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Le più diffuse religioni in Giappone sono
lo Scintoismo ed il
Buddismo; lo Scintoismo è strettamente legato alla
storia del Giappone e si basa sul culto degli antenati e della natura;
il Buddismo invece fonda le proprie radici sull'adorazione del genere
umano e di ogni essere vivente. Dal 1946 (poco dopo la conclusione della
seconda Guerra Mondiale) l’imperatore Hirohito fu costretto a rinunciare
alla pretesa di essere considerato una divinità Scintoista e dal 1947
venne concessa a tutta la popolazione (a seguito anche di forti
pressioni del Governo Americano) la libertà di religione.
Dal VI secolo d.C. si sono diffuse in Giappone alcune religioni
dell'India, la principale delle quali fu proprio il Buddismo che, come
per il Cristianesimo in Occidente, ha assunto un ruolo determinante per
lo sviluppo della civiltà nipponica. Inoltre, fra il ‘600 e il ‘900 fece
la sua "comparsa" anche il Confucianesimo, che molti seguaci dello
Scintoismo abbracciarono dando vita ad una sorta di coesistenza tra le
due fedi (visto che quest’ultimo non era considerato una religione in
senso stretto), alla cui base venne posta la credenza nei valori comuni.
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Anche il Buddismo ha trovato, con il tempo, forme di adattamento alla
cultura Giapponese, soprattutto attraverso la scuola "Zen". Nella
meditazione Zen i samurai trovavano la concentrazione ed il coraggio
necessari poter combattere. Così, una religione da sempre considerata "di
pace", divenne uno dei principali strumenti dell’addestramento dei
guerrieri. Il Buddismo Zen influenzò anche lo sviluppo di molte "arti"
nipponiche tipiche: dal Judo, al Karate, fino a buona parte della produzione
artistica vera e propria.
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Verso la metà del XVI secolo fece "sbarco" in Giappone anche il
Cristianesimo (che inizialmente venne perseguitato dalle autorità
governative, fino all'era Meji - anno 1868): attualmente i cristiani, dei
quali i due terzi sono protestanti, rappresentano circa il 2% di tutta la
popolazione Giapponese.
Ad oggi comunque lo Scintoismo può essere considerata la religione nazionale
Giapponese, seguita dal Buddismo nonché da un vasto numero di religioni
"minori" (oltre cento) che, soprattutto dal dopoguerra, hanno assunto sempre
più importanza e che spesso sono veri e propri sviluppi delle principali
fedi, ma con spiccati caratteri eclettici che raggruppano milioni di adepti.
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Lo Scintoismo
Vero e proprio culto politeista, lo Scintoismo o "Shintoismo" (da "Shito",
ossia "via degli Dei") venera un cosiddetto pantheon di "Kami" ("Dei") che
comprende varie classi di divinità, tra cui gli dei locali, i fenomeni
naturali, gli esseri viventi ed i nobili antenati. Nelle cerimonie più
importanti (strettamente legate ai cicli stagionali) vengono fatte offerte
di riso, sakè, pesce, frutta e verdura alle varie divinità ed ogni credente
rappresenta sempre l'espressione massima della propria spiritualità,
evidenziando proprio l'aspetto più importante di questa religione, ossia
l'elevazione della purezza rituale, nonché la mancanza di una vera e propria
gerarchia di culto.
Lo Scintoismo non ha fondatore e non ha né dottrina né etica codificate. Le
cerimonie ed i rituali mettono il fedele in contatto diretto con le
divinità. Nello Shintoismo vi sono diversi milioni di Dei, manifestati
spesso attraverso la natura (come alberi, animali, fiumi, montagne ma anche
uomini). La mitologia Giapponese racconta che in epoca primordiale discese
dal cielo una coppia divina (Izanagi e Izanami) che diede vita alle isole e
a tutto il mondo. Successivamente, la Dea del sole "Amaterasu" mandò sulla
Terra una serie di Dei in modo da poter creare il genere umano. Si narra che
il primo discendente degli Dei fu proprio il primo Imperatore Giapponese e
proprio per questo tutte le dinastie imperiali future vennero considerate
divinità Scintoiste (questo proprio fino al 1946).
Gli elementi fondamentali di questo culto sono quattro:
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La purificazione, che
serve per eliminare la presenza del male e dell’ingiustizia. L’impurità è
associata alla malattia ed alla morte; ogni cerimonia racchiude questo
culto, che spesso si traduce in semplici riti come sciacquarsi la bocca o
versarsi un po' d’acqua sulle dita.
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Il sacrificio, visto
spesso sotto la veste di offerte in denaro, cibo o bevande, per non
correre il rischio di perdere il contatto con gli Dei o di incorrere in
incidenti o disgrazie.
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La preghiera, che si apre
solitamente con un inno di lode agli Dei.
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Il pasto sacro, ossia la
conclusione della cerimonia detta "Naorai" assieme agli Dei, riassunto in
un assaggio di riso, solitamente servito dai sacerdoti.
