Waiting for you
A Ranma ½ Fanfiction by Stiffanie Flores
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stiffanie@mailcity.com-
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Nota dell’autrice: Ranma 1/2 e tutti i suoi personaggi appartengono a Rumiko
Takahashi. Questa fanfic è scritta con il solo scopo di divertimento e per propria soddisfazione
http://www.angelfire.com/sd/Ranmafanfic/waiting.html
Traduttrice:
EugeniaTradotta per il sito
www.manganet.it
Capitolo 9°
Cambi
Ranma era una parte della mia vita che non avrei mai voluto dimenticare. E ora, in qualche modo, lo sto facendo. A poco a poco mentre i giorni passano, il suo ricordo si affievolisce lentamente.
Mi ricordo, mi faceva diventare matta. Era già abbastanza brutto che i giorni passassero così rapidamente quando lui era qui, vivo e bello, così rapidamente che non avevo abbastanza tempo per godermi lo stare con lui, amandolo, prima che mi fosse tolto per sempre.
Il suo ricordo era l'unica cosa che mi restava – mi sarebbe stata tolta anche quella?
Ora, due anni dopo, posso solo guardare indietro e ridere della mia sciocchezza. Ho tentato così duramente di aggrapparmi alla memoria di Ranma. Avevo così paura di dimenticarlo completamente, che avevo perso di vista tutto intorno a me.
Ma questo non è vero. Ora, due anni dopo, quando il tempo ha lavato via il dolore ed i rimorsi... resta solo la felicità. Il ricordo di come era, averlo con me... quando riuscivamo ad andare d'accordo, ed il modo in cui il suo sorriso mi faceva sentire le ginocchia deboli. Il ricordo di come era amarlo.
Non dimenticherò mai Ranma - ora lo so. Non riesco a ricordare le esatte caratteristiche della sua faccia, o il modo in cui rideva, parlava, si muoveva…ma non dimenticherò mai che l’ho amato, e che lui mi amava. E penso, che questo sia l’importante.
Così tanto è cambiato, in questi due anni. E pensare che tutto è cominciato a causa di una stupida spilla blu, e della mia leggerezza. Se solamente fossi stata più attenta, se solamente non fossi stata così ansiosa di provarmi quel dannato vestito. Se solamente, se solamente. Ranma non sarebbe morto, noi probabilmente ora saremmo sposati, andando insieme all'università...
Sogni. Sciocchi sogni, senza speranza. Due anni fa, quando mi svegliavo fradicia di sudore ed ansimante, quei sogni erano ancora lì, che mi permettevano di camminare con passo malfermo sull'orlo della disperazione. Ora, è con un misto di rammarico e sollievo che ammetto di non averne più bisogno.
Non abbiamo più saputo niente di Shampoo. Ma mi trovo spesso a sperare che non sia stata punita troppo duramente. Ha tentato di uccidermi, è vero, ma mi piace pensare che il suo vero crimine fosse amare troppo Ranma. L'aveva amato a tal punto che pensava di dovermi uccidere per ottenere il suo amore, così come io avevo amato molto Ranma tanto da tentare di uccidermi,
pensando che non avrei mai potuto vivere senza di lui.
Superare i primi mesi è stata la prova peggiore.
Dovunque guardavo, c'era un ricordo di lui, che buono o cattivo che fosse, mi faceva pensare a lui, e mi mancava così tanto, da farmi male. Contavo i giorni che passavano, tentando di non pensare a come sarebbe stato vuoto il domani e tutti i domani dopo di quello. Cercai di tornare alla normale routine, tentando di nuovo di trarre felicità dalle cose che mi portavano gioia, prima che Ranma arrivasse e ridefinisse la felicità per me.
Ed alcuni mesi più tardi, compresi che avevo smesso di contare i giorni, e che non lo facevo da un po’ di tempo. Così come mi faceva sentire male prima, il fatto che mi ero finalmente abituata a stare senza Ranma, una parte di me era felice, tanto che ero tornata di nuovo a vivere la mia vita.
La scuola era tornata di nuovo normale, dopo un po'. Il parlare di Ranma aveva cominciato a smettere alcune settimane dopo il suo funerale. E presto, la vita era ritornata normale, come era prima che arrivasse Ranma e portasse tutta quella pazzia nelle nostre vite.
Shinnosuke si era trasferito permanentemente da Ryugenzawa. Una sua lontana zia viveva a Tokyo, e lui e suo nonno erano venuti a vivere con lei. Certamente vivere in mezzo al bosco non aveva aiutato la salute di suo nonno. Il villaggio era riuscito a mettere insieme un gruppo per tenere a bada gli animali giganti nella foresta, con volontari dai dojo che venivano a rappresentare le loro famiglie. E lui ogni tanto andava ad aiutarli.
Viene molto spesso a trovarmi, cosa che le mie sorelle trovano molto divertente, anche se ho detto loro ripetutamente che Shinnosuke ed io siamo solo amici. Siamo divenuti buoni amici, negli anni.
Qualche volta, mi stupisce che la memoria di Shinnosuke sia divenuta così buona.
Quando venne due anni fa a Nerima, ero troppo assorbita dal mio dolore per notare le altre persone intorno a me. Penso che il muschio di Orochi abbia guarito la sua memoria, così come le sue ferite fisiche.
Questo è quello che dice suo nonno, in ogni modo.
Shinnosuke... lui ed io siamo diventati amici molto vicini. Non sono sicura di quello che ci abbia avvicinato. Ma penso che forse sia a causa della nostra storia condivisa con Ranma. Tutti quelli che avevano fatto parte della nostra vita (mia e di Ranma) sono andati via. Shampoo, Ryouga, Ukyou, Mousse... Shinnosuke è l'unico che è rimasto. Il solo che ha conosciuto e testimoniato alla verità dei miei sentimenti per Ranma.
Non mi guarda con la pietà negli occhi, tentando di nasconderlo con un falso sorriso. Ha visto come ho lottato per rimettere la mia vita sulla pista giusta.
E’ stato testimone della mia agonia quando il signor Genma aveva riportato il corpo di Ranma, ed era qui quando ho tentato di uccidermi quella stessa notte. In qualche modo, mi fa sentire meglio sapere che ci sia con qualcuno che sa quanto amavo Ranma, e cosa avevo passato, senza di lui nella mia vita.
Qualche volta è quasi difficile immaginare che Ranma sia mai esistito a Nerima.
Dopo che morì, e tutti gli altri lasciarono la città, io mi gettai nell’addestramento con rinnovato vigore - perché era l'unica cosa che mi era rimasta. Persa negli esercizi, dimenticavo tutto - il dolore della perdita, la terribile solitudine che ha riempito ogni giorno della mia vita, la disperazione che brucia nel profondo nel mio cuore.
E presto ho riguadagnato il titolo del più buon artista marziale di Nerima.
