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In questa lezione troverete esempi di conversazione riguardanti la presentazione, l'uso di "Dare", e della particella "no" e dei dimostrativi (per le spiegazioni vedi lezioni 14, 15 e 16).
Cliccate sull'immagine della pagina per vedere tutto il dialogo scritto in giapponese, sotto trovate la traduzione. (Vi consiglio di stamparvi la parte in giapponese per poterla seguire insieme alla traduzione.)
In fondo le "atarashii kotoba"(nuove parole) e gli "atarashii kanji" (nuovi kanji).
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Traduzione:
Tanaka: Mi chiamo Tanaka (lett. Io sono Tanaka). Piacere.
Ari: Mi chiamo Ari. Piacere.
Tanaka: Arisan, sei uno studente malese? (lett. della Malesia)
Ari: Si, sono uno studente malese.
Tanaka: Anche tu sei uno studente malese?
(Notare l'uso di "mo" invece di "wa" per intendere "anche")
Mana: No, non sono uno studente malese. Sono uno studente tailandese. (lett. della Tailandia). Io
sono Mana. Piacere.
Tanaka: Chi è quella donna?
Ari : Quella donna è Maria-san. Maria-san è filippina. Chi è quella persona?
(Per dire "quella donna" o "quell'uomo" la forma è questa "ano onna no hito", "ano otoko no hito")
(Per "Chi è quella persona si poteva usare anche "Ano hito wa dare desuka.", ma è una forma meno
rispettosa - vedi lezione 16)
Tanaka: Quell'uomo è l'insegnante Yamamoto. E' l'insegnante di lingua giapponese.
Tanaka: Tutti, questa persona è Yamamoto-sensei. ("Minasan", vuol dire "tutti", oppure "Signore e
signori", in questa frase si potrebbe tradurre con "scusate", dato che indica che si sta rivolgendo
a tutti in generale)
Yamamoto: Sono Yamamoto. Piacere.
Chi è Ari-san dalla Malesia? (lett. "Quale persona è Arisan della Malesia?")
Ari: Sono io.
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Traduzione:
Yamamoto: Codesta è la tua borsa?
Ari: Questa e questa sono le mie borse.
(Vi ricordo che in giapponese non esiste il genere e il plurale e singolare - tranne i alcuni casi con l'aggiunta di suffissi)
Yamamoto: Anche codesta è una tua borsa.
Ari: Si, anche questa è mia.
Yamamoto: Quella macchina fotografica di chi è? (lett. "Questa macchina fotografica è la macchina fotografica. di chi?)
Ari; Quella è la macchina fotografica di Maria-san.
Yamamoto: Arisan, cos'è codesto?
Ari: Questo è un disco.
Yamamoto: E' un disco della Malesia o del Giappone?
(Quando in una stessa frase si vogliono dare due opzioni il verbo essere viene ripetuto.)
Ari: E' un disco malese.
Yamamoto: Maria-san, queste sono le chiavi della tua stanza. Prego.
Maria: Grazie mille.
Ari: Professore, quali sono le chiavi della mia stanza?
Yamamoto: Queste sono le chiavi della tue stanza. Prego. (Come potete notare la costruzione della frase
in giapponese è praticamente ribaltata rispetto alla nostra)
Ari: Grazie mille. ("Domo arigatou gozaimasu" è la forma di ringraziamento più formale)
Atarashii Kanjii:
C'è un solo kanji che avevo già messo in una pagina dei kanjii (vedi qui); il significato è "PERSONA" e si pronuncia "hito" quando è da solo e "jin" quando è usato come suffisso della nazionalità
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