Lezioni di lingua giapponese

Gli aggettivi qualificativi italiani non hanno una corrispondenza in giapponese e vengono resi con la seguente forma

 

sostantivo + no

 

i più comuni:

 

italiano

itaria no 

malato

byouki no

vero

hontou no

falso

nise no

molto

takusan no

poco

sukoshi no

pieno

ippai no

vuoto

karappo no

pubblico ooyake no
privato kojin no
primo hajime no
ultimo owari no
ovvio touzen no
verde midori no
uguale onaji no

 

Esempio:

 

la cucina italiana   -   itaria no ryouri ("itaria" si scrive in katakana, mentre il "no" in hiragana)

 

Il "no" cade davanti alle forme del verbo essere:

 

Haha wa byouki desu.      Mia madre è malata.

 


Alcuni sostantivi posso essere seguiti dal suffisso "teki na  acquistando il significato di "alla maniera di", "relativo a":

 

nihonteki na      -     alla giapponese

 

tetsugakuteki na     -     (di tipo) filosofico

 


I due aggettivi "suki na" (che piace) e "kirai na" ( che non piace) accompagnati dal verbo essere esprimono rispettivamente predilezione o avversione (vengono comunemente usati anche per dire "ti amo" e "ti odio"):

 

Watashi wa ongaku ga suki da.   Mi piace la musica (DA è il verbo essere in forma piana)

 

Watashi wa ongaku ga kirai da.   Non mi piace la musica (DA è il verbo essere in forma piana)

 

Anata ga suki da.   Mi piaci. (Ti amo)


Forma in :

 

Aggettivi in -       radice + b2 - 2 [ ] +  (vedi lo schema degli aggettivi nella lezione 19)

 

Aggettivi in -       radice + b2 - 2 []

 

Serve per coordinare due o più aggettivi, due o più proposizioni dello stesso tipo e per introdurre una proposizione causale.

 

Esempi:

 

Ringo wa akakute oishii desu.  La mela è rossa e buona.

 

Ringo wa akakute oishii katta.  La mela era rossa e buona.

 

Chiisakute kawaikute rikouna desu .  E' piccolo, carino e intelligente.

 

Kono kodomo wa rikoude kawaii desu. Questo bambino è intelligente e carino

 

- Come potete notare la terminazione dell'ultimo aggettivo prima del verbo (segnato in rosso) torna ad essere normale.

 

Machi wa kireide shizuka deshita .  La città era bella e tranquilla

 

- In questo caso il "na" dell'aggettivo shizuka non c'è perché il sostantivo è all'inizio della frase (questo vale solo per gli aggettivi in na).

 

Hon wa takakute kaemasen.  Poiché il libro è caro , non lo posso comprare

 


L'uso avverbiale degli aggettivi:

 

Aggettivi in -       radice + 

 

Aggettivi in -       radice +

 

l'uso avverbiale degli aggettivi serve per indicare il modo in cui si attua un'azione (spesso resa in italiano con la terminazione -mente), a volte descrive uno stato risultante da un'azione:

 

hayaku wa hashiru     -     correre velocemente

 

hayaku okiru     -     alzarsi presto

 

akaku nuru     -     colorare di rosso

 

shizukani aruku     -     camminare silenziosamente

 

kare wa hayaku arumimasu    -    lui cammina velocemente

 

kawa wa shizukani nagarete imasu     -    il fiume scorre tranquillamente  (il verbo è nella forma

                                                             continuativa in - te, che vi esporrò in lezioni più "avanzate")


Gli aggettivi prendono le terminazioni in ku e ni anche davati ai verbi "naru" (diventare) e "suru" (con il significato di "rendere, far diventare"):

Aggettivi in -       radice +    + 

                                                  

 

heya ga kuraku naru   -   La stanza è diventata scura (buia).

 

heya ga kitanaku naru   -   La stanza è diventata sporca.

 

Aggettivi in -       radice +   + 

                                                   

 

kodomo ga jyoubuni naru   -   Il bambino è diventato robusto.

 

heya ga genkini naru   -   Il bambino è diventato vivace.

 

kinou watashi wa heya wo kireini shimashita   -   Ieri ho pulito la stanza

                                                                        (lett. Ieri ho fatto diventare pulita la stanza)


Atarashii kotoba


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