Ma in qualche modo, è diverso. Una vittoria vuota, perlopiù. È divertente, davvero. Era la cosa che più avevo voluto, essere la migliore ed ero risentita contro Ranma e gli altri per la loro superiore abilità nelle arti marziali. Ora * io * sono la migliore. Ma il prezzo che ho dovuto pagare per questo... stai attento a cosa desideri. Penso che sia vero, dopo tutto.
Comunque... è un piacere essere di nuovo un artista marziale - un * vero * artista marziale. Avevo trascurato troppo il mio addestramento, ed era tempo che vi rimediassi in qualche modo. Mi sono allenata da sola, facendo i kata che mi aveva insegnato papà molti anni fa. E Shinnosuke... anche lui mi ha aiutato. Le nostre sessioni di combattimento mi hanno molto aiutato a migliorare. Eh.
Ranma sarebbe sorpreso. Non sono brava come era lui, ma sono sicura che potrei offrirgli una buona lotta.
Le cose stanno andando bene, comunque. Mi diplomerò in poche settimane, e poi, entrerò all'università. Penso che dovrei studiare qualche cosa che mi aiuti nella mia carriera futura come istruttore del dojo - erediterò dopo tutto il dojo. Avevo dei sogni, due anni fa, sul matrimonio mio e di Ranma ed sull’allevare i nostri bambini in questa casa, mentre insegnavamo alle classi e passammo l’Arte ai nostri studenti.
Ma ora... Ranma è morto, ma non posso lasciare i miei sogni morire con lui. Lui non vorrebbe che lo facessi. Ed ogni volta che mi alleno, quando sono persa in un kata complesso... lui ancora è là. Mi fermo e chiudo gli occhi, e per un momento, posso quasi sentirlo. Realizzerò i nostri sogni. E nel mio cuore, lui vivrà per sempre.
* * * *
"Akane! "
Si girò, lo zaino che sbatteva contro le sue anche, mentre Yuka le veniva
incontro, dandole una pacca sulla spalla.
Yuka le sorrise. "Buon giorno"!
Akane rispose al sorriso. "Hai passato un bel fine-settimana? "
"Sì. Il migliore. Io e Hajime siamo andati in quel posto in centro, e là servono il più buon pranzo della città! Lo devi provare una volta o l'altra."
"Non dimenticare che gli esami finali sono la settimana prossima, Yuka."
"Uh. Gli esami. Me lo * dovevi * proprio ricordare." Rabbrividì drammaticamente. "E’ l’opportunità che abbiamo per andarcene dal Furinkan quest’anno."
Guardò di traverso Akane. "Scommetto che tu non hai niente di cui preoccuparti, ", disse ammirata "sei la prima della nostra classe, i tuoi voti sono favolosi,sei il capitano della squadra di pallavolo..."
Akane sorrise, scuotendo la testa. "Anche tu lo potresti fare, se spendessi più tempo sui compiti."
Yuka sospirò drammaticamente. "Non sai quanto possa essere impegnata la vita di una ragazza,
Akane", disse scherzando. "Un ragazzo occupa così tanto del tuo tempo, che non ne rimane proprio molto per cose così insignificanti come i compiti."
"Quindi come vanno le cose con Hajime? "
"Bene." sorrise Yuka furbamente. "Mi ha regalato una scatola di cioccolati e i più bei fiori che poteva trovare, per riparare al fatto di aver annullato l’appuntamento della settimana scorsa."
"Yuka... "
"Akane... " Yuka imitò il tono esasperato di Akane. "Un ragazzo ha bisogno che gli sia mostrato
il suo posto, ogni volta." Le fece l'occhiolino. "Perché, se io lasciassi correre così facilmente, lui comincerebbe a rendere un'abitudine annullare gli appuntamenti. A cosa serve avere un ragazzo senza appuntamenti? "
Akane rise, passandosi la mano destra tra i capelli - ancora li portava corti, anche dopo due anni. "Non saprei", scherzò. "Non ne ho mai avuto uno."
Yuka sbuffò. "Potresti avere un ragazzo se volessi, Akane. E’ pieno di bei ragazzi a scuola.
Starebbero tutti davanti alla tua porta, se solo gli facessi sapere che sei interessata."
"Non lo sono", disse fermamente Akane. "Non ancora."
"Ranma? " C'era una nota di incertezza nella voce di Yuka.
Akane scosse la testa. "Tu mi conosci meglio di così, Yuka." La sua amica accennò col capo. "E’ solo che non sono interessata. Tutto quì."
L'espressione di Yuka diventò astuta. "Nemmeno Shinnosuke? "
"Te l’ho già detto, siamo solo amici", le rispose Akane, ridendo.
" Bene, allora posso averlo io? "
"Yuka! "
"E’ grazioso! "
Akane rise e dette allegramente una pacca alla sua amico. "Basta. Siamo quasi a scuola", disse, accennando col capo verso la scuola che appariva in lontananza davanti di loro.
Yuka sospirò. "Scuola. Quello che mi permette di alzarmi dal letto ogni mattina è il pensiero che saremo presto fuori da questo cumulo di rifiuti".
"Via, Yuka", la stuzzicò Akane. "Dove è il tuo spirito scolastico? "
"Non l’ho portato con me", mormorò.
Akane sorrise. "Il Furinkan mi riporta così tanti ricordi, tanto che pensarci mi porta un sentimento di... beh, quasi di tenerezza, davvero" ammise. "E pensare di lasciarlo mi fa sentire quasi triste. Come se mi stessi lasciando dietro una parte di me."
"Beh, sono sicuro che mi mancheranno tutte le ragazze graziose intorno", una voce risuonò dietro di loro.
Akane sorrise. "Sì, sono sicura che sarà così, Hiroshi", rimarcò lei.
Hiroshi sorrise mentre si avvicinava accanto a loro. "Vi siete divertire l’ultimo fine-settimana, ragazze? " chiese, sorridendo ad Akane.
Akane non rispose, rivolgendogli solo un piccolo sorriso. Yuka lo guardò, i suoi occhi che brillavano. "Pronto per gli esami, Hiroshi? "
Come si aspettava, lui gemette, battendosi una mano sulla fronte. "Non dire quella parola, per favore! Mi dà i brividi." Yuka rise.
"Bene, fareste meglio ad essere pronti, perché sono la prossima settimana ", disse loro Akane, mentre avanzavano nel familiare cortile del Furinkan. Non è cambiato per niente, negli ultimi due anni, pensò internamente Akane. Davvero, è quasi divertente che la sua vita abbia subito così tanti cambiamenti, ma il buon vecchio Furinkan sia rimasto lo stesso...
"E’ una tale guastafeste", Yuka si lagnò con Hiroshi, riscuotendo Akane dai suoi pensieri.
Accennò col capo saggiamente. "Sì. Una schiavista, anche. Solo perché ha dei buoni voti, lei si aspetta che * tutti * abbiano dei buoni voti. Solo perché lei non si diverte, tutti non si... ehi! " Lui si tolse dalla portata di Akane in tempo per evitare lo zaino che puntava verso la sua testa.
