GIORNO 2: where the streets have no name
E infine l’aereo atterro’ a tokyo…
iI volo non sembrava finire mai,sembrava di essere dentro una specie di distorsione dove il tempo aveva perso significato(musichina di ai confini della realta’)….
mi sfugge anche la logica degli snacks che distribuivano sull’aereo:verso le tre del gelato al caramello e verso le 4 30 un panino con una specie di wusterl speziato(‘na zozzeria insomma)…misteri delle compagnie aeree…
cmq alla fine le nostre giunture chiedevano pieta’…
scesi dall’aereo,eccitati come bambini la mattina di natale, ci digiriamo verso l’uscita,ma prima..il controllo immigrazione(adesso gli “extracomunitari” siamo noi!).
una fila micidiale ci si para davanti(dannati gaijin),al che rimango stupito pensando alla presunta organizzazione giapponese..e infatti vengo subito smentito visto che appena smaltita la fila per i residenti giapponesi,gli stessi sportelli vengono adibiti a noi “stranieri” e in pochi minuti si risolve tutto.
Da citare che mentre eravamo in fila dietro di noi c’era un ragazzino cinese sui 6 anni che vomitava rumorosamente dentro un sacchetto...mal d'aereo a scoppio ritardato?
Dopo averci schedato come un qualche terrorista talebano con foto segnaletica(avevo gli occhi storti?)e scannerizzazione delle impronte digitali(siccome mi sudavano le mani per l’emozione la macchinetta andava in tilt),possiamo ritirare i nostri bagagli e finalmente mettere piede in giappone…
…o non ancora ,visto che dall’aereporto si passa direttamente al treno che ci portera’ a tokyo.
Noi prendiamo la keisei line visto che bisogna scendere a UENO( la zona dove si trova il nostro hotel): è una tratta che collega questo quartiere con l’aereoporto e viceversa:ci sono due tipi, uno costa di piu’ e fa poche fermate,l’altro costa meno ma ne fa molte di piu’..ovviamente noi optiamo per quest’ultima visto che non avevamo nessuna fretta(a dire il vero è stato piu’ un caso pero’)..
L’emozione è tanta,anche se siamo solo sul treno il primo impatto è straniante,disarmante e pure dirompente:
cartelli,insegne ,scritte, annunci, persone....tutto cio’ che ci circonda è completamente diverso,ma allo stesso tempo ci affascina enormemente..…
sembra di essere in un sogno(mi faccio dare qualche schiaffone da una gentile signorina giapponese per riprendermi):il paesaggio ci colpisce subito...prima molte risaie,molto verde,le tipiche casette giapponesi,qualche tempio o cimitero che spunta qua e la,poi mano a mano che ci avvicciniamo a tokyo ecco i palazzoni,le insegne gigantesche con pupazzi colorati,i casermoni dormitorio,le famose scuole con orologio e campo sportivo…
guardiamo tutto con ammmirazione e stupore come colombo quando approdo’ in america…a dire il vero anche noi siamo oggetto di sguardi piu’ o meno indiscreti(soprattutto da parte di bambini e anziani).
poco dopo cedo il mio posto ad una signora sulla sessantina,lei inizia a parlare in un buon inglese(poi si scoprira’ che sta frequentadno proprio un corso di inglese!)e quando scopre che siamo italiani…ta-daa,ci racconta del suo viaggio in italia fatto ormai diversi anni fa, visitando venezia-firenze-roma(un classico insomma)…
inoltre abbiamo subito conferma della sonnolenza che assale peggio di un virus virale i giapponesi che salgono sul treno..il tempo di qualche secondo e la loro testa inizia a ciondolare e crollano addormentati..
come variante c’è la lettura,giocare ai videogames o spippolare con il cellulare…ma non sentiamo ne’ suonerie odiose ne gente che parla ad alta voce(che bellezza)…
alla fine arriviamo alla nostra stazione…
ma la strada è ancora lunga visto che ne gli addetti alla stazione,ne qualche passante sanno dove sia l’hotel, solo vaghe indicazioni su come raggiungerlo(avevo stampato una cartina)…
alla fine abbiamo dovuto prendere un pezzetto di metro per avvicinarci al nostro hotel(le distanze sono mostruose):arrivati alla fermata giusta (MINAMI SENJU),è iniziato un continuo chiedere ,ma nessuno sapeva dove fosse..eppure la zona era giusta …
il punto di svolta è venuto quando ad una vecchia con un trucco esagerato ho detto che l’hotel è vicino ad un supermercato,il 7/11..allora la vecchia si illumina e inizia a darci le agognate indicazioni.
come molti sapranno in giappone le vie non hanno nome(che gli u2 si siano ispirati qui per la loro canzone?)e per trovare i posti bisogna avere dei precisi punti di riferimento(tipo passando davanti alla pompa di benzina,vicino ad un giornalaio,accanto alla parrucchiera che fa angolo)… qui funziona cosi ’…
alla fine stremati dal caldo e con i nostri bagagli arriviamo al nostro hotel che per la cronaca è piu’ vicino ad un ostello ,ma è pulito, costa poco e ha pure un “sento”…
notiamo poi che la zona in cui siamo non è certo quella ultra luccicosa o moderna,ma un po’ diciamo, “popolare”,con diversi edifici bassi(per lo standard nipponico) e fatiscenti e popolato da molti vecchi malmessi,qualche pseudo barbone e freaks vari, piu’ simili ai morti viventi che ad esseri umani per intedersi … bhe ,non che ci dispiaccia,almeno vediamo anche i quartieri meno patinati e piu’”caserecci” di tokyo.
Sbrigate le formalita’ e ripresi un attimo dalla fatica e dall’emozione(continuiamo a ripetereci”siamo in giappone,siamo in giappone”),ci dirigiamo alla prima nostra meta:ASAKUSA!
è vicino a ueno(cosi’ non ci perdiamo subito) e c’e’ il famoso tempio SENSO JI che ospita la dea della misercordia kannon.
Prima di arrivarci si percorre delle vie(tra cui la famigerata nakamise-dori)
piene zeppe di locali,ristoranti,negozi di souvenir,di gadgtes piu’ disparati
e di prodotti tipici..inutile dire che i nostri occhi brillavano per ogni
cosa.

