Generation Basket
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Titolo: Generation Basket Titolo originale: I'll Genere: sportivo, shoujo (di vita quotidiana e amicizia, insomma, ma non di storie d’amore…) Storie e disegni: Hiroyuki Asada Traduzione: Roberto Pesci Edizione Italiana: Planet Manga (a cura di D. Castellazzi) Edizione Giapponese: Shueisha Numeri: 19 volumi (conclusa) |
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Trama: Akane Tachibana e Hitonari Hiragi sono due giovani promesse del basket che per una strana ragione decidono di mollare quello sport alla fine delle medie. Akane, ribelle e scontroso, lo fa per andare contro corrente, invece Hitonari, introverso e chiuso, lo fa per separarsi dalla strada del padre allenatore di successo e dal fratello maggiore, grande giocatore. I due protagonisti, a questo punto, dopo essersi incontrati casualmente in una partita d'addio ed aver finito col pestarsi, si incontrano nella stessa scuola superiore. il Kouzu.
E' facile intuire come poi alla fine si trovino insieme anche nella squadra di basket a quel tempo piuttosto scadente. Inizialmente non si sopportano e litigano spesso, poi si troveranno sempre più ossessionati l'uno dall'altro, collaborando durante le partite, scoprendosi a vicenda. Diventano amici come mai nessuno forse lo è stato e il loro rapporto diventa prezioso e stretto. L'obiettivo di Akane è superare il talentuoso e pressoché perfetto Hitonari, quello di Hitonari invece è di continuare a fare quel che più gli piace, contro tutto e tutti se necessario. Giocare a basket. E decidono di farlo insieme.
Presenti saranno episodi di vita quotidiana, risse, evoluzioni d’amicizia, risate, lacrime, tensione, rilassatezze e partite di basket cariche di sentimenti, insieme al resto della squadra del Kouzu che intorno ad Akane e Hitonari, nasce dal nulla.
Giudizio tecnico: posso dire che i disegni sono insuperabili, perfetti, in prospettiva, curati e delicati; sceneggiatura curata e ben fatta anch’essa, l’autore dimostra che non vuole strafare e per non creare confusione, gli episodi extra sul passato dei singoli personaggi, li inserisce a parte e non insieme alla storia portante; trama coinvolgente e completa ma al tempo stesso non pretenziosa ed originale nella sua semplicità, con alcuni picchi d’esagerazione e irrealismo che giova, tanto leggero e divertente in alcuni punti, quanto pesante e serio in altri; impaginazioni ordinate e semplici; ritmo di narrazione né troppo veloce né troppo lento, con le giuste pause e le giuste ‘corse’; linguaggio giovanile e appropriato, non pesante o volgare, adatto ad adolescenti; discorsi studiati per i personaggi creati; personaggi ben visualizzabili psicologicamente parlando, con un ottimo spessore. Sommariamente un ottimo lavoro ben fatto e curato.
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Commento: riguardo al
commento personale vi risparmio la frase ‘ cercherò di essere obbiettiva ’
perché non lo sarò affatto e lo so già di partenza…con I’ll, alias Generation
Basket mi è impossibile esserlo. |
È riuscito a mescolare vita quotidiana, sport, sogni, scazzottate, sentimenti e amicizie come mai nessuno. Non sarà sempre verosimile, non ci sono cose prettamente reali e normali, anzi, tutt’altro, ma un manga è fatto appunto per rendere reali anche le cose irreali. Anche se effettivamente ci sono certi ‘mondi’ nella nostra vita che sono proprio così come lui li dipinge…
È riuscito a prendermi dal primo numero fino all’ultimo senza essere banale e
scontato o magari uguale ad altri manga. Si è differenziato rendendosi unico ed
inimitabile. Leggendo ci si aspetta che prosegua in un dato modo ma poi scopri
che no, non è così, prosegue in tutt’altro. Da’ colpi di scena incredibili e lo
odi tutto il tempo. Asada è un gran sadico, ma poi lo ami, eccome se lo ami. Si
districa in un tal modo... pensi che non è finito come pensavi, come sarebbe
stato logico eppure così è meglio, è più sensato, è il massimo…ha vinto la
scommessa!