"Non è giusto, Akane", si lagnò. "Tu sei migliore, più forte, più veloce... cosa stai cercando di fare, mutilarmi prima che finisca il liceo? "
Akane sbuffò. "Smettila, Hiro. Ti ho trattato peggio di così, e tu lo sai."
Hiroshi ghignò. "Sì, lo hai fatto."
Dopo che la scuola era finita, l'anno che Ranma morì, Soun aveva ricominciato ad insegnare le arti marziali, con l’appoggio dalle sue figlie. Nabiki aveva steso piani ed orari per le lezioni, e Kasumi era una fonte continua di incoraggiamento gentile per suo padre. Ed Akane... lei era stata d'accordo ad insegnare alle classi dei principianti insieme a suo padre.
Sul momento, le era sembrato un buon modo di passare il tempo, e per tenersi in forma. Ma l'aveva goduto sinceramente, ed ora insegnava a delle classi da sola, durante le vacanze estive.
Arrivarono alle scale che portavano alla loro classe. Yuka diede una gomitata a Hiroshi. "Aww, ammettilo. Tu e Daisuke avete frequentato quelle lezioni solo per avere un'opportunità con Akane-chan. "
Lui fece l'occhiolino ad Akane. "Hai ragione. Quindi, i miei sforzi sono stati ripagati? " Flettendo un braccio di fronte a lei. "Sono forte abbastanza per te? O ti devo sconfiggere perché tu esca con me? "
Akane sbuffò indelicatamente. "Se io starò con qualcuno, sarà perché lo voglio, non a causa di qualche altra ragione stupida, e tu lo sai dannatamente bene."
Yuka aggrottò le sopracciglia. "Ma * perché * non conosci mai nessuno che ti piace? " insistette.
Akane si strinse nelle spalle. "Non lo so. E’ solo che non sono interessata".
"Ranma? "
"Ti ho detto che non è a causa di lui. Cavolo, sono passati due anni, pensi che io ancora sarei... "
Yuka scosse la testa. "Non è quello che voglio dire, Akane." afferrò la mano dell’amica e la tirò in classe.
Akane mise lo zaino sul banco e si sedette. "Che cosa? "
Yuka si sedette accanto a lei. "Dovevo chiedertelo, Akane. È perché - "
"- non puoi trovare un'altra persona all’altezza di Ranma? " finì Hiroshi, che si era seduto di fronte ad Akane, girandosi sul suo posto per guardarla.
"Questa è la ragione per cui non stai insieme a nessuno, giusto? " le chiese Yuka. "Perché confronti ogni ragazzo con Ranma, e nessuno è alla sua altezza. Giusto? "
Akane la fissò. "Cosa è questo, un terzo grado? "
Hiroshi continuò. "Non è troppo difficile da immaginare, lo sai", le disse, continuando come se lei non avesse detto niente. "Ranma era... speciale. Se stai cercando qualcuno come lui, è una meta abbastanza alta."
Akane scosse la testa. "No, non è affatto così. Non sto confrontando nessuno con nessuno. Non lo farò - non sarebbe giusto per nessuno."
Appoggiò il mento sul gomito e sorrise. "Come si dice, l’amore non si pianifica - accade. Il primo giorno in cui incontrai Ranma, lo odiai a prima vista. L'ultima cosa che mi ero aspettata era di innamorarmi di lui. Ed ancora è così."
Scosse la testa. "Non progetterò di innamorarmi di nessun altro. Io penso che adesso sto... * aspettando *... che accada di innamorarmi. Succederà, un giorno o l'altro. Ma se non succede, mi basterà aver amato – ed essere stata amata - almeno una volta."
"Akane! Non dire così. Tu... "
"No, ascoltami. Ho incontrato Ranma quando avevo sedici anni. L’ho amato e lui mi ha amato. Quante persone passano tutta la loro vita desiderando che accada la stessa cosa, e non gli succede mai? " sorrise. "Bene, io l’ho avuto, anche se solo per poco. E non ne rimpiango un momento."
I suoi amici erano imbarazzati. "Akane... "
"Tu – tu la pensi davvero così, non è vero? " le chiese Hiroshi.
"E’ meglio che passare il resto della mia vita a biasimarmi per tutto il tempo e le opportunità perdute, no? "
"Ma tu ci pensi ancora", disse Hiroshi. "Posso dire quando lo fai. Hai un’occhiata distante nei tuoi occhi, come se stessi ricordando qualche cosa." Si strinse nelle spalle. "Lo facevi qualche volta mentre ci stavamo allenando."
"Beh, sì, ci penso ancora. Mentirei se dicessi che mi sono messa tutto alle spalle, o che non ho rammarichi... ce l’ho, e qualche volta ci penso, penso che se lui non fosse morto, se mi avesse detto che mi amava prima che fosse troppo tardi... " Sorrise. "Poi mi ricordo solo che lui mi ha amato, anche se non lo ha mai detto. Che tutto quello che faceva e diceva mi dimostrava precisamente questo, e anche se non lo vedevo prima, ora lo vedo. Ricordo a me stessa che lui amava * me *, sopra a tutte le altre ragazze che lo volevano. E mi sento bene."
Si inclinò piegando la testa per fissare il soffitto. "Questo è perché ho detto che mi mancherà il Furinkan", rimarcò leggermente. "Io e Ranma... abbiamo passato così tanto tempo insieme qui. E’ così tanto una parte delle nostre vite, come potrei mai dimenticarlo? "
"Bene, come hai detto, noi ci diplomeremo presto", le disse Yuka. "E andremo all'università. Più grandi e migliori cose."
Akane sorrise. "Giusto. Anche se il Furinkan mi mancherà tanto, non posso passare il resto della mia vita al liceo", scherzò. "Sto crescendo. Come hai detto, Yuka, più grandi e migliori cose. Ma Ranma... "
Si posò una mano sul torace, all’altezza del cuore. "Sarà sempre qui con me", disse, sorridendo. "Quando conoscerò qualcun altro e mi innamorerò di nuovo, il ricordo di Ranma resterà in sottofondo, ma finché non dimenticherò, lui sarà qui per sempre ".
Yuka sospirò trasognata. "E’ così romantico."
Akane sorrise. "La vostra curiosità è soddisfatta, spero? Perché anche se non fosse così... " All’improvviso, suonò la campanella, segnalando l'inizio delle lezioni.
Gli studenti cominciarono ad andare verso i propri posti. Akane gettò uno sguardo significativo
ai suoi amici.
Hiroshi ghignò e si alzò. "No! Ma c'è sempre la ricreazione. E l’intervallo per il pranzo ".
Akane rise mentre prendeva i libri e si preparava per la lezione.
* * * *
"Sono a casa! "
Akane gettò uno sguardo alla sala vuota, non realmente sorpresa che non ci fosse nessuno a salutarla. Con Nabiki che era andata all'università, a casa erano rimasti in tre - Kasumi, Soun, ed Akane. E a quest’ora, Kasumi di solito era in cucina a preparare la cena, e Soun stava nella sua stanza dopo le sue classi pomeridiane.
