Aquarion

Titolo: Aquarion

Titolo originale: Sousei no Aquarion

Genere: Fantascienza

Regia: Shoji Kawamori

Character designer: Fujikawa Futoshi

Mecha designer: Takakura Takeshi

Produzione: Bandai Co./Hakuhodo DY Media Partners/Media Factory/Project Aquarion/Tohokushinsha Film Corporation

Musiche: Hisaaki Hogari, Yoko Kanno

Anno di produzione: 2005
Numero episodi: 26
Durata episodi: 24 minuti
Distribuzione: Mediafilm

 

 

Trama: Nell'undicesimo anno della nuova era, la terra è stata distrutta dalla razza degli Angeli delle Tenebre provenienti regno di Atlandia, tornati in vita dopo un sonno durato 12.000 anni alla ricerca del Prana, la bioenergia degli esseri umani di cui hanno bisogno per sopravvivere.
A contrastarli l’ultima roccaforte della razza umana, l’agenzia speciale DEAVA, la cui arma definitiva è Aquarion, l'Angelo Meccanico, che prende vita dalla fusione dei tre vettori Mars, Luna e Sol.
Per poter operare Aquarion ha bisogno della fusione di Cuore, Corpo e Anima dei tre elementi posti alla guida delle vector machines, scelti con cura tra i migliori giovani del pianeta.
Una profezia narra che colui che controllerà Aquarion, l'eroe di Atlandia, Taiyou no Tsubasa (Ali del Sole) si risveglierà portando nuovamente alla vittoria l’umanità nel conflitto con gli Angeli...
Chi sarà tra gli Element l’eletto? Forse Apollo, il selvaggio ultimo arrivo alla Deava? Oppure il raffinato e misterioso Sirius, principe di un regno distrutto e fratello di Silvia, reincarnazione di colei che un tempo amò il mitico Eroe Apollonius?

 

 

Commento: E’ molto difficile dare un giudizio globale su questa serie.
Dal punto di vista tecnico è un buon prodotto, il character design e le animazioni sono di ottimo livello anche se non molto originali.
Il buon mecha design non è purtroppo valorizzato dalle sequenze di combattimento realizzate in Computer Grafica, di qualità non eccelsa.

Le musiche sono molto belle, come sempre quando si tratta di creazioni di Yoko Kanno.
Passando invece alla trama e ai contenuti… beh, qui casca il palco come si suol dire. Atlantide, reincarnazione, Angeli, giganti meccanici, giovani ragazzi dotati di poteri, gruppi di sfollati… tutto questo l’abbiamo già visto in altre serie.
Non ci sarebbe nulla di male se non desse la sensazione che gli sceneggiatori abbiano preso il tutto e l’abbiano versato in frullatore per poi presentarlo a noi. Spesso si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una parodia delle più famose serie robotiche degli ultimi vent’anni, con situazioni che tendono al demenziale.
Fino all’episodio 16 circa si susseguono battaglie contro l’angelo di turno e scene comico-drammatiche che hanno l’unico pregio di darci informazioni sui protagonisti, ma non sviluppano per niente l’intreccio, che ha poi un’accelerazione con continui colpi di scena.
Anche così l’impressione finale è una trama abbastanza scricchiolante, i cui contenuti sono alquanto nebulosi e non lasciano certo un segno indelebile nella memoria dello spettatore.
Un anime gradevole ma disimpegnato, che non soddisfa di certo chi è alla ricerca di emozioni forti.

 

ceshire cat