ancora ripagarti per essere venuto in
nostro aiuto, Shinnosuke. Hai salvato la vita di Akane. "
Lui arrossì. "Non ho fatto niente. Ho solo aiutato Ryouga... "
"Nondimeno, siamo in debito con te, e tu devi restare finché non ti abbiamo
rimborsato." Lei sorrise di nuovo, e Shinnosuke trovò duro risponderle.
"Niente ma. Resta, per favore."
Senza aspettare la sua risposta, si girò, e lasciò il dojo, e mentre andava via
Shinnosuke la fissava indifeso.
"Le parole di Kasumi sono giuste", ribadì Ryouga, sorridendo a Shinnosuke. "Puoi
stare qualche giorno in più. Che danno può fare? "
A parte metterlo nella presenza continuata della donna che amava, ma che sapeva
di non poter mai avere? Nessun danno, davvero.
* Ma tu vuoi restare, * una voce nella sua testa insisteva. * Ammettilo, questo
è quello che vuoi, così puoi stare con lei, e forse puoi ancora avere
un'opportunità... *
* Zitto, * rispose mentalmente. * Chi ti vuole ascoltare in ogni modo? *
Le voci nella sua testa continuarono a chiacchierare allegramente, e Shinnosuke
sospirò sottomesso. * Forse solo un po’... *
* * * *
"Non vedo perché devo fare questo", Genma borbottò. "Mio figlio può badare a se
stesso."
"Forse è così, Genma", disse Soun. "Ma è il dovere di un padre di preoccuparsi
di suo figlio. Sarebbe meglio se tu andassi a vedere perché lui non è ancora
tornato."
"Sta privando il suo vecchio padre del suo meritato riposo ", Genma continuava a
lagnarsi. "Quando lo vedo, gli dirò una cosa o due... "
"Fallo, Genma, vecchio amico" lo interruppe Soun. "Adesso vai."
Soun lo spinse praticamente nel treno, e sventolò un ciao allegramente, mentre
il treno cominciava ad allontanarsi dalla stazione.
* * * *
Akane scese giù per cena. Kasumi sorrise brillantemente a sua sorella. "Akane!
Ora ti senti bene? "
Lei accennò col capo. "Ma non dovresti rimanere di sopra? " Kasumi si agitò.
"Sei a casa solo da questa mattina, e... "
Akane rise. "Sto bene, sorellina. Non ti preoccupare. Qualche notizia di Ranma?
"
Kasumi scosse la testa. "Ho paura di no, Akane. Non ti preoccupare, comunque",
la rassicurò. "Sono sicura che zio Saotome porterà presto Ranma indietro."
Nabiki bevve la sua lattina di aranciata. "Mi sembri molto preoccupata,
sorellina", commentò. "Voglio dire, per qualcuno che nei mesi passati dicevi di
odiare."
Akane gettò uno sguardo a sua sorella. "Non ho mai detto che odio Ranma,
sorellina."
Fece una pausa, pensando. "Anche se lui mi fa così arrabbiare la maggior parte
del tempo."
Nabiki alzò le spalle. "È la stessa cosa."
Kasumi sorrise dolcemente. "L’avresti dovuto vedere durante i primi giorni che
eri inconscia, Akane", le disse. "Era davvero preoccupato."
"Lo so." Akane alzò le sopracciglia preoccupata. "Ma se non dovesse tornare
indietro? "
Fu tirata fuori dei suoi pensieri dalla voce di Kasumi. "Akane."
"Cosa? "
Guardò ad Akane con un rimprovero gentile nei suoi occhi. "Sii gentile con Ranma
quando ritorna, Akane. E’ il tuo fidanzato."
"Io sono sempre stata gentile con quello stupido- "
"Akane." Lei si zittì al comando leggero di sua sorella. Kasumi scosse la testa.
"Non lo offendere. E non cercare intenzionalmente delle lotte con lui."