Come al solito, si diresse verso la cucina per uno spuntino, facendo sbattere la borsa contro la coscia mentre camminava.
"Akane? " la chiamò la voce di sua sorella, anche prima che entrasse in cucina. "Sei tu? "
Akane sorrise. "Si, sono io", le rispose. "C’è qualcosa da mangiare? "
Fece una pausa sulla via d'accesso per vedere la sorridente faccia di Kasumi. "Solo tè e biscotti", le rispose. "Ma se vuoi di meglio, Shinnosuke ha una sorpresa per te."
Gli occhi di Akane si spalancarono alla menzione del nome di Shinnosuke. "E’ già qui? "
"E’ nel dojo che si allena", rispose Kasumi.
Mentre Akane correva fuori della stanza, Kasumi gli urlò dietro, "Portagli un po' di tè e degli spuntini quando avete finito di allenarvi! "
* * * *
Shinnosuke fece una pausa dopo avere completato un kata, scivolando fuori dalla posizione che aveva assunto. Prese un respiro profondo e si alzò, alzando un braccio per asciugarsi il sudore dalla fronte.
Aveva imparato molto da quando era venuto a vivere e Nerima, pensò.
Era sempre stato bravo nelle arti marziali, vivendo nella foresta e non permettendo agli enormi animali di attaccare i villaggi. Ma non aveva mai avuto un addestramento formale fino ad ora. Non sapeva niente sui kata e le posizioni, prima di incontrare Akane.
Era stato un peso tolto dalle spalle, essere capace di venire in città e vivere una vita pacata, senza doversi preoccupare di animali giganti che se ne andavano in giro a distruggere le case delle persone. Il gruppo di volontari se ne occupava.
Aveva frequentato il corso per principiante al Tendo dojo l'estate di due anni fa. Akane insegnava alla classe, con suo padre che osservava e li guidava quando era necessario. Era una buona esperienza per Akane, lo sapeva. Era l'erede del Tendo dojo – progettava di prendere la scuola dopo essersi laureata all'università.
Era una buona esperienza anche per Shinnosuke. Adattò facilmente le posizioni e gli insegnamenti della scuola Tendo, incorporandoli nel proprio stile di lotta. Ancora lottava meglio con un'arma, ma aveva imparato a lottare bene anche in un combattimento disarmato.
La porta si aprì con un fruscio delicato, inondando la stanza con la luce del sole. Alzò lo sguardo, riscosso dai propri pensieri, e i suoi occhi vennero abbagliati dalla luce.
Lei stava in piedi sulla via d'accesso, il sole di fine pomeriggio creava una zona di massima luce sui suoi capelli corti blu-neri . Gli sorrise, un sorriso che sollevò il suo spirito e gli fece battere il cuore contro il torace, mentre gli si avvicinava ulteriormente. E lui poteva vedere che anche i suoi occhi stavano brillando.
Avanzò verso di lei, un sorriso si spanse sulla sua faccia. Non era difficile - la sola vista di lei lo riempiva di così tanta gioia che poteva continuare a sorridere per un giorno intero.
"Shinnosuke", lo chiamò, sorridendo ancora, ed il suono della sua voce era come musica per i suoi orecchi.
Lui sorrise. "Ciao, Akane."
Lei sogghignò ed si mise di fronte a lui, mettendosi in una posizione di attesa.
Era una specie di tradizione tra di loro - prima lottavano, dopo parlavano. "Quando sei pronto."
Lui corrugò le sopracciglia mentre gettava uno sguardo alla sua uniforme scolastica blu. "Non ti sei cambiata? "
Lei si strinse nelle spalle. "Posso lottare bene anche così. Lo faccio sempre", si vantò.
Lui rise. "Non in due anni, non lo hai fatto. "
"Bene, sono ancora abbastanza brava per colpirti", gli rispose, i suoi occhi che brillavano. "La tua mossa."
Shinnosuke decise che era inutile discutere. Prese qualche secondo per studiare la sua posizione, e decise rapidamente per un attacco offensivo. Si lanciò contro di lei, optando per un calcio laterale.
Invece di scansarlo come si era aspettato, lei saltò e contrastò il suo calcio a mezz’aria, mancandolo di poco mentre cadevano a terra. Non sprecò tempo, scaricò una folata di pugni mentre avanzava verso di lui.
Shinnosuke alzò le braccia per parare, i suoi piedi che scivolavano sul pavimento liscio e levigato. Lo stava costringendo nell'angolo, lo sapeva. Doveva inventare qualcosa velocemente.
I pugni si fermarono, e lei saltò, puntando il piede destro per un calcio alla sua spalla. Shinnosuke si scansò, solo una frazione di secondo prima di essere colpito dal calcio, ed alzò il braccio per colpirle la gamba, all’altezza della caviglia.
Era un poco più di un colpetto leggero. Shinnosuke non era dell’opinione inflessibile di non lottare contro le ragazze come era stato Ranma. Ciò lo rendeva un grande partner per lottare, dalla prospettiva di Akane. Ma anche lui si rifiutava di colpirla, così preferiva dare dei colpi lievi quando lottava con Akane.
Akane atterrò leggermente sui piedi, alzando una mano per spostarsi la frangia dagli occhi. "Buona mossa", disse. "Compensando esattamente dopo una manovra a sorpresa."
Lui sogghignò. "E’ un grande complimento da parte sua, sensei."
Akane sbuffò. "Non so ancora che cosa voglia dire essere un sensei". Sorrise. "Quando mi laureerò ed erediterò il dojo, sarà un onore sentire i miei studenti che mi chiamano sensei."
Lei fece un piccolo salto ed il suo piede si mosse in una folata di calci. "Sei in anticipo oggi", gli disse.
Shinnosuke si girò e sorrise. "Non realmente", disse. "Non avevo nulla da fare a casa, così sono venuto alcuni minuti prima. Spero che vada bene."
"Certo che va bene. Io sono sempre ansiosa per un buon partner di addestramento". Ghignò e fletté un braccio. "Mi tiene in forma."
"Ne sono certo."
"Ehi." Akane si girò e lo guardò. "Kasumi mi ha detto che avevi una sorpresa. Cos' è? " Sorrise e stese un braccio. "Coraggio, dammela."
Shinnosuke accennò col capo. "Ho portato dei sakura mochi per il tè. Li ho visti mentre tornavo a casa dopo aver fato la spesa, e mi sono sembrati buoni." Sorrise. "Ne ho comprati troppi, così ho pensato di portarne un po’."
Gli occhi di Akane si illuminarono. "Perché non lo hai detto prima? Vieni, ho fame. Non ho mangiato niente oggi pomeriggio." Si girò e volò fuori dal dojo.