Volevo piangere per la tristezza, finito il manga, ma ero troppo felice perché
era stato tutto perfetto, non avevo rimpianti, non pensavo ‘no, così non doveva
farlo!’.
Ti dà tutte le sensazioni insieme in un secondo. È superbo.
E i personaggi!
Li adori tutti, non ce n’è nessuno che lo uccideresti, perfino il padre Hiragi
si riscatta sul finale.
Riguardo il lato romantico, ovvero l’amore, l’unica storia d’amore a cui accenna
anche se non del tutto è quella fra il capitano Yamazaki e la manager, fra Akane
e l’amica d’infanzia Sumire da sempre innamorata di lui, non ha fatto nulla di
chiaro e diretto se non un bacio che lei gli dà a lui quando è addormentato. Lui
mostra una forte amicizia che sfocia a mio personalissimo avviso più in un
rapporto fratello sorella, anche se lei vorrebbe di più. Non si mostra
nient’altro, fra i due e non faranno mai vedere che si mettono insieme, finisce
così…con nessuna storia d’amore importante e vera. Ed è qui il punto di forza
del manga: quasi in ognuno c’è una storia d’amore per il protagonista, qua non
viene realizzata ma si parla solo d’amicizia: il rapporto stesso che c’è fra
Akane e Hitonari è più profondo, solido, forte e grande rispetto a quello che
Akane ha con Sumire, alla quale rivela che con tutti le altre persone con cui
aveva a che fare sin da piccolo, le cose sono cambiate tranne che con lei poiché
lei è rimasta sempre uguale. Dunque anche fra questi ultimi una gran bella
amicizia ma niente di più per lui. O per lo meno questo è quello che io da
grande fan accanita del manga che ha ben studiato ogni dettaglio, ha capito! È
bello che non ci siano storie d’amore, rende originale e rilassante il tutto.
Una delle cose che rende il sentimento che lega Akane e Hitonari è che se uno
dei due molla il basket anche l’altro molla…questo concetto che ha espresso a
metà storia coi fatti, è a mio avviso molto commovente e significativo. Si
capiscono solo dagli sguardi, sia in partita che fuori, anche a distanza l’altro
sa cosa pensa e perché fa una certa cosa.
L’apoteosi del loro rapporto è nel numero 19, quando Hitonari va da Akane e da
sotto la finestra gli parla…avete presente che gli dice? Loro parlano in
metafore, sono sempre da interpretare e questo rende i sentimenti che provano
pur rimanendo ragazzi e quindi senza diventare sdolcinati o simili. In
quell’occasione ammettono finalmente ciò che provano l’uno per l’altro e
qualsiasi sia la natura del loro rapporto è unica ed autentica, tanto che è solo
Hitonari a convincere Akane a fare la cosa giusta, ciò che va fatto e che
nessuno era riuscito a fargli fare fino a quel momento. È il pensiero che poi si
sarebbero rivisti che li fa andare avanti nonostante tutto…
E poi in quelle scene i disegni sono stati da piangere dalla bellezza.
Infine io adoro anche come Asada veste i suoi ragazzi, ma questo è un altro
discorso, ognuno ha il suo stile ben studiato.
Per me questa è una recensione obiettiva ma so che forse non lo sono stata del
tutto perché sono troppo coinvolta.
Obiettivo però è che Generation Basket è completamente diverso da Slam Dunk, il
secondo solo basket e quindi tecnico con poco spazio alle storie dei personaggi
e alle relazioni, il primo invece non con del basket eccessivo ma comunque
presente, però comprendente di vita quotidiana e relazioni, ha più spazio per i
sentimenti.
Non credo di avere altro da aggiungere.
Semplicemente meraviglioso, sto ancora aspettando un manga che mi prenda e mi
coinvolga come quello.