Le feste Scintoiste sono
dette "Matsuri" ed hanno una diversa durata che può variare dal singolo
giorno fino ai 30 giorni; si tratta solitamente di cerimonie di
ringraziamento per i benefici ricevuti dagli Dei o di cerimonie di supplica
per allontanare eventuali sciagure. Un ruolo fondamentale lo rivestono le
feste connesse con l'adorazione religiosa della famiglia imperiale; in
occasione di tali ricorrenze è l'imperatore in persona che officia il culto
nell'Atrio Sacro del palazzo imperiale.
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Il Buddismo
Il Buddismo assunse in Giappone un'elevata importanza nell'arco di poco
tempo, proprio perché già in India questa religione non solo esprimeva
interessi meramente di casta, ma anche perché i sacerdoti, veri e propri
mediatori tra uomini e divinità, avevano esaltato l'atto della mediazione
attraverso il rito, come atto assoluto, facendo dipendere la salvezza
dell'anima da un ritualismo molto formale e talvolta assai complicato.
L'ordine buddista prevedeva l'esistenza di laici e di monaci come due caste
ben distinte fra sé, ma accomunate dalla fede in Budda. I laici erano
assoggettati all'osservanza di cinque fondamentali comandamenti:
1. Non nuocere
a nessuna creatura vivente
2. Non rubare
3. Non fornicare
4. Non mentire
5. Non bere bevande inebrianti
A questo doveva aggiungersi l'obbligo di provvedere al sostentamento dei
monaci. Se la loro condotta fosse stata conforme a tali comandamenti,
avrebbero potuto raggiungere lo stato di "Nirvana".
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L'entrata nell'ordine monastico era preclusa
ai soldati ed a tutti coloro che svolgevano una qualsiasi attività per conto
del re, nonché a chi non avesse la completa disponibilità delle proprie
azioni: come i minori di 15 anni, i servi, i debitori, i criminali, ecc.
I monaci, che non ricevevano nessuna speciale investitura, erano sottoposti
ad obblighi più rigidi rispetto a quelli dei laici:
- castità
- divieto di fornicazione
- assoluta povertà
- adorazione del genere umano
- proibizione di ricevere denaro o altri doni
- obbligo di avere la testa rasata
- obbligo di non portare barba e baffi
- obbligo di indossare sempre una tunica di colore giallo-arancione
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Il Buddismo Zen
Si tratta probabilmente della corrente più mistica del Buddismo; nato in
Cina nel VI secolo, arrivò in Giappone, nel XII secolo e divenne, a suo
tempo, la religione dei samurai. Ancora oggi, nei monasteri Zen, la pratica
del "Samu" (lavoro) è la componente basilare per la crescita spirituale dei
praticanti.
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Le "nuove" religioni
Le cosiddette nuove religioni, sono nate per la maggior parte dopo la
seconda Guerra Mondiale e si sono insinuate nel vuoto spirituale causato
dalla caduta dello "Scintoismo di Stato" e dalla rovina economica
dell'apparato Scintoista finanziato, fino ad allora, dalla Stato stesso.
Fanno eccezione alcune sette come la "Tenri-kyò" e la "Kurozumi-kyò", nate
prima del periodo Meji e tutt'ora esistenti.
Dal punto di vista del contenuto, tali nuove religioni sono spesso veri e
propri sviluppi delle religioni principali (quali appunto Scintoismo e
Buddismo): alcune fondano il proprio filone di pensiero sulla venerazione di
divinità tradizionali, mentre altre seguono la tradizione "Confuciana", o
altre ancora si caratterizzano per un progressivo avvicinamento al
Monoteismo.
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La mitologia
Giapponese
La mitologia nata con lo Scintoismo viene documentata con due antichi
scritti. Il primo è il "Kojiki" (ossia le "vecchie cose scritte"), definito
la Bibbia dei Giapponesi; le storie in esso contenute e tramandate oralmente
per secoli, furono messe per iscritto intorno al 700 d.C. e trattano del
regno degli Dei e della creazione del Giappone. Il punto centrale è il
racconto di come Jinmu-Tenno, discendente di Amaterasu (la Dea del Sole),
divenne il primo imperatore del Giappone.
L'altro grande testo mitologico giapponese è il "Nihongi". Più tardo
rispetto al Kojiki e caratterizzato da profondi influssi di dottrine cinesi,
il Nihongi riporta gli stessi miti ma con alcune importanti varianti.
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Il problema della mitologia giapponese è
legato al mito della razza; a quanto pare il primo popolo ad immigrare in
Giappone furono gli "Emishi", una razza bianca che giunse dalla Siberia fino
ad occupare tutte le isole dell'arcipelago nipponico (i loro discendenti
sono oggi gli "Ainu" dell'Hokkaido). La seconda ondata invece s'installò in
Giappone partendo dalla Corea e dalla Cina e portò elementi mongoli, tungusi
e manciù. La terza ed ultima corrente migratoria giunse invece dalla Malesia
e proprio per questo nella mitologia Giapponese si trovano elementi
provenienti da tutte queste discendenze nonché racconti mitologici che si
avvicinano molto ai miti della Polinesia.
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