Shinnosuke rise correndo dietro di lei. "Cosa mi dici della tua linea? "
* * * *
"Vuoi del tè, Shinnosuke? "
Lui sorrise e le porse la tazza. "Sì, grazie."
"Oh, come sei gentile", lo stuzzicò Akane.
Shinnosuke sogghignò. "Come dice Kasumi, un ospite è un ospite." Si accarezzò lo stomaco. "Sono quasi imbarazzato nell’ammetterlo, ma la cucina di Kasumi è una delle cose che io aspetto maggiormente, ogni volta che vengo in visita."
Akane lo pizzicò leggermente sul braccio. "Perché non la smetti, eh. "
Lui rise. "Migliorerai con la pratica, Akane. Ehi, la tua cucina è molto meglio di quello che era due anni fa." rise più forte e spostò la testa quando Akane gli gettò contro i suoi bastoncini.
Kasumi sorrise loro benevolmente. "Sono felice di sapere che ti piace la mia cucina, Shinnosuke. E tu sei sempre il benvenuto in casa nostra."
"Soprattutto, spero di non restare oltre quanto sia benvenuto", rimarcò Shinnosuke.
"Oh no", lo rassicurò Kasumi. "È sempre un piacere avere qui gli amici di Akane." Sorrise. "Vado a preparare la cena."
Appena Kasumi era fuori della portata d'orecchio, Akane si inclinò e bisbigliò, "Se me lo chiedi, penso che le piaccia mostrare le sue eccellenti abilità culinarie alle altre persone."
Shinnosuke soffocò una risata, mentre Soun entrava nella stanza.
"Ora, Akane non è molto divertente" l'ammonì Soun.
Akane si morse il labbro, ma i suoi occhi stavano luccicando per una risata. "Scusami, papà."
Soun accennò col capo. "Quindi, come va a scuola, Akane? "
Lei si strinse nelle spalle. "Bene. Tutti siamo occupati a studiare per gli esami."
Shinnosuke la diede una gomitata. "Scommetto che non hai nessun problema, fenomeno."
Akane sbuffò. "Mi aduli troppo." sorrise. "Gli esami finali sono terribili, e gli esami di ingresso sono anche peggiori. Non sarà una passeggiata, Shinnosuke."
"Va bé." Sorrise lui. "Tu ce la farai."
"Certo", si vantò lei. "Pensi che Nabiki abbia preso tutto il cervello della famiglia? "
"Wow", rise Shinnosuke. "È la mia immaginazione, o la tua testa sta diventando più grande ogni giorno? "
"Cosa posso dire? Ranma me lo ha trasmesso", scherzò. "Non ho le sue abilità nelle arti marziali, così dovevo trovare qualche cosa per compensare." rotolò gli occhi. "E ragazzi, lui era un * terribile * studente."
"Akane", arrivò la voce ammonitrice di Kasumi. Si inclinò per mettere una coppia di piatti sulla tavola. "Non va bene parlare male di un morto."
"Ma lui lo * era *", protestò Akane. "Voglio dire, era brillante - solamente nelle arti marziali. Ma non era molto bravo a scuola. Avrebbe * potuto *, ma non lo faceva. "
"Avrebbe potuto? " echeggiò Shinnosuke.
"Avresti dovuto vederlo da solo. Ranma poteva imparare * qualsiasi cosa *, se solo ci si fosse messo d’impegno." sogghignò. "Lui era un pessimo perdente. Ma aveva una volontà di ferro e una determinazione che non crederesti."
Shinnosuke sorrise. "In realtà, lo credo", rimarcò lui, ricordando come Ranma aveva lottato contro l'Orochi a Ryugenzawa.
"Ranma era un ragazzo straordinario", disse Kasumi fermamente, mentre si metteva al suo posto sulla tavola e cominciava a riempire le loro ciotole con il riso. "E in questa famiglia, lui sarà ricordato sempre con amore infinito e gratitudine", aggiunse, sorridendo ad Akane.
Akane rispose al sorriso, prendendo la ciotola di riso che le porgeva Kasumi.
* * * *
* Ti amo... *
Alzò lo sguardo, lacrime che riempivano i suoi occhi. Lui stava in piedi di fronte a lei, i suoi bellissimi occhi illuminati da un caldo sorriso.
* Ti amo... *
Lei scosse la testa in un cenno rapido. "Lo so", disse leggermente, soffocando un singhiozzo.
Il suo sorriso divenne più largo. * Come?*
"Semplicemente lo so." percorse la distanza tra loro in due passi, e lo guardò, con la faccia a pochi centimetri dal suo torace.
"Perché", disse dolorosamente, mentre le lacrime minacciavano di bloccarle la voce, "anche io ti amo."
Lui si avvicinò e la prese in un abbraccio stretto, seppellendo la faccia nella seta dei suoi capelli. Lei avvolse ermeticamente le braccio intorno a lui, posando la testa sul suo torace, sentendo la seta morbida della sua camicia frusciare contro la propria faccia.
Le lacrime vennero di nuovo, e questa volta, lei non tentò di fermarle.
* Oh Dio. * la voce di lui uscì debole e ovattata. * Ti ho aspettato per così tanto tempo… così tanto... *
Lei non disse niente, chiudendo gli occhi, mentre godeva la sensazione di lui, del suo profumo, della sua presenza, della sua voce, e dell'amore che inondava il suo cuore...
* Vuoi venire? *
Lei scosse di nuovo la testa. "Che cosa? "
Lui la fissò, i suo occhi imploranti. * Vieni con me?*
"Io... Io... " Lei sbatté le palpebre, non capendo la confusione del suo cuore.
Perché esitava?
* Ti ho aspettato...*
Lei sentì una formicolio leggero attraverso il corpo, ed improvvisamente, le braccia intorno alla sua vita cominciarono ad allentare la loro presa...
* Così tanto... *
Fissò il corpo di fronte a lei che cominciava ad affievolirsi. Gettò uno sguardo in alto, e lui la stava guardando, i suoi occhi erano tristi.
* Così tanto tempo... *
"A-aspetta! " urlò, andando in avanti, ma il suo braccio passò inutilmente attraverso l'illusione di lui. "No, per favore... mi disp.... no, non andartene... "
I suoi occhi tristi, che la fissavano, finché lui si affievolì nel nulla, non lasciando niente se non un'aria serale e fresca contro la sua pelle.
"... non lasciarmi... "
* * * *
* Non andartene... *
"Akane? "
* No, per favore... *
Bam. Bam. Bam. "Akane? Sei sveglia? "
* No... *
Più colpi. "Akane? svegliati, devi andare a scuola".
"Uh... "
Spostò la testa di lato, e gemette, aprendo un occhio.
Era già mattina? La sua testa era così pesante...
"Akane? " Il bussare cessò. "Sto entrando... "
Sbadigliò e si stirò le braccia, mentre la porta si apriva, e Kasumi entrava dentro.
"Buon giorno, sorellina" borbottò Akane, strofinandosi gli occhi. "Mi dispiace di aver dormito troppo."