Kasumi mise entrambe le mani sulle spalle di Akane. "Lui ha salvato la tua vita,
Akane. Ha rischiato la sua per andare a cercare la tua cura. Questo suona come
un fidanzato che non si cura di te? "
Akane scosse la testa. "No, sorellina. Ho capito, forse ho sempre saputo che
lui... si cura... di me."
Kasumi accennò col capo. "Ogni volta che lo vedo lottare per te, proteggerti, o
rischiare la sua vita per salvare la tua, mi fa così felice, sapere che il tuo
amore è ricambiato."
Akane aprì la bocca per protestare. Kasumi mise il suo dito sulle labbra di
Akane, facendole segno di stare zitta. "Io so che ami Ranma, Akane. Lo so da
mesi. Non mentirmi." Le sorrise di nuovo.
"Non devi avere paura di esprimere i tuoi sentimenti, Akane."
Akane inarcò la testa, incapace di pensare a qualsiasi cosa da dire. Kasumi
dolcemente la accompagnò fuori dalla cucina. "Vai e riposati un po' mentre io
preparo la cena."
Akane camminò fuori, verso il dojo. Posò una mano sul muro, i suoi occhi che
analizzavano la stanza. Le cose di Ryouga e di Shinnosuke erano accumulate in un
angolo del dojo, ma i due ragazzi erano usciti per delle commissioni per Kasumi.
Era da sola.
Affondò lentamente al pavimento, inclinando la testa contro il muro. Si strinse
le ginocchia al torace, ed avvolse le braccia intorno a loro.
"Ranma", bisbigliò, fissando il soffitto.
Non poteva entrare nel dojo senza pensare a Ranma.
Qui loro spesso facevano a pugni - o almeno Akane tentava di colpirlo mentre
Ranma ballava disinvoltamente intorno a tutti i suoi colpi, frustrandola senza
fine - e qualche volta lei entrava e stava di fronte alla via d'accesso,
guardando con un sorriso inconscio sulla sua faccia mentre Ranma faceva i suoi
kata quotidiani, il suo corpo che si muoveva con una grazia fluida...
*Per favore ritorna presto, Ranma. Ti sto aspettando. *
Kasumi aveva ragione. Lei... amava... Ranma. Era uno dei segreti che teneva
chiusi nel suo cuore. Amava la sua forza, la sua fiducia. Amava il suo modo di
rivolgersi a lei, e il sorriso, i suoi brillanti occhi blu-grigi. Amava il modo
in cui la sua mano teneva la sua, la sua pelle ruvida contro il suo palmo.
Aveva pensato tante volte, che lui si preoccupava di lei. A Jyusenkyo, aveva
pensato che lei fosse morta. Aveva tenuto stretto il suo corpo, sussurrando
parole tenere, le sue lacrime che scendevano lungo le sue guance. Sicuro,
l'insultava sempre, e si prendeva gioco di lei. Le faceva così tanto male con le
sue parole spensierate, che lei non poteva mai sopportare di dividere il suo
segreto con nessuno.
Come poteva amare quello stupido insensibile?
Era avventato e maleducato, ed andava dietro ad altre tre ragazze.
Ma
quando Akane pensava a Ranma, non pensava alle sue azioni avventate, o alle sue
brutte parole. Ricordava la sua voce gentile, i suoi occhi espressivi, il suo
sorriso fiducioso. E soprattutto, si ricordava la sua faccia preoccupata, quando
lei aveva riguadagnato coscienza e lo aveva fissato, i suoi occhi pieni di
lacrime.
Ed ultimamente, quando pensava a lui, ricordava la preoccupazione nei suoi
occhi, mentre la guardava nella clinica del Dott. Tofu... o il calore delizioso
del suo corpo vicino a lei, mentre la teneva nelle sue braccia, e il suo profumo
maschile e muschiato che riempiva i suoi sensi di euforia...
