Tokyo Godfathers
|
Titolo: Tokyo Godfathers Titolo originale: Tokyo Godfathers Sceneggiatura: Satoshi Kon, Keiko Nobumoto Regia: Satoshi Kon Musiche: Moonriders, Keiichi Suzuki
Fotografia:
Katsutoshi Sugai Durata: 92 min. |
|
È uscito a fine giugno in dvd, prodotto dallo studio Mad House, Tokyo Godfathers il nuovo film di animazione del regista giapponese Satoshi Kon, braccio destro di Katsuhiro Otomo e famoso per la regia di serie animate come Millenium Actress e Perfect Blue .
Il film, che trae libera ispirazione da In nome di Dio (Three godfathers, 1948)
di John Ford, è ambientato nel giorno della vigilia di natale e ha come
protagonisti tre senzatetto: Gin, un ex ciclista alcolizzato, Hana, un ex
travestito e Miyuki, una ragazza scappata di casa.
Mentre i tre rovistano tra mucchi di spazzatura per cercare i loro regali di
Natale, sentono il pianto soffocato di una neonata proveniente da un cumulo di
immondizia.
Gin propone subito di correre alla polizia e consegnare la bimba abbandonata, ma
Hana, che ha sempre sognato di essere madre, decide di tenerla e di chiamarla
Kiyoko.
Aiutati da un biglietto da visita e da qualche fotografia, i tre vanno alla
ricerca della casa della bambina.
Il viaggio in una metropoli innevata e ostile farà uscire allo scoperto paure,
speranze ed emozioni e metterà alla prova il senso di responsabilità di ognuno
dei componenti della strana famiglia.
Questo film, intelligente complesso e ricco di risvolti rivela fin dall’inizio
le sue indiscutibili potenzialità artistiche.
Vengono affrontate tematiche di cocente attualità come: l’omosessualità, l’AIDS
e la solitudine.
Dal punto di vista tecnico poi, l’opera di Kon si distingue per un’ottima
animazione vecchio stampo, dove non prevalgono le ricostruzioni digitali e in
cui personaggi e scenari sono per lo più disegnati a mano e non animati al
computer.
Un cenno merita il finale, alquanto bizzarro, con i grattacieli di Tokyo che
danzano al ritmo dell’inno alla gioia di Beethoven in versione techno.
Malgrado il film non rinunci a comunicare buoni sentimenti, pillole di saggezza
e termini con un happy ending, colpisce l’estraneità a certi cliché di marca
disneyana.
Per questo motivo Tokyo Godfather è gradevole anche a un pubblico adulto ed è
perfetto per gli amanti dell’animazione in cerca di contenuti più profondi e
credibili.