Kasumi si sedette sul suo letto. "Non hai messo la sveglia ieri sera? "
Akane si alzò sui gomiti e gettò uno sguardo all'orologio accanto al letto. Certamente, il bottone era pigiato in giù. "Penso di no." Sbadigliò.
Kasumi corrucciò le sopracciglia. "Cosa c’è che non va, Akane? " le chiese. "Non sembri in forma."
Sventolò una mano di fronte. "Sto bene. Ho sonno, tutto qui."
"Non hai dormito bene? " Kasumi appoggiò una mano sulla fronte di Akane per sentire se aveva la febbre.
"Sto bene. Ho solo avuto un sogno." Aggrottò le sopracciglia. "Un bel sogno, un brutto sogno, non lo ricordo. Solo che... "
Si posò una mano sul cuore. "Solo che il mio cuore stava correndo davvero veloce, ed io ero... " scosse la testa. "Non ricordo."
"Va bene." Kasumi si alzò in piedi. "Puoi andare a scuola? "
Lei alzò lo sguardo. "Chiaramente." Fece un sorriso rassicurante a sua sorella. "Sto bene, Kasumi. Mi andrò a lavare e sarò giù per colazione in un attimo."
"Bene." Kasumi cominciò ad uscire dalla stanza. "Troverai il tuo bento pronto in cucina."
"Grazie, sorellina." Akane aspettò finché Kasumi uscì dalla stanza.
Ascoltò i passi di sua sorella mentre scendeva in giù, verso la sala.
* Cosa _era_ quello? * pensò, facendo delle smorfie. Era la terza volta questo mese che aveva questo sogno, e non ricordava mai niente dopo essersi svegliata. Solo che si svegliava con il cuore che batteva così veloce come se avesse corso per dieci miglia, ed era riempita da una colpa immensa, e apprensione... incertezza... dubbio...
Sospirò, si alzò ed afferrò il suo beauty-case. Sarebbe arrivata in ritardo se non si fosse affrettata.
Mentre prendeva l'asciugamano appoggiato sulla sedia della sua scrivania, i suoi occhi precipitarono su un libro aperto che giaceva sulla scrivania, e la sua fronte si sgualcì in un piccolo cipiglio.
* Uh. Giusto. È la settimana degli esami. *
Era una buona studentessa, ma questo non voleva dire che non doveva studiare duramente per buoni voti. E con gli esami che si avvicinavano, e l’università che appariva in lontananza, avrebbe dovuto studiare ancora di più.
Akane mise rapidamente il sogno fuori dalla sua mente, per il momento.
Ci sarebbe stato più tempo per pensarci più tardi.
* * * *
"Cosa ne pensi di un film, Akane? "
"Mi piacerebbe di più andare a prendere quel milk-shake che avevamo detto." Akane sorrise. "Inoltre, abbiamo ancora gli esami domani, Yuka."
L'altra ragazza sospirò. "Ma ne abbiamo appena finito uno oggi", disse. "Abbiamo il diritto di viziarci qualche volta, Akane."
"Ecco perché sto insistendo per questo milk-shake." disse. "Dimmi se ti va bene. Andiamo fuori per cena ed un film * dopo * gli esami. Ok? "
Gli occhi di Yuka brillarono. "Un uscita a quattro? "
Akane scosse la testa. "Più che altro pensavo ad un’uscita tra ragazze. "
"Aww, Akane" si lagnò la sua amica. "Non sei divertente. Non esci da * secoli *. "
Akane rise. "Non sono ancora una vecchia signora, Yuka" le rispose. "E sono stata impegnata, va bene? "
"Quindi è ora di rilassarsi e divertirsi. Su, Akane, ci divertiremo."
Lei sospirò. "Come faccio ad avere un appuntamento? "
Yuka sorrise furbescamente. "Possiamo passare parola nella scuola, se vuoi. Troverai un appuntamento in poco tempo. "
Akane sbuffò. "No grazie." sospirò di nuovo. "Yuka, davvero non mi sento di - "
"Akane, per favore." Yuka ammorbidì la voce, e prese la mano di Akane. "Stavo scherzando sul fatto di trovarti un appuntamento. Ma sarà divertente, come i vecchi tempi. Per favore? "
Akane sospirò. " Ci... penserò, va bene? "
Si strinse nelle spalle. "Mi accontenterò di questo per ora. Ma mi aspetto una decisione presto, va bene? " E alzò le sopracciglia. "E non accetterò un no come risposta."
Akane rotolò gli occhi. "Oh cavolo, smettila. Mi farai venire gli incubi."
Yuka rise e abbracciò Akane. "Allora andiamo a prendere una soda come avevamo stabilito, così possiamo tornare a casa e potrai seppellire la testa nei libri quanto vuoi, guastafeste."
Akane sorrise di nuovo ed stava per rispondere, quando si fermò improvvisamente e sul suo viso si dipinse un cipiglio. Yuka sbatté contro di lei
"Cavolo, Akane non fare così", si lagnò. "Mi farai ca…" si zittì, fissando Akane. "Cosa c’è che non va? " Seguì gli occhi di Akane, e la sua faccia assunse un cipiglio simile, mentre lottava contro vecchi ricordi. "Ehi, non è ... come si chiamava? " chiese. "Il rivale di Ranma? "
Davanti a loro, che si faceva strada tra la folla, c’era un ragazzo alto con un fazzoletto di seta e uno zaino enorme sulla schiena. Si fermò, guardandosi intorno, un’espressione sperduta nei suoi occhi. Si voltò e tornò indietro dalla strada da cui era venuto.
"Ehi", esclamò Yuka. "Me lo ricordo. Non è il ragazzo che aveva dei problemi di orientamento? " Lei rotolò gli occhi. "Non è la cosa più stupida che tu abbia mai - "
"Scusami, Yuka" disse assente Akane, allontanandosi dalla sua amica.
Yuka guardò Akane che si avvicinava rapidamente al ragazzo e metteva una mano sul suo braccio.
Ryouga si girò, sorpreso. I suoi occhi si allargarono nel riconoscerla e la fissò. "Akane... san? "
Akane sorrise, e la sua mano si abbassò. "* Sei * tu", esclamò. "È passato molto tempo, Ryouga."
Lui sbatté le palpebre. "Ma... cosa stai facendo...? " si graffiò la testa. "Oh, un attimo. Questa è Tokyo, penso."
"Giusto. In quale altro luogo sarei? " sorrise. "Ehi, non sei cambiato affatto. Hai ancora dei problemi di orientamento? "
Ryouga rispose al sorriso, timidamente. "Fino al giorno in cui morirò, credo."
"Mi dispiace." Subito, Yuka si avvicinò a loro, posando una mano sulla spalla di Akane.
"E’ lui, non è vero? " chiese in un bisbiglio forte.
Akane rotolò gli occhi. "Ryouga, probabilmente non ricordi Yuka, ma lei si ricorda di te."
