Inno Giapponese

  

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L'inno Giapponese, il "Kimigayo" (ossia "Il Regno dell'Imperatore"), è stato adottato come tale dalla prima metà del 1888; la musica venne composta nel 1880 da H. Hayashi, un musicista della Corte Imperiale ed armonizzato da F. Eckert, direttore d'orchestra tedesco. Le parole dell'inno, tratte da un'antologia di versi del decimo secolo, compongono una strofa di 5 linee con 31 sillabe. I versi che costituiscono l'intero inno vengono ripetuti per due volte e citano: "Possa il Regno dell'Imperatore continuare felice per migliaia di anni, finché quelli che oggi sono ciottoli diverranno grandi rocce che il muschio ricoprirà".

Il testo in lingua Giapponese dell'inno è qui sotto riportato:

 

Testo dell'inno

 

 

Ad oggi, nonostante il forte attaccamento dei popoli orientali alle loro tradizioni, il "Kimigayo" è spesso contestato dagli stessi Giapponesi, proprio per il significato racchiuso nelle parole che lo costituiscono e che mettono in evidenza l'origine "divina" dell'Imperatore, rinnegata in realtà già da oltre 50 anni (subito dopo la conclusione della seconda Guerra Mondiale).

 

Inno Giapponese