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Arti marziali - Karate |
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Il Giappone, con la sua storia e le sue usanze, ha tramandato nel tempo, oltre alle sue più comuni tradizioni, anche il Karate e tutte le altri arti marziali, quali il kendo, il judo, l'aikido, ecc.
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In Italia, soprattutto per il suo rapido ed esteso divulgamento, in particolare negli anni Ottanta, è stato proprio il Karate a farla da padrone, almeno fino a qualche anno fa: oggi però, anche in Occidente, sono state importate tante altre discipline che in Giappone, in realtà, hanno da secoli un'importanza ben più rilevante del karate stesso.
Attualmente sport professionale, più che arte marziale, è il Sumo che ha acquisito una rilevante importanza, non solo da un punto di vista tecnico, ma anche per la tradizione che questa disciplina porta con sé. Nato oltre 2000 anni fa, il sumo, era inizialmente legato ad antichi riti scintoisti del raccolto (e tale legame, con la religione scintoista, resta ancora oggi molto forte, in particolare per ciò che riguarda i suoi rituali).
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Ogni anno si svolgono in tutto il Giappone sei campionati di sumo che vengono trasmessi in diretta TV e seguiti sempre con molto entusiasmo da milioni di persone. Per i lottatori di sumo, il combattimento ed in particolar modo l'allenamento non sono solo un atti fisici, bensì una vera e propria ragione di vita; infatti i ragazzi prescelti vengono ammessi alle "scuole" di sumo (dette "Beya") all'età di 15 anni circa e da quel momento la loro casa diventa questa: capita spesso che gli aspiranti lottatori non rivedano le loro famiglie anche per anni. Il beya ha una struttura gerarchica, quindi i nuovi arrivati dovranno servire i più anziani, oltre a pulire, cucinare, studiare ed allenarsi. L'allenamento vero e proprio ha inizio intorno alle 4 del mattino e l'unico pasto quotidiano è a base di chanko-nabè (uno stufato cucinato verso l'ora di pranzo). |
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Malgrado la loro taglia (per quel che si possa immaginare, in realtà non esistono limitazioni di peso né minimo, né massimo) i "rikishi", o lottatori di sumo, sono alquanto agili e gli incontri hanno breve durata, talvolta anche pochi secondi. Perde chi tocca con qualsiasi parte del corpo terra, fatta eccezione per le piante dei piedi, oppure colui che per primo esce fuori dal ring.
Molto caratteristici risultano gli abiti indossati dai rikishi; si tratta di uno strano perizoma, chiamato mawashi, indossato assieme ad una cintura sorretta da fili sottilissimi, simili a quelli che vengono utilizzati per adornare alcuni santuari scintoisti; anche il ring, di norma, ha le sue particolarità: anzitutto si tratta di una piattaforma di argilla circondata da balle di paglia di riso, incassate ad un anello centrale, dentro il quale si svolge il combattimento; inoltre, si trova sopra il ring stesso, un tetto pensile che, sospeso in aria, ricorda le forme dei santuari scintoisti, ed un nastro di diverso colore, che rappresenta le quattro stagioni, viene appeso ad ogni angolo del tetto.
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Ma, come detto, le arti marziali in Giappone sono assai più numerose: quasi tutte create in origine come "arti della guerra" dai samurai, si sono poi evolute in discipline austere, volte non solo al rafforzamento fisico, ma anche a quello spirituale. Fra quelle più antiche c'é il Kendo (letteralmente "la via della spada"), che ebbe origine dai combattimenti fra samurai che si affrontavano con grosse spade, oggi sostituite da resistenti tronchi di bambù.
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Il Kendo viene praticato indossando particolari abiti imbottiti e rinforzati con varie protezioni, nonché una grossa maschera la cui funzione non è solo quella di proteggere il volto dai colpi dell'avversario, ma che si prolunga anche sul collo. Infatti si ottengono punti colpendo la testa, il busto, l'avambraccio o la gola dello sfidante.
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| Il Kendo | Il Kyudo | L'Aikido |
Anche il Kyudo, o "via dell'arco", è una fra le arti marziali più antiche; viene praticato con un grosso arco ed ha molti punti di "contatto" con il buddismo zen; sebbene risulti di particolare importanza colpire con precisioni il proprio bersaglio, l'accento viene posto, non tanto sul risultato della prova, ma sulla concentrazione della mente e del corpo che tale disciplina richiede.
L'Aikido (la "via dello spirito armonioso") è invece una tecnica di lotta che prevede che, mediante il contatto fisico con l'avversario, si tenda ad utilizzare ed a sfruttare a proprio vantaggio la forza e la velocità dell'avversario stesso. Anche in questo caso, come per le altre discipline, l'allenamento unisce alle abilità fisiche, la coscienza spirituale di chi lo pratica.
Le arti marziali, come già citato, che hanno però in questi anni avuto maggiore riflesso anche in Italia sono il Karate ed il Judo. Il Karate, che significa "mano vuota" ebbe origine ad Okinawa e raggiunse la terra Nipponica solo negli anni '20. Questa forma di autodifesa, nonché di allenamento fisico e spirituale è ormai diventata un vero e proprio sport caratterizzato da mosse potenti e da movimenti "bloccati".
Il Judo, invece, nasce dal Jujitsu ed è un'antica tecnica di autodifesa; anch'esso si è ormai trasformato del tutto in vero e proprio sport che ha come obiettivo la sottomissione del proprio avversario.