Yuka sospirò. "Presentazione maleducata, Akane."
"Em... ciao? " Ryouga si grattò inconsapevolmente la testa. "Ho paura di non conoscere nessuno a
Nerima, eccetto Ranma ed i Tendo."
" Beh, ti conosco solo per reputazione." sorrise Yuka. "Piacere di conoscerti."
"Ahh... lo stesso per me, penso." Rivolse lo sguardo ad Akane. "Io devo... a... andare. Mi ha fatto piacere rivederti, Ak-kane. " Fece per voltarsi, quando Akane chiamò il suo nome. Lui si girò
a guardarla, lentamente.
"Akane-san? "
"Devi andare da qualche parte? "
Lui sbatté le palpebre. "Em... qualche parte? "
Yuka sbuffò, ed Akane la guardò male. Si girò di nuovo a guardare Ryouga, sorridendo. "Hai fretta di arrivare da... l'um...
* qualche parte *? "
"Io... non credo... "
"Posso invitarti a cena, allora? Kasumi sarebbe felice di vederti. Anche papà."
"Oh no... io già... non vorrei... "
"Sarà un piacere, Ryouga." sorrise. "Due anni sono tanti. Non abbiamo più parlato con te o con Ukyou da quando siete andati via."
I suoi occhi contenevano un’occhiata piena di speranza che stava tentando inutilmente di nascondere. "Sei sicura, Akane-san? "
"Certo." si rivolse alla sua amica. "Vieni anche tu, Yuka? "
"Mi piacerebbe, ma la mamma mi aspetta a casa per cena." Gettò uno sguardo ad Akane. "Quindi penso che andremo a prendere il nostro milk-shakes domani, vero? "
"Ci puoi scommettere."
"Pagherai tu? "
"Nei tuoi sogni, cara."
Yuka scrollò le spalle. "Va bene, nessun problema. Ci ho provato." sogghignò. "Adesso devo andare. Ci vediamo, Ryouga." Ondeggiò e si allontanò, lasciando Akane sola con Ryouga.
"Bene." Akane gli sorrise. "Andiamo? "
"Certo."
* * * *
Tutti andarono nel soggiorno dopo cena.
"Spero che la cena ti sia piaciuta, Ryouga-kun" disse Kasumi brillantemente, sedendosi accanto a suo padre.
"Oh sì, Kasumi-san", rispose Ryouga. " La tua cucina è buona come me la ricordavo."
"Deve essere duro per te, stare in giro tutto il tempo" disse Kasumi comprensiva.
"Sì, beh, sono abituato, penso."
"Tuttavia, siamo sorpresi che non ci siamo incontrati prima, Ryouga" rimarcò Akane. "Tu capitavi ogni poche settimane, per lo più."
Non era stata una sorpresa per Ryouga, aveva solo fatto del suo meglio per stare lontano da Tokyo. Tuttavia, col suo senso dell’orientamento, tutte quello che poteva fare era sperare che i suoi piedi lo avrebbero trascinato in direzione della Cina.
"E’ bello vederti di nuovo, Akane-san", urlò. "E anche tutti voi."
"Come sei stato, Ryouga? "
"Al meglio che potessi stare, grazie."
"Come sta Akari? " chiese brillantemente Akane.
Ryouga abbassò gli occhi. "Io... ehm... io non la vedo da più di
un anno."
Akane sembrò sorpresa. "Come mai? "
* Perché mi vergognavo troppo di me, tanto da non poterla affrontare, anche se lei diceva che non aveva importanza. * Ad alta voce, disse, "Non ha funzionato tra noi. Noi... non abbiamo abbastanza cose in comune."
"Oh, Ryouga, non dovresti permettere a questo di fermarti", gli disse Akane. "Voglio dire, Ranma ed io non avevamo molto in comune, no? "
Ryouga scosse la testa. "No, voi – voi... " Prese un respiro profondo. "Eravate nati per essere una coppia, se lui... lui... " si fermò. "Akari ed io - noi non eravamo... "
Akane si morse un labbro. "Oh, mi dispiace, Ryouga. Non volevo intromettermi nella tua... "
Si fermò quando Ryouga scosse la testa. "Va bene, Akane-san", le disse. Tentò di sorridere. "Come stai? "
"Sto bene." sorrise. "Mi diplomerò in un paio di settimane."
"E’ una bella notizia."
Ci fu un momento di silenzio goffo. Ryouga guardò il pavimento, augurandosi che si aprisse improvvisamente e che lo risucchiasse, così non avrebbe dovuto sentire questi dolori terribili al cuore...
Akane tentò di trovare un tema di conversazione. "Ukyou sta molto bene. Lo sapevi? "
Ryouga alzò lo sguardo. "No, non lo sapevo. Come sta? "
Akane si strinse nelle spalle. "Non scrive molto spesso. Ma so che anche lei si diplomerà quest’anno, e che probabilmente non andrà all'università. Sta ancora progettando di diventare un grande chef di okonomiyaki". Sorrise.
"Lo diventerà, un giorno."
"Lo è già", disse Ryouga.
"Hai ragione." fece una pausa. "E Mousse ha spedito una cartolina alcuni mesi fa."
"Davvero? Come sta? " chiese Ryouga con genuina preoccupazione. Il povero ragazzo, probabilmente era ancora affranto da -
"Dice che sta bene". Disse Akane. "Ha scritto solamente quella volta. Ha detto che sta viaggiando per tutto il Giappone, visitando luoghi di addestramento, affinando le sue abilità nelle arti marziali."
"Sarebbe bello vedere tutti di nuovo", disse Ryouga. "È passato molto tempo."
Akane sorrise. "E’ vero."
"Cosa su... tutti gli altri? "
Akane sospirò. "Bene, se stai chiedendo dei Kuno... hanno portato Kodachi fuori dal paese per un trattamento speciale in Svizzera... lei era uscita di testa dopo la morte di Ranma. Per quanto riguarda Kuno - lui ci aveva dato dei guai, ma non era qualche cosa di cui non potevamo prenderci cura. Ora è via all’università, bocciando a tutti i corsi. Almeno questo è quello che dice Nabiki. " Sorrise. "Anche tutti gli altri stanno bene, comunque."
Ryouga stette un momento in silenzio, ed Akane chiese, "Cosa su te, Ryouga? Come stai? "
Lui alzò lo sguardo. "Sto bene", disse, facendo un debole sorriso. "Credo di essere... tornato a vagare. Non è così male. Posso vedere bei posti, incontrare persone interessanti, imparare cose nuove... "
"Ryouga." Lui diventò silenzioso al tono solenne della sua voce. "Non devi fingere con me."
Lui scosse la testa. "No, davvero. Ho imparato a convivere col mio senso dell’orientamento, così non è più così male. E davvero mi alleggerisce la mente, ora che non ho più rancori verso nessuno.
Sono solo un vagabondo, finché non troverò un luogo in cui stabilirmi. Non sono molto diverso da Mousse."