* Io ti amo, Ranma * pensò. * Voglio che noi abbiamo un’altra opportunità. Lo
meritiamo dopo essere passati attraverso molte cose. *
Ricordò le parole di Kasumi. "Sii gentile con Ranma... "
"Lo farò", si promise. "Per favore, dacci un'altra opportunità."
La porta anteriore si aprì, all’improvviso. Lei si spaventò, e girò la testa per
vedere chi era.
Genma Saotome entrò, portando un grande pacco con lui. Akane era così felice di
vederlo, che non notò l'espressione distrutta nei suoi occhi.
"Zio Saotome! " gridò. Affrettatamente, si precipitò verso di lui, quasi
scontrandosi.
Anelando, Akane guardò intorno. Nessuno era entrato dopo Genma, e il cancello
era ancora aperto. "Dove è Ranma? "
Genma si gettò sul pavimento, un singhiozzo soffocato che scappava dalle sue
labbra. Akane si inginocchiò accanto a lui, ammalata di preoccupazione. "Dove è
Ranma? " ripeté. Oh no. E’probabile che si sia fatto male. Oh dio, fa che stia
bene.
Kasumi, Nabiki, e Soun si precipitarono fuori per salutare Genma. Ryouga e
Shinnosuke dietro di loro. Tutti si fermarono all’improvviso quando videro Akane
inginocchiata accanto a Genma.
Il padre di Ranma stava singhiozzando incontrollabilmente, le sue spalle larghe
scuotevano. Akane lo scosse violentemente, il suo cuore batteva selvaggiamente.
"Saotome." Soun stette in piedi accanto al suo amico. "Dove è tuo figlio? "
Il pacco cadde dalle spalle di Genma, facendo un rumore forte.
Il risvolto si aprì, e Soun ansò per lo shock.
Akane era seduta di fronte a Genma, e non poteva vedere quello che aveva agitato
suo padre. "Cosa c’è, papà? "
Soun si inginocchiò a terra, il suo corpo scuoteva. Voleva che le sue mani
smettessero di tremare, e si avvicino al pacco. Aprì lentamente il pacco,
tirando fuori il suo contenuto.
Akane vide i capelli neri scomposti, la camicia rossa lacerata. Rilasciò il
fiato che non si era resa conto di trattenere. Ranma. Lui sta bene.
Alzò lo sguardo per sorridere di sollievo alle sue sorelle, quando vide
l'espressione di panico sulla faccia normalmente allegra di Kasumi.
Qualche cosa non andava. Il padre di Ranma ancora stava piangendo. E Soun Tendo
cominciò ad accompagnare il dolore del suo amico, i suoi singhiozzi che
risuonavano nelle sue orecchie.
* Perché il padre di Ranma lo ha riportato in un sacco? *
Cominciò a capire. Akane fissò Ranma, il suo cuore batteva all’impazzata. No.
Non può essere.
Lentamente, strisciò al lato di Ranma, la sua mano tremava mentre mise la mano
sulla sua faccia. La sua pelle era fredda al tocco.
I suoi
occhi andarono al sangue essiccato sulla sua camicia, e sulla benda avvolta
intorno al suo addome. La sua camicia di seta era lacerata, e le sue braccia e
la faccia erano sporche. Ma nonostante i suoi capelli messi in disordine, e lo
sporco sulla sua faccia, aveva una pacata, anche felice espressione.
Stava fissando il corpo morto del suo fidanzato.
Akane aprì la bocca per gridare, ma nessun suono uscì. Il suo cuore batteva
dolorosamente, i suoi polmoni le facevano male per le lacrime che stava
trattenendo.
Kasumi abbracciò Akane. Akane poteva sentire i singhiozzi leggeri della sorella,
ed i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Singhiozzò leggermente, avvolgendo le braccio intorno a sua sorella.
Nabiki
stette in piedi accanto a Kasumi, guardando Akane con occhi pieni di dolore. I
singhiozzi di Akane aumentarono, angosciati.
Si allontanò da Kasumi, ed si gettò a terra accanto a Ranma, tirando il suo
corpo al suo torace, cullandolo lentamente.