Ci fermiamo a mangiare un boccone in un locale dove c’erano le famose riproduzioni di cera in vetrine(almeno cosi’ non si sbaglia) e ci dimentichiamo che oltre al piatto principale ti portano sempre delle ciotoline con altre cose(verdurine agrodolci, insaltina di cavolo,rapa grattugiata,ecc.) e alla fine ti ritrovi con la panza strapiena(e si spende relativamente poco,sui 6 euro a testa e l’acqua/te verde non te la fanno mai pagare!).

Dopo qualche ruttino arriviamo finalmente al tempio,alla magnifica porta del tuono(kaminarimon) sorvegliata dai micidiali fujin e raijin,dio dei venti e dio del fulmine ...

Ci immergiamo nel fumo benedetto del grosso incensiere centrale,scattiamo foto tutti contenti e fra pesca anche un auspicio che si rivela di buona fortuna... una gentile signora ci spiega il significato (o almeno penso,il suo inglese è micidiale) e ci fa vedere come si lega il proprio bigliettino….
Girata a lungo la zona decidiamo di riposarci un attimo…Non l’avessimo mai fatto!La stanchezza del viaggio + il jet lag si abbatte su di noi come una mandria di bufali e ci appisoliamo sui dei gradini(panchine non ne avevamo trovate) in uno dei tanti giardini presenti(cmq eravamo in buona compagnia visto che diverse persone ronfavano alla grande e nelle posizione piu’ scomode).
Decidiamo allora di tornare in hotel(erano circa le 17).
Prima pero’ ci fermiamo in un “100yen shop” per prendere alcune cose che ci servivano: sarebbe l’equivalente dei nostri 99 cent,ma molto piu’ grandi e piu’ forniti,dal reparto cancelleria a quello cosmetico,fino a cose per la casa e roba da mangiare.
Arrivati all’albergo(e salutati i nostri amati freaks di quartiere), si decide di cenare in camera con l’onigiri(la famosa polpetta di riso con gusto a sorpresa…per chi non sa leggere gli ideogrammi sulla confezione…ci è capitato quello al salmone),un mini parallelopipedo di cheesecake(?!) e i mitici biscotti ripieni di fagioli rossi presi ad asakusa da un tizio che li faceva sul momento con una speciale piastra…
Subito dopo crolliamo come pere cotte(fra aveva pure provato il sento dell’hotel percui…)nel nostro futon,duro come pietra e con il cuscino che era una specie di mattone frantumato con aggiunta di ceci secchi...Ma eravamo cosi’ stanchi che avremmo dormito pure su un letto di chiodi…
Apro gli occhi pensando che sia notte fonda e invece..sono solo le 20!!
Argh,dannato jet lag!
Da segnalare:
fra oggi ha avuto il suo primo contatto con il mitico cesso robotico..cosi’ avanti che ha pigiato chissa’ quale tasto ed è schizzato fuori un getto d’acqua che l’ha colpita in pieno…grande giove….
siamo in giappone….
siamo in giappone….
siamo in giappone….