"Pensi che tornerà mai al suo villaggio? "
"Non so." fece una pausa. "Hai sentito qualcosa su Shampoo? "
Akane scosse la testa. "No, nulla. Nabiki si è offerta di scoprirlo, ma ho rifiutato."
"Perché? "
"A cosa servirebbe? " Akane tentò un sorriso. "Non sono arrabbiata con lei, è così, e quello che ha fatto era sbagliato, ma... " Sospirò. "Non sono interessata alla vendetta, o qualsiasi cosa come quello. Mi rifiuto di trovare qualsiasi soddisfazione crudele nel sapere che gli sia successo qualcosa di brutto." Si strinse nelle spalle. " Qualche volta, ci sono cose che è meglio non sapere".
"Hai ragione, chiaramente."
"E per te, Ryouga? Non sei più... arrabbiato con Ranma... vero? " C'era una nota di incertezza nella voce di Akane.
"Chiaramente no." Gli occhi di Ryouga fissarono davanti a sé, non incontrando lo sguardo fisso di Akane. "Più spesso, mi meraviglio delle fatalità. Quando era vivo, odiavo la sua vista, lo maledicevo per... per tutto quello che faceva, ed ho perso il conto di tutte le volte mi sono augurato che morisse... " C'era uno sguardo lontano nei suoi occhi mentre continuava, "Ma ora, lui è
morto. Finalmente ho ottenuto quello che volevo... e mi trovo spesso a desiderare di non averlo fatto. " Rise brevemente. "Questo ha senso? "
Akane chiuse gli occhi. "Sì."
Ryouga sembrò perduto nei suoi pensieri. "Ho tentato così duramente di colpirlo, di essere migliore di lui... non ne ho mai avuto la possibilità, è morto prima che potessi colpirlo... prima di... prima di ammettere a me stesso, che lui prima di tutto era mio amico... prima che potessi dirgli che mi dispiaceva... per tutto... "
Akane lo guardò quando si fermò, strofinandosi il palmo contro gli occhi chiusi.
Si sentiva il cuore pesante – i rimorsi arrivano sempre troppo tardi, pensò malinconicamente. Per tutti.
Ryouga grugnì e si alzò, sempre cercando di non guardarla. "Mi dispiace", disse. "Non sarei dovuto venire. Io... io ora andrò".
"Ryouga." Lei si alzò e mise una mano sul suo braccio. "Va bene. Sono sicura che Ranma lo sa. Lui... lui non era il tipo da portare rancore."
Si girò e la guardò, c'era l’ombra di un sorriso nei suoi occhi cupi. "Lo so", disse semplicemente.
Lei sorrise. "Sono contenta." Toccò il suo braccio. "Ryouga? Ricordi cosa ti ho detto prima che te ne andassi, due anni fa? "
Lui corrucciò le sopracciglia. "Cosa?"
"Ti chiesi di essere felice, ricordi? "
Lui accennò col capo. "Oh, sì. Mi ricordo."
"Lo sei? "
"Felice? " Si strinse nelle spalle. "Non lo so."
"Ryouga." Lei scosse la testa."Non si deve indugiare sul passato. Quello che è fatto è fatto. Cosa c’è di buono nel tormentarsi per qualcosa che non puoi cambiare? "
"Lo so." Si tolse i capelli dagli occhi, ed il suo sguardo sembrò lontano. "È solo che, qualche volta, i ricordi tornano a galla."
"Capisco. Ma io credevo davvero quello che ho detto, Ryouga. Sii felice, per favore." Gesticolò, sorridendo. "È difficile per tutti, ma dobbiamo fare il meglio che possiamo. E se vivessimo le nostre vite nel rammarico, che vita sarebbe? "
Ryouga la guardò, sorridendo. "Sei molto cambiata, Akane-san. "
Lei rise. "Beh, alcune cose nella vita ti fanno questo."
"Farò del mio meglio", disse Ryouga. "Spero solamente che, un giorno o l'altro, vada abbastanza bene."
"Lo sarà. Ne sono sicura."
La guardò. "E’ stato bello rivederti, Akane-san. "
Lei aggrottò le sopracciglia. "Che cosa, te ne stai già andando? "
Lui accennò col capo. "Grazie per la cena."
"Potresti almeno passare - " si zittì, quando lui scosse la testa.
"L’hai mai notato, Akane-san, quante persone hai ospitato sotto il tuo tetto, una volta o l’altra? "
Corrucciò le sopracciglia. "Che cosa? "
Lui alzò la mano e cominciò a contare. "Ranma, il padre di Ranma, io, Ukyou, Happosai... "
"Non capisco."
"È perché la tua casa offre un senso di... di * casa *. Per tutti noi che non abbiamo avuto una vera casa per molto tempo." sorrise.
"Abbiamo trovato una casa qui con te. Ma non è la nostra. Presto, dobbiamo uscire fuori, trovare dove apparteniamo realmente. Ma stare qui indebolisce solamente quella risoluzione, perché la tentazione è troppo grande, così tanto che vorremmo stare qui per sempre." Gesticolò a se stesso. "Sono precipitato in quella trappola molte volte anche in passato. Devo trovare un luogo per me, qualche parte che posso sentire mia per sempre. Penso che questo è quello che sto facendo ora". Si gettò uno sguardo ansioso intorno. "Ed ecco perché non posso restare."
Sorrise in risposta. "Lo capisco. Non ti tratterrò."
Ryouga alzò il suo enorme zaino e se lo mise sulle spalle. Seguì Akane al cancello, dove lei si fermò, girandosi e sorridendogli.
"Sarai sempre il benvenuto, Ryouga", gli disse vivamente.
Lui accennò col capo. " Anche io non vedo l'ora di vederti di nuovo, Akane."
"Fai attenzione."
"Anche tu."
Lui alzò la mano in un piccolo saluto mentre camminava fuori, mentre si incamminava per strada. Akane lo guardò finché girò l'angolo, e scomparve dalla vista.
* Bene, Ranma, * pensò. * Due anni sono un periodo lungo, ma tutti stanno bene. Saresti contento di saperlo, non è vero?*
Gettò un'occhiata al dojo, illuminato dal caldo bagliore del sole che tramontava.
Questa era * casa *. La sua casa. Il luogo in cui aveva vissuto per diciotto anni. Il luogo dove aveva incontrato Ranma, il suo primo amore... dove avevano passato insieme così tanti mesi felici, prima che la sua vita fosse stroncata...
In poche settimane, anche lei, starebbe andata via. Allontanandosi dal caldo conforto della propria casa, avventurandosi in un mondo nuovo, fuori Nerima. Due anni fa, aveva pensato che avrebbe fatto questo passo con Ranma. Ma ora, non c'era nessuno.
Akane sorrise a se stessa malinconicamente mentre si girava per rientrare in casa.
Non si era mai sentita così sola.
Note: Bento = porta pranzo diviso in scomparti