Le sue sorelle guardarono con dolore, mentre il loro padre era di nessun aiuto
al momento, perduto nella sua angoscia. Kasumi fu la prima a reagire.
Mise le sue braccio intorno ad Akane, liberando dolcemente Ranma dalla sua presa
di ferro. Tirò lentamente Akane vicino a sé, tentando di portarla in casa.
Gli occhi di Akane diventarono di fuoco, e lei spinse via Kasumi, gridando
mentre correva di nuovo vicino a Ranma.
Soun la fermò, mettendo entrambe le braccia intorno a sua figlia.
Akane spinse contro il suo torace, singhiozzando. "Lasciami andare! "
Freneticamente diede gomitate alle sue costole, spingendolo via.
"Akane! " Soun la tenne stretta, tentando di confortarla. "Akane, basta!"
Ryouga stava in piedi accanto a Shinnosuke, fissando il corpo di Ranma. Vide la
benda che aveva avvolto intorno alle ferite di Ranma.
Ricordò Ranma digrignare i denti contro il dolore, esortando Ryouga ad andare
via. * Bugiardo, * pensò. * Avevi promesso di tornare. Mi hai imbrogliato. *
Shinnosuke l'afferrò per la spalla. "Non mi avevi detto che quando eri andato
via era morto."
"Non è
così! Mi disse di andare via senza di lui. Mi disse che sarebbe stato bene! "
"E tu gli hai creduto? "
"Mi ha mentito! " Ryouga gridò. "Mi ha detto che sarebbe tornato. Non sapevo che
stava per morire! "
Liberandosi della presa di suo padre, Akane si girò, gridando. "Tu l’hai ucciso!
"
Ryouga impallidì, fissandola. "Akane! Non sapevo che stava morendo. Dovevo
venire a salvarti! "
"Hai ucciso Ranma! Come hai potuto permettergli di morire? L’hai ucciso... "
Frignando con dolore esasperato, si lanciò contro Ryouga.
Lo colpì con un'ira irragionevole, gridando mentre lacrime scorrevano sulle sue
guance. "Perché sei tornato? Non dovevi salvarmi! "
Shinnosuke afferrò le braccia di Akane, tirandola via. I suoi occhi rossi
sparavano pugnali di odio a Ryouga. "Ranma è morto. Non dovevi tornare. Non
dovevi salvarmi! Perché mi hai salvato... " Si girò nell'abbraccio di
Shinnosuke, singhiozzando mentre pigiava la faccia contro il suo torace.
La famiglia Tendo guardò in dolore Akane che stava in piedi nell’abbraccio di
Shinnosuke, le sue spalle sottili che scuotevano. Akane dimentica di tutto
intorno a lei, non si rendeva conto che le braccia nelle quali stava piangendo
erano quelle di un uomo che lei conosceva appena. Tutto quello che sapeva era
che l'uomo che amava era morto, lo stesso uomo che aveva ammesso di amare solo
pochi attimi prima.
Il vento soffiò una brezza leggera intorno a loro, spedendo foglie sparse sul
recinto. E mentre piangeva, Akane sentì il vento soffiare negli orecchi,
portando con lui un bisbiglio leggero e tenero che lacerò il suo cuore.
* Akane... *
La parola era una carezza gentile, la voce dolorosamente familiare e piena di
desiderio ardente, drogava i suoi sensi. Chiudendo gli occhi, lo vide in piedi
in disparte, i suoi occhi che la guardavano, un mezzo sorriso sul suo bel viso.
"Ranma... " bisbigliò, allungando la sua mano. Brancolò nella sottile aria
desiderando freneticamente di toccarlo. Ranma sorrise malinconicamente, i suoi
occhi fissi su di lei, mentre si affievoliva lentamente nel nulla.
Gridò il suo nome un'ultima volta, mentre scivolava nelle braccia di Shinnosuke